| 710 – “Un cuore in inverno”
Written by BeatrizRC, Elyse, Shelly and Karen
Giardino della casa dei Leery
La giornata è fredda e ventosa. ‘Molto natalizia’ pensa
Joey fra sé mentre scende dal vecchio camioncino e si avvicina alla casa.
La casa di Dawson. E chi altri? Si stringe il cappotto addosso e percorre i
pochi passi che la separano dal portico e dall’ingresso. Emette un profondo
sospiro e poi si stampa in faccia un gran sorriso, bussando alla porta, che
si apre quasi immediatamente.
“Ciao” Dawson sembra felicissimo di vederla e un sorriso gli illumina
tutta la faccia.
“Ciao” lei ricambia il saluto, offrendogli un aperto sorriso di
risposta “Vengo…in missione di conferma” dice e Dawson ridacchia.
“Fico. Vuoi entrare per confermare quello che sia? Fa freddo fuori”
chiede lui, facendosi un poco da parte e aprendo completamente la porta per
lasciarle lo spazio per entrare. Joey sembra dubbiosa “Lily ed io stiamo
guardando un film” le propone con la speranza di tentarla, ma sembra ottenere
l’effetto contrario. Lei coglie al volo la scusa per non entrare in casa
e rimandare il faccia a faccia con l’evento che sa di dover prima o poi
affrontare: il bacio. Un bacio non è mai solo un bacio. Specialmente
a Capeside. E specialmente non fra lei e Dawson. Non lo è mai stato e
mai lo sarà.
“No, meglio di no” risponde, arricciando il naso e scuotendo la
testa “Devo tornare al B&B per aiutare. Ho pensato solo di fare un
salto per avere la conferma che tutti vengano a cena. Sai Bessie e Bodie stanno
ammattendo per l’intera, e lascia che aggiunga enorme, cena di Natale.
La prima da sposati o quello che è” dice, roteando gli occhi e
facendo ridere Dawson “Quindi mi sto solo assicurando che sia tutto a
posto e che tutti siano pronti per stanotte”.
“Si, l’hai già detto un attimo fa questo” Dawson ammicca
“Mai sentito parlare del telefono comunque?”
Joey socchiude gli occhi e stira le labbra “Si. E’ questo lo spirito
del Natale Dawson” risponde provocando la sua risata.
“Sei sicura di non voler entrare neanche per un po’?” chiede.
Si sono visti a New York ogni tanto e hanno anche fatto insieme le previste
spese di Natale. Tutto sembrava a posto, ma pare che tornare a Capeside faccia
rivivere…cose che riescono a lasciare da parte in città. Una metropoli
che permette loro di fingere di essere altre persone, senza problemi da affrontare.
Comunque, basta un giorno a Capeside e la maschera si sgretola in mille pezzi.
“Noo” scuote la testa un’altra volta “Forse più
tardi”.
“Okay” risponde lui scrollando le spalle. Non vuole braccarla.
“Okay” lei annuisce. Poi sospira sorridendogli “Bene, sarà
meglio che vada allora. Ricordati, il miglior Natale della storia ti aspetta
al Bed & Breakfast Potter!” esclama come se fosse in uno spot televisivo
o qualcosa del genere. Dawson ride.
La sigla scorre in sottofondo.
“Ne sono sicuro” dice lui. Si guardano per un breve, ma allo stesso
tempo lungo momento. Nessuno dei due però dice quello che vorrebbe.
“Arrivederci Dawson”
“Arrivederci Joey”
Lei annuisce ancora, mordendosi le labbra con un sorrisino, poi si gira e va
verso il camioncino.
Dawson la osserva andare via. Joey entra nel camioncino, mette in moto e si
salutano con la mano. L’auto esce dalla proprietà dei Leery e Dawson
la segue con lo sguardo, poi chiude, lentamente, la porta.
TITOLI DI TESTA
Cortile dei Potter
Finito il giro di conferma (veramente è andata solo dai Witter e da
Jack), Joey torna al B&B. si ferma nel giardino, spegne il motore e sospira.
“Codarda” rimprovera se stessa, ripercorrendo mentalmente l’incontro
con Dawson. Si sistema meglio sul sedile e chiude gli occhi, passandosi una
mano sul viso.
“Non posso farlo. Non posso entrare in quella casa e dirgli che voglio
stare con lui. Non posso”. Restando seduta lì, le mani tese ad
afferrare il volante, si sporge a guardare la casa di Dawson oltre il fiume.
Così vicina eppure così lontana.
“E lo sai perché non puoi? Perché lui non ti crederebbe.
Come potrebbe?”. Ricorda quello che lui ha detto in auto, non molto tempo
prima, mentre lei riceveva la chiamata di Chris ‘E ora il triangolo diventa
un quadrato’. E aveva ragione!’ Prima ha lasciato Chris per Pacey,
poi Pacey e ora? Ritorna da Dawson?
Sospira di nuovo. “La mia terapista ci andrà a nozze” geme
nel silenzio del camioncino. Poi finalmente scende, nell’esatto momento
in cui Audrey sta uscendo dalla casa.
“Ciao Joey! Buongiorno!”
“Buongiorno?” Joey non riesce a non ridere “Audrey, è
quasi mezzogiorno”
“Si, lo so, ho dormito un po’ troppo oggi” dice casualmente,
scrollando le spalle.
“Si, solo un pò” la stuzzica Joey “E dove stai andando
ora?”
“Vado da Jack. Voglio tenerlo d’occhio. Mi sembra giù e
tutto il resto, sai. E io ed Andie dobbiamo fare qualche spesa dell’ultimo
minuto dopo pranzo. Credo di avere una cattiva influenza sulla ragazza. Saremo
di ritorno in tempo per la cena di Natale ovviamente” risponde Audrey
facendole l’occhiolino. “Vuoi venire?”
“No, ho delle cose da fare” dice Joey, scuotendo leggermente la
testa.
“E’ tutto a posto?” chiede Audrey, all’improvviso preoccupata.
Joey la guarda, innocente come non mai.
“Si, è tutto a posto. Solo un po’ di stress per il lavoro
e cose così” risponde agitando la mano “Niente di importante
da sviscerare” e la fissa intensamente.
“Sei sicura?”
Joey sorride da un orecchio all’altro e annuisce. Audrey solleva le sopracciglia.
“Va bene allora” sospira “Arrivederci, coniglietto”
Joey le sorride divertita. Pare che rimarrà il suo coniglietto per il
resto della vita.
“A dopo, Audrey” la saluta con la mano mentre Audrey si dirige
verso la sua auto. Joey apre la porta di casa ed è accolta da un’ondata
di calduccio e di profumo di cibo in cottura. Come ha detto ad Audrey, ci sono
ancora molte cose da fare.
Giardino dei Potter, più tardi lo stesso giorno
“Hai portato cibo abbastanza mamma?” ride Dawson mentre esce dal
furgoncino e sottrae un piatto a Gale “Penso proprio che Bodie abbia cucinato
qualcosina per la cena di Natale”
“Ho cercato di fermarla” interviene John “Ma è andata
avanti a infornare. E io, ovviamente, mi sono offerto assaggiatore volontario”.
“E io ho glassato i biscotti” dice Lily mentre corre oltrepassando
Gale, John e Dawson e suona il campanello del B&B Potter.
“Ciao a tutti” Joey risponde alla porta.
“Ciao” Lily la sorpassa ed entra in casa alla ricerca di Alex.
“Come stai, tesoro?” Gale abbraccia Joey “Sei proprio un
amore”
“Grazie” Joey fa un leggero cenno della testa al complimento “Anche
tu”
“John” Joey lo abbraccia brevemente. Anche se ha passato con lui
il Ringraziamento, non hanno mai parlato veramente. È ancora strano a
volte alzare gli occhi e vederlo al posto di Mitch. Ma John è una persona
per bene e vuole conoscerlo meglio.
“Dovremmo sistemare tutto questo cibo” Gale entra nell’ingresso.
“Questo lo prendo io” John si allunga a sfilare il piatto dalle
mani di Dawson.
Ora Dawson e Joey sono soli sul portico.
“Allora…” comincia Dawson.
“Allora…”
“E’ bellissimo” dice Dawson dando un’occhiata all’agrifoglio
e alle ghirlande che decorano il portico.
Lo scricchiolio di passi sulla neve e il suono di risate attirano la loro attenzione.
Vedono Grams farsi strada con attenzione sul prato del B&B, seguita da Andie
ed Audrey che ridacchiano. Jack sta tirando fuori Amy dal seggiolino dell’auto.
“Sul serio?” sghignazza Andie.
“Si” ride Audrey “Non scherzo. Eravamo lì, fuori da
questo locale di L.A., e i pantaloni di Pacey erano sbottonati e lui stava per
essere arrestato per aver orinato in pubblico”
“Indecente. Poi che è successo?”
“Beh, ero già nella mia fase di non sobrietà e avevo bevuto
troppo. Così ho detto al poliziotto che dovunque andasse Pacey sarei
andata anch’io e che quindi doveva arrestare anche me. Lui rispose che
io non avevo fatto niente di illegale e quindi lui non aveva motivo di arrestarmi.
Ora, ricorda che ero ubriaca. Così gli ho risposto che avevo fatto qualcosa
di illegale. Gli ho detto che ero una prostituta”.
“Incredibile” ride Andie mentre si dirigono verso gli scalini “Siete
stati arrestati?”.
“No” Audrey liquida la possibilità con un gesto della mano
“Il poliziotto ricevette una chiamata per un vero crimine e ci lasciò
lì. Tutto questo perché Pacey aveva rifiutato di usare il bagno
degli uomini”.
(“Snow Day” di Lisa Loeb inizia in sottofondo)
“Fingerò di non averlo sentito” sogghigna Grams mentre insieme
raggiungono Dawson e Joey sotto il portico.
“Ciao ragazzi” li saluta Joey nel generale scambio di abbracci.
“Prendo Amy” dice Grams sollevandola dalle braccia di Jack “Probabilmente
è cotta dentro quella tutina da neve”
“Grazie” Jack si appoggia con noncuranza contro la ringhiera del
portico.
It´s a bad day
It's a train ride.
It's a bad day.
You're my medicine
“Oh, arriva altra gente!” Audrey batte le mani guantate ed emette
un gridolino deliziato mentre i Witter scivolano fuori dalla loro familiare.
“Grazie mille per averci invitato Jo Ann” cinguetta la signora
Witter mentre lei e suo marito superano gli altri e si dirigono in casa.
“Almeno è coerente” Pacey scrolla le spalle mentre è
scherzosamente assalito dai saluti di Audrey ed Andie. Joey rotea gli occhi
ma si lascia scappare un sorriso.
It's a snow day.
It's a full moon.
It's a snow day
“Dougie!” Joey abbraccia Doug “E’ bello rivederti”
“Anche per me, Jo Ann” risponde dandole leggermente di gomito “Sai,
non ho mai avuto modo di riprendere il discorso con te, Jo Ann”
“Doug” interviene Pacey “Sta diventando trita!”
When'd you get down to my bones?
Where'll I find that wishing stone?
The beads, the records,
all the calls, and the drinks alone.
“Gretchen!” Dawson scende di slancio i gradini del portico per
andarle incontro “Che ci fai qui?” esclama.
“Non sei tanto felice di vedermi, umm?” dice lei aprendogli le
braccia.
“Oh, si che lo sono” ride lui “Stai meravigliosamente”
dice mentre la solleva abbracciandola.
“Non stai niente male neanche tu” ride Gretchen mentre alla fine
la rimette giù, lasciandole in modo casuale però un braccio attorno
alla vita.
First by mind, then by music
you'll make this all less confusing.
It's a slow dive down,
a fast distraction,
a strange fall forward
my lame reaction.
Joey guarda con sospetto la scena, sorpresa. Gretchen era l’ultima persona
che si aspettava di vedere in quel momento. Perché nessuno gliel’ha
detto? Comunque, cerca di conservare un’espressione neutra.
“Qualcosa non va, Potter?” chiede Pacey. Lui sta dando la schiena
a tutti gli altri e quindi non vede la fonte del suo fastidio.
It's a bad day.
It's a long ride.
It s a bad day.
You're my medicine
Prima ancora che Joey abbia il tempo di pensare ad una scusa, una palla di
neve vola e colpisce Pacey proprio dietro la testa. Joey apre la bocca coprendola
con la mano in una muta risata di sorpresa, gli occhi sbarrati.
La risata identifica Andie come esecutore materiale del reato.
“Te ne pentirai!” grida Pacey scavalcando con un salto la ringhiera
del portico, raccogliendo una manciata di neve e scagliandola in direzione di
Andie. Sfortunatamente manca il bersaglio quando Andie si gira con grazia più
velocemente di quello che aveva previsto.
It's a sinking feeling,
pulls me through the seat of chairs.
When will you come rescue me,
find solace, and then take me there?
“Aghh!” Doug, che stava arrivando dietro Andie per salutarla è
quello colpito. Si pulisce la faccia dalla neve e fissa suo fratello, ma è
evidente la risata che gli danza negli occhi “Sei morto, fratellino”
esclama mentre si abbassa per prendere un po’ di neve da tirargli.
Tutti ridono e prendono posizione per unirsi alla battaglia. Pacey si ritrova
immediatamente attaccato su due fronti da Audrey ed Andie. Jack lancia palle
di neve in tutte le direzioni e a lui si uniscono Gretchen, Doug, Dawson e Joey.
You'll say, "You re not too tired for this life,
and it's not gonna matter if you fall down twice.
You're not too tired for this life, and
it's not gonna matter if you fall down twice.
Dawson è colpito al petto dalla palla che Doug ha lanciato in velocità
verso di lui. Pensando alla vendetta, acchiappa un pugno di neve e fa un gran
passo indietro, pronto a tirare. Prima ancora di capire cosa sia successo si
ritrova per terra. Beh, non per terra, sopra Joey, le gambe aggrovigliate alle
sue.
Si bloccano per un momento, riluttanti e incapaci di spostarsi. Joey sente
le guance diventare cremisi mentre il suo sguardo è incollato a quello
di Dawson.
When' d you get down to my bones?
Where' ll I find that wishing stone?
The beads, the records,
all the calls, and the drinks alone.
Dawson riesce a rimettersi in piedi e porge una mano a Joey. Lei la prende
con gratitudine lasciando che la aiuti a rialzarsi.
“Scusami” dice Dawson. Non riescono che a sorridersi debolmente.
Joey annuisce “Nessun problema”. La tensione è percepibile
nell’aria, ma proprio allora…una palla di neve la colpisce senza
pietà.
It's a bad day.
2 miles to go.
“Ehi!” grida nella direzione di provenienza della palla e lo rimpiange
immediatamente mentre un’altra palla la manca di un pelo.
It's a bad day.
You're my medicine.
Qualcuno le prende la mano e la trascina al riparo. Lei si gira e si accorge
che è Dawson. Sorride fra se. Certo che è lui.
“Te ne pentirai, Jack!” urla Dawson all’amico, il responsabile
dell’attacco.
You'll say, "you're not too tired for this life,
And it's not gonna matter if you fall down twice
“Non dovevi dirmelo in faccia” grida lui, ma poi è colpito
da altra neve, stavolta proveniente da Audrey.
“Dieci punti!” grida lei, alzando le braccia in segno di vittoria.
You'll say, "you're not too tired for this life,
And it's not gonna matter if you fall down twice
Dawson e Joey sono dietro una delle auto ora, e osservano gli altri combattere,
correre, ridere, cadere e alzarsi di nuovo.
You're my medicine.
You're my medicine.
And it's not gonna matter if you fall down twice
And it's not gonna matter if you fall down twice
“Io vado a sinistra e tu a destra. Che ne dici?” le chiede Dawson,
guardandola con un sorriso malizioso.
You're my medicine.
You're my medicine.
“Dico…” mentre afferra un po’ di neve “ANDIAMO!!!”
E i due escono dal loro rifugio, come pattuito, lanciando palle di neve in
tutte le direzioni e unendosi al divertimento del resto del gruppo. Mentre continuano
a muoversi, ridendo e lottando, la telecamera si allontana e vediamo dall’alto
l’intero gruppo che continua a giocare.
It’s a long ride
Interno di casa Potter, più tardi
“Ecco” Dawson porge a Lily l’ultima palla da mettere sull’albero
di Natale dei Potter e lei obbedientemente la attacca in alto, con l’aiuto
di lui. Poi i due fanno un passo indietro per osservarlo. A dire il vero, l’albero
sembra leggermente carico. Ma è stata un’idea di Joey che tutti
portassero delle decorazioni da sistemare in casa e sull’albero, per sentirsi
ciascuno un po’ più ‘a casa’.
“E’ carino” dice Lily “E l’angelo mi piace tanto”
aggiunge, indicando il piccolo angelo biondo che è sistemato in cima
all’albero di Natale.
“Quello è il tuo angelo sai” le dice Dawson con un sorriso
che Lily ricambia.
“Mio?” chiede, intuendo che il consueto racconto di Natale è
in arrivo.
“Vuoi che ti racconti perché?” chiede lui, conoscendo già
la risposta. Lily annuisce e si lascia cadere sul divano “Okay”
dice Dawson sedendosi accanto a lei. Lily si rannicchia come di prammatica tra
le sue braccia. Dawson sorride.
“Quando mamma e papà scoprirono che tu stavi per venire al mondo…”
“Sono stata proprio una sorpresa, vero?” chiede ridacchiando Lily.
Dawson ride “Si, lo puoi dire forte. Hai provocato un bel po’ di
scompiglio, veramente” Lily ridacchia ancora.
“Bene, quando seppero di te, papà fu subito conquistato all’idea.
Così quando finalmente furono pronti, decisero che la tua nascita era
la notizia migliore del mondo…” dice lui, chinandosi verso di lei
e premendole un dito sulla punta del naso. Lei arriccia il naso e gli scansa
scherzosamente la mano. “Papà voleva fare qualcosa di davvero speciale.
Continuava a dire che tu saresti stata l’angelo della famiglia, ed era
convito che saresti stata una femmina. Era Natale e lui andò in quel
negozio di regali. Noi stavamo guardando in giro e all’improvviso venne
da me e mamma con gli occhi luccicanti, dicendo che aveva trovato il regalo
perfetto per te. E ci mostrò questo angelo” continua Dawson, indicando
l’angelo sull’albero. “Disse che ti avrebbe protetto ogni
Natale e che lui avrebbe iniziato la tradizione del padre che ogni anno solleva
la figlia perché sistemi l’angelo in cima” lui non può
fare a meno di scrutarlo con la coda dell’occhio con sguardo pensoso mentre
lo dice. Lily lo imita, con un sorriso sulle labbra.
“E raccontami di quella volta che voi due avete fumato il sigaro nella
casa sull’albero che è nel nostro giardino, mentre mamma era al
party per me” chiede Lily, ridendo da un orecchio all’altro.
Dawson ridacchia “E’ stato divertente. Non l’ho nemmeno acceso,
ma mi ha fatto sentire…bene. Essere lì, a dividerlo con mio padre”.
Lily gli sorride e si appoggia al suo petto, abbandonando la testa mentre Dawson
le passa un braccio attorno alle piccole spalle e continua a raccontare piccole
storie su Mitch. Sa che lei le adora. Come gli aveva promesso, Lily sa chi era
suo padre, e lui è contento di mantenere la promessa un anno dopo l’altro.
“E lui era lì. Non mi aveva sentito scendere le scale, quindi
era del tutto ignaro della mia presenza. Era notte fonda e lui era in pigiama.
Ti teneva in braccio e ti stava sussurrando tenerezze, cullandoti per farti
addormentare. Ti accarezzava la guancia e baciava la tua fronte di tanto in
tanto. Penso di non averlo mai visto comportarsi in modo così dolce con
nessuno. Sai, lui mi amava e mi abbracciava spesso quando ero bambino, ma era
diverso perché io ero un maschio. Ma non crederesti le cose che ti diceva”
lui ride e Lily con lui, cercando di ricordare il tocco di un padre scomparso
da tempo immemorabile.
Dawson la bacia in cima alla testa, e proprio come suo padre l’ha guardata
anni prima, così lui la sta guardando ora così dolcemente. Ma
stavolta, è Joey il silenzioso e involontario testimone del momento tra
Dawson e sua sorella. Lei sta per girarsi e andare via quando Lily la scorge.
“Ciao, Joey” dice sognante. Le braccia di Dawson la avvolgono ancora
amorevolmente.
“Ciao” dice Joey quasi mormorando, e le sorride. Poi il suo sguardo
affettuoso si posa su Dawson nella luce fioca della stanza illuminata soltanto
dal camino.
“Scusa. Abbiamo praticamente messo le tende qui senza preoccuparci se
avevate bisogno di aiuto” dice Dawson, cominciando a stirarsi sul divano,
come per alzarsi in piedi. Ma Joey lo ferma subito.
“No, no. Va bene. Nessun problema. Stavo venendo proprio per questo…per
vedere se avevi bisogno di aiuto. È tutto a posto. Puoi rimanere qui
quanto…”
Ma le sue parole sono troncate da Alex, che entra in cerca di Lily.
“Lily, usciamo. Mia madre e tua madre ci hanno dato il permesso di fare
gli angeli nella neve!” dice eccitato.
Lo sguardo di Lily si sposta dall’angelo sull’albero di Natale
e per posarsi su Dawson, che sorride e annuisce. Il sorriso di Lily si allarga
e infine lei trotta fuori dalla stanza, seguendo Alex.
La stanza sembra vuota ora che Dawson e Joey sono rimasti soli. Ma Dawson fa
spazio per lei sul divano, e senza dire una parola, Joey si siede.
“Ciao” dice lui.
“Ciao” mormora lei, sorridendogli “E’ stato davvero
dolce” dice.
“Credi?” chiede lui, un po’ imbarazzato.
Joey fa si con la testa e gli sorride apertamente.
Salotto dei Potter
Sentiamo la risata di Andie unirsi a quella di Gretchen mentre Audrey conclude
l’ultimo aneddoto su Pacey.
“E giuro che tutto quello che ho detto è vero!” dice, annuendo
vigorosamente.
“Ci credo, ci credo!” risponde Andie, continuando a ridere.
“Sapete, questa cosa comincia a perdere il suo fascino. Se mai ne ha
avuto comunque” si lamenta Pacey tenendo, come tutti gli altri, un bicchiere
in mano.
“Povero Pacey” Gretchen gli fa boccuccia e Pacey socchiude gli
occhi fingendo uno sguardo truce “Ne convengo, ascoltare i più
imbarazzanti momenti della tua vita raccontati da due ex ragazze potrebbe non
essere così divertente”. Gretchen concorda con lui ma non smette
di ridere.
“Oh si. Ma loro devono ringraziare il cielo che io sono un gentiluomo
e non racconto i loro. Come quel giorno a L.A. quando la ragazza qui presente
è entrata in quel negozio fingendo di essere…”
“Oh, chiudi il becco! Zitto!” esclama Audrey, cominciando a colpirlo
con la mano. Tutti ridono mentre Pacey tenta di ripararsi.
“E a proposito di L.A., perché non stai passando il Natale lì?
I tuoi genitori hanno simulato una fuga da casa perché tu non andassi
da loro o qualcosa del genere?” scherza Pacey, ma rimpiange le proprie
parole nell’istante in cui scorge l’espressione di Audrey.
“E’ vero che non ci sono,per tua informazione” dice, scrollando
le spalle con indifferenza “Sono andati in crociera. Mi hanno chiesto
di unirmi a loro, ma io ho rifiutato. Chi mai salirebbe volontariamente su una
nave piena di anziani che cantano canzoni natalizie e ricordano tempi di cui
tu non hai mai sentito parlare?” e con ciò, beve un sorso del proprio
caffè.
Pacey le lancia uno sguardo di comprensione e sta per dire qualcosa ma Andie
lo anticipa.
“Hai ragione!” dice con enfasi “Brindo a questo” aggiunge,
alzando il bicchiere.
“Anch’io” si unisce subito Gretchen.
“Anch’io!” dice Pacey mentre Audrey alza la sua tazza, annuendo.
“E’ proprio come in ospedale. Amo stare lì, ma è
certo che ognuno di quei cocktail party di lavoro, o comunque vogliate chiamarli,
che organizzano ogni tanto semplicemente mi uccidono. Giuro che amo il mio lavoro,
ma vi dedico quasi ventiquattr’ore al giorno. Quindi quando non sto lavorando,
voglio solo smettere di parlarne, sapete? Metti due dottori in una stanza, e
non riuscirai a sfuggire discorsi di bottega”
“Non credo a quello che sento” dice Pacey, guardandola sbalordito.
Andie ricambia lo sguardo con espressione indagatrice “Che vuoi dire?”
“Chiedo se la compulsava, perfezionista Andie che non riuscirebbe a smettere
di studiare anche se ne andasse della propria vita, può davvero evadere
dal dottorato e non pensare al lavoro nel tempo libero?” chiede lui, fingendo
un’espressione scioccata. Andie si limita a socchiudere gli occhi.
“La sai una cosa Pacey? Che tu ci creda o no, adesso so come rilassarmi”
dice lei, alzando il mento in modo provocante, e scherzando solo a metà.
“Ci crederò quando lo vedrò” ribatte Pacey, un sorriso
malizioso.
“Okay! Okay! È Natale, perciò continuiamo a mantenere lo
spirito giusto” dice Gretchen alzando le mani mentre Audrey segue lo scambio
con attenzione, lo sguardo che passa dall’uno all’altra.
Andie fa la linguaccia a Pacey e lui ride.
“Allora, che mi dici di te, Gretchen?” indaga Audrey, “Beh,
abbiamo già parlato di me. Sappiamo più di quanto avremmo avuto
mai dovuto sapere su questo ragazzo” e indica Pacey “Sappiamo che
Andie ha imparato a rilassarsi…”
“Grazie” dice Andie.
“Come vuoi” risponde Pacey.
“Prego” continua Audrey, ignorando le proteste di Pacey “Ma
su di te? Hai qualcosa di metterci a parte?”
Gretchen sento gli occhi di tutti su di se, e quindi il bisogno di dire qualcosa.
“Beh, sto lavorando nel reparto pubblicità di una rivista, che
è quello che ho sempre voluto, e lì ho incontrato il mio attuale
ragazzo. Ed è praticamente tutto” dice.
“E’ tutto?” chiede Audrey, non credendoci affatto.
“Si, è tutto” afferma Gretchen, fingendo di non accorgersi
dello sguardo indagatore di Pacey.
Ancora nella sala da pranzo dei Potter
Dawson e Joey sono sempre seduti sul divano, proprio dove li abbiamo lasciati.
“Bene, eccoci qui” dice lei, appoggiandosi comodamente alla spalliera
del divano “Un altro anno è quasi passato”
“Si…la solita vecchia storia” concorda Dawson, appoggiandosi
al divano proprio come lei. Le loro posizioni sono identiche. Capita spesso,
anche se loro non se ne sono mai accorti.
“E’ stato un anno strano, no? Beh, almeno lo sono stati gli ultimi
mesi, giusto?” chiede Joey, lo sguardo fisso sulle luci dell’albero.
“Si. Penso di dovermi ancora abituare a tutto quello che è successo”
risponde Dawson, lo sguardo altrettanto distante.
“La parte migliore è stata il tuo ritorno sulla costa orientale,
comunque” dice Joey girandosi verso di lui con una luce calda negli occhi
“Mi è mancato questo..noi” gli sorride.
“Anche a me” risponde lui, sorridendo di rimando.
“Cioè, essere a New York con te è fantastico, ma essere
qui rende tutto diverso. Come se…fosse più reale, sai”
“Capisco cosa intendi. Essere qui a Capeside riporta in vita così
tanti ricordi. È quasi come tornare ad essere le persone che eravamo”
dice lui.
“E questo può essere sia una buona che una cattiva cosa”
osserva lei con espressione riflessiva.
“Vuoi dire che corriamo il rischio di essere inseguiti da vecchi fantasmi?
E’ una buona cosa poterli affrontare una volta per tutte, ma allo stesso
tempo è una cosa cattiva perché possono suggerirci conclusioni
sbagliate?” chiede Dawson, guardandola con attenzione.
“Si, qualcosa del genere. Terrificante, no?” chiede Joey.
“Si” concorda lui, annuendo “Comunque, um…torno a L.A.
domani” lancia la bomba.
“Cosa? Per quanto tempo?” chiede lei, sorpresa.
“Probabilmente fino a Capodanno. Devo sistemare delle cose nello show”
“Pensavo che avessi fatto un passo indietro e tutto il resto”
“E l’ho fatto. O ho provato a farlo almeno. Non riesco a liberarmi
così facilmente di questo show sai. È la nostra storia dopo tutto”
e rimane in silenzio, come se avesse detto più di quello che voleva.
“Sono solo dispiaciuta che tu debba partire dopo tutti i progetti che
abbiamo fatto” dice delusa.
Dawson sospira, “Lo so. È per questo che non sapevo come dirtelo.
Prometto di farmi perdonare, va bene?” annuncia, sorridendole rassicurante.
“Sarà meglio” scherza lei, dandogli un colpetto. La verità
è che era impaziente di passare questo tempo con lui, ma…va bene.
Ride quando lui le restituisce la spinta “Basta!” e si sposta fuori
portata. Si guardano con un aperto sorriso.
(“Believe in you” di Amanda Marshall comincia in sottofondo)
“Okay, non resisto più” dice Joey all’improvviso.
“Che?” chiede Dawson confuso, mentre lei si alza e va verso l’albero
di Natale tornando con un regalo
Somewhere there's a river
Looking for a stream
“Buon Natale!” sorride radiosa mentre gli porge la scatola incartata.
Dawson la guarda e sorride, prima di scartarla davanti ai suoi occhi ansiosi.
Somewhere there's a dreamer
Looking for a dream
“Oh un cellulare” dice lui, tenendolo sollevato davanti a se con
uno sguardo buffo in faccia.
Somewhere there's a drifter
Trying to find his way
“Non è solo un cellulare, è il cellulare dei cellulari”
dice Joey “E’ un notebook, una web cam, può mandare e ricevere
emails, fare fotografie…tutto! È quasi un mini computer”
dice eccitata “In questo modo puoi comunicare più facilmente con
le persone che devi contattare. Sai, per il tuo lavoro e tutto il resto”
finisce la sua arringa difensiva con un gran sorriso.
Somewhere someone's waiting
To hear somebody say
“Pensavo che tu odiassi il fatto che il mio cellulare squilla ogni volta
che usciamo insieme” chiede divertito.
“E lo odio” lei scrolla le spalle “Ma so che è importante
per te, quindi voglio che tu abbia il meglio che puoi avere”.
Dawson la guarda, e per qualche ragione non ne è rassicurata. Lui le
accarezza il viso e lei gli sorride.
“Grazie”
“Prego”
I believe in you
I can't even count the ways that
I believe in you
And all I want to do is help you to
Believe in you
“Okay, tocca a me ora” dice lui, saltando su dal divano e strofinandosi
le mani.
Somewhere there's an angel
Trying to earn his wings
Lo osserva prendere un regalo da sotto l’albero e tornare al divano.
“Ecco” dice, mentre le porge il regalo in silenzio.
Somewhere there's a silent voice
Learning how to sing
Joey lo scarta con un gran sorriso ed è sbalordita da quello che vede.
Alza gli occhi e lui le sorride.
Some of us can't move ahead
We're paralyzed with fear
È una penna di cristallo, con sfumature di colori caldi (giallo, arancione,
rosso) che si fondono l’uno nell’altro. Sembra quasi una penna magica…come
se potesse uscirne qualsiasi cosa. È accoppiata ad una bottiglia di inchiostro
e ad un blocco di carta anticata.
And everybody's listening
'Cause we all need to hear
“Dawson, è bella” dice, senza fiato.
I believe in you
I can't even count the ways that
I believe in you
And all I want to do is help you to
Believe in you
“So che ami il tuo lavoro. Ma, sai, penso che tu fossi uno scrittore di
grande talento. E credo…credo che forse potresti tornare ad esserlo, anche
se solo per divertimento” spiega nervosamente mentre sente gli occhi di
Joey su di se. Ma alla fine la guarda e sorride.
I will hold you up
I will help you stand
I will comfort you when you need a friend
I will be the voice that's calling out
“Grazie” dice lei con il cuore.
And there are just so many ways that
I believe in you
Baby, what else can I do but believe in you - believe in you
“Prego. Qualsiasi cosa per la mia migliore amica” e si sorridono
a vicenda.
All I want to know is you believe - believe in you
Intanto, nel soggiorno…
“Ciao, Doug” Jack si avvicina a Doug “Posso?” indicando
la sedia libera accanto a lui.
“Certo”
(“Hold On” di Sarah Mc Lachlan comincia in sottofondo)
“Ho riflettuto su di noi la scorsa settimana”
Hold on
Hold on to yourself
For this is gonna hurt like hell
“Buono a sapersi” Doug è chiaramente turbato “Almeno
hai pensato a noi, considerato che ogni volta che volevo uscire, o anche passare
del tempo con te, mi sono trovato davanti la scusa che eri troppo impegnato”
Hold on
Hold on to yourself
You know that only time can tell
“Mi dispiace” sospira Jack “E’ dal Ringraziamento che
so che abbiamo dei problemi irrisolti. La verità è che volevo
prendermi il tempo che mi serviva, prima di fare quello che sto per fare”.
What is it in me that refuses to believe
This isn't easier than the real thing
Doug lo guarda. Non sa a che cosa sta alludendo, ma sa che non è niente
di buono.
“Volevo dirtelo l’altro giorno” continua Jack “Ma poi
di nuovo, non l’ho fatto. Forse…forse dobbiamo prenderci una pausa”
“Cosa?” Doug è confuso e ferito “Che diavolo significa?”
My love
You know that you're my best friend
You know that I'd do anything for you
“Beh, so che la tua vita e il tuo lavoro sono complicati. E la mia…beh,
la mia vita è molto più che complicata. Le circostanze sono contro
di noi in questo momento”
“Ho preso una decisione” Doug è quasi implorante “Ho
preso un impegno. Voglio starti vicino comunque. Voglio stare con te”
And my love
Let nothing come between us
My love for you is strong and true
“So che lo hai fatto” dice tristemente Jack “E so che credi
in quello che hai detto allora e so che credi in quello che dici adesso. Non
sei tu e non sono io. È solo il tempismo della cosa. Forse un giorno…Beh,
forse le cose funzioneranno per noi nel futuro. Semplicemente non è questo
il nostro momento”.
“Non è il nostro momento?” ripete Doug “Allora lo
renderemo tale. Le cose miglioreranno. Il governatore del Massachusetts sta
cercando di revocare la legge che rende legali i matrimoni gay. Ma le persone
stanno lottando. Non lasceranno che lo faccia”.
Am I in heaven here or am I
At the crossroads I am standing
“E non è triste che cinque anni dopo, abbiamo ancora bisogno di
lottare per qualcosa che è un nostro diritto? Hai visto il chiasso che
si fa. Ora improvvisamente ogni problema dei gay è di nuovo sbattuto
in primo piano. E’ uno svantaggio enorme. Mi tengono più che mai
sotto osservazione. Ho troppo in ballo adesso”
So now you're sleeping peaceful
I lie awake and pray
That you'll be strong tomorrow
“E io sono quello che puoi sacrificare?”
“Mi dispiace” Jack cala le spalle e si allontana, convinto di aver
fatto l’unica cosa da fare. Doug scuote la testa, dalla bocca aperta gli
sfugge un sospiro infuriato e incredulo. Non riesce a credere a quello che Jack
ha appena fatto.
And will see another day
And we will praise it
And love the light that brings a smile
Across your face
“Problemi in paradiso?” osserva il signor Witter rudemente, vedendo
Jack andarsene.
Doug lo guarda, una tempesta d’emozioni sul viso.
Oh, God
If you're out there, won't you hear me
I know we've never talked before
“Uh…scusami, figliolo” il signor Witter si scusa imbarazzato
“So che probabilmente sono l’ultima persona con cui vorresti confidarti,
ma se vuoi parlarne, sono qui”.
Doug guarda suo padre. La sorpresa è chiaramente visibile nel suo sguardo.
Per un attimo considera seriamente la possibilità di parlargli.
And, oh God
The man I love is leaving
Won't you take him when he comes to your door
“No, non adesso” Doug lo sorpassa, ancora chiaramente sconvolto.
Il signor Witter sospira, sedendosi.
Hold on
Hold on to yourself
For this is gonna hurt like hell
Qualche minuto dopo
“Ciao a tutti” saluta Dawson unendosi a Pacey, Gretchen, Andie
e Audrey nel soggiorno ed è subito accolto da grandi sorrisi “Cominciate
la festa senza di me?” scherza lui.
“Dio ce ne scampi! Non potremmo mai cominciare una festa senza di te,
Dawson, ne sei sempre stato l’anima, no?” Pacey finge di essere
eccitato al ricordo delle feste selvagge per cui Dawson sarebbe stato famoso.
Il resto del gruppo ride.
“Bene, per tua informazione, lo ero. Da ubriaco” ammette Dawson
quando Pacey gli lancia uno sguardo di provocazione.
“Oh, si. Me lo ricordo” Pacey ridacchia ricordando la famigerata
festa dei suoi sedici anni, o quella sulla sua barca poco dopo la morte di Mitch.
“Meglio dimenticare” ridacchia Dawson.
Pacey concorda, alzando il bicchiere “Brindo a questo. Allora, com’è
il nuovo lavoro?”.
“Lavorare con Spielberg?” Dawson ha un gran sorriso “Meraviglioso.
Come ti sta trattando il mondo della ristorazione?”
“Non posso lamentarmi” Pacey sorride “La vita di cucina mi
si addice”.
Andie li guarda e non può fare a meno di sorridere. È da parecchio
che non li vede scambiarsi botta e risposta in questo modo.
“Sei già stato nella casa di Spielberg agli Hamptons?” chiede
Audrey “La mia amica Rita, c’è stata, ad una festa, due anni
fa e dice che il posto è meraviglioso”.
“Si, un paio di volte, veramente. E si, sono d’accordo…è
meraviglioso. Più che meraviglioso per dirla tutta”.
“Perché sembri un gatto che ha appena inghiottito il canarino?”
Pacey chiede ad Andie quando si accorge delle sue occhiate e dell’enorme
sorriso che ha stampato in faccia.
“E’ solo che, quando sono partita, voi due vi tolleravate appena.
E ora” le si inondano gli occhi di lacrime “Tutti quei sentimenti
negativi sembrano svaniti. È come al mio arrivo a Capeside”.
“Hmmm hmmm” Audrey si schiarisce la gola rumorosamente.
“Concordo” dice all’improvviso Gretchen “E’ molto
meglio di quando vivevo qui e stavo insieme al “Ragazzo d’oro”.
Voi due vi parlavate appena. Andie ha ragione”
“Bene, questo è il passato, amici miei” dice Pacey, sollevando
il bicchiere e bevendone un sorso.
“Si” Dawson è d’accordo con lui. “Perché
lo è, giusto?” chiede, guardando Pacey e fingendo di essere preoccupato.
Pacey ride “Certo “Ragazzo d’Oro”. Fidati di me”
“Ragazzo d’Oro” geme Dawson “Devi proprio usare l’espressione
“Ragazzo d’Oro”?” chiede e girandosi verso Gretchen
“Adesso non mi darà più tregua”.
“Quale preferisci?” ride Gretchen “Prodigio? Ragazzo Prodigio?”
“Ragazzo andrebbe abbastanza bene” afferma Dawson.
“Vado a vedere se hanno bisogno di aiuto in cucina” Andie si alza
“ Visto che qui uno di noi è uno chef di professione, forse dovrebbe
venire ed aiutare anche lui”.
“Sei un perfetto sfruttatore di schiavi, McPhee” si lamenta Pacey,
ma si alza comunque.
“Voglio solo vedere che genere di talenti possiede in cucina un uomo
che ha portato una scatola di salsa di mirtilli ad un pranzo del Ringraziamento
tanti anni fa”.
“Oh, io ho talento”
“Bene, se si parla di sfruttamento di schiavi, vengo anch’io”
Audrey si alza e segue Andie e Pacey.
“Allora, ho sentito che sei stato quasi arrestato…” la voce
di Andie si affievolisce.
Gretchen e Dawson si scambiano uno sguardo divertito mentre Pacey e le “sue”
bionde se ne vanno.
Ancora all’inizio della serata. Tutti stanno aspettando la cena di Natale.
Grams è seduta nel soggiorno, con Amy comodamente accoccolata in grembo.
Sono passati meno di dieci minuti da quando Bessie e Gale hanno dovuto accompagnarla
alla porta della cucina, dichiarando che si stava sobbarcando tutto il lavoro
pesante e che loro non potevano permetterlo. L’avevano rimproverata gentilmente
e le avevano chiesto di andare ad unirsi ai festeggiamenti nell’altra
stanza, dove i giovani erano impegnati a giocare a carte.
E infatti i ragazzi sono lì, ma Grams, invece di unirsi a loro, si siede
con Amy fra le braccia. Quando Gale entra nella stanza, la scorge immediatamente
e va a sedersi con lei.
“Bene, le cose sono sotto controllo in cucina” dice, scostandosi
i capelli dal viso. Grams le rivolge un debole sorriso e Gale la guarda pensierosa.
Capisce che c’è qualcosa che la affligge ma Evelyn è sempre
stata molto riservata sui propri problemi. Li ha sempre tenuti per se.
Proprio allora, Alex e Lily entrano, coperti di neve e con le guance rosse
come mele. Stanno ridendo e attirano subito l’attenzione di Amy. Lei batte
le mani e ridacchia, saltando eccitata in braccio a Grams. Le due donne ridono
dolcemente mentre Lily cammina verso la bambina e stende le braccia verso di
lei. Amy ci si butta contenta. Non sono quelle di un’estranea.
“Fai attenzione, Lily. Capito?”
“Sicuro mamma. Lo faremo” dice lei mentre guida i passi incerti
di Amy verso Alex, che si inginocchia e aspetta che la bambina arrivi fino a
lui, le braccia aperte a riceverla.
L’attenzione di Gale torna a Grams, però.
“Non ti dispiace condividere i tuoi pensieri con una vecchia vicina di
casa?” chiede dolcemente all’anziana donna. Grams si gira verso
di lei con uno sguardo stanco negli occhi e sospira.
“Stavo appunto pensando a come vola il tempo” si limita a dire.
“Oh, si. Niente di meglio delle giovani generazione per ricordarcelo,
giusto?” Gale ride piano.
“Si, e poi ci si comincia a chiedere che cosa la vita ha in serbo per
loro, e se tu gli sarai accanto quando qualsiasi cosa stia per attraversare
la loro strada arriverà” dice Grams profondamente immersa nei propri
pensieri. Gale non sa proprio cosa dire. Sembra che stia parlando a se stessa
più che a lei.
“Beh, possiamo solo pregare di esserci” dice piano, guardando i
bambini giocare sul tappeto, un sorriso dolce sulle labbra.
“A volte penso a tutte le cose che ho superato nella mia vita, e sono
tante, e che la mia ora è vicina. Ho formato una famiglia, nella buona
e nella cattiva sorte. Ho cresciuto mia figlia, e praticamente mia nipote quando
me l’hanno affidata. Ho visto morire mio marito, e anche Jen mi ha lasciato.
E non importa quanto duramente provi, sembra che non riuscirò mai a riavvicinarmi
a mia figlia. Quindi mi chiedo…che cosa mi rimane da fare?” Gale
la fissa, le lacrime che le spuntano negli occhi, anche se cerca in ogni modo
di trattenerle. La voce di Evelyn suona così…quasi disperata. “Poi
però guardo questo piccolo angelo e so che non posso andarmene. Ho ancora
così tante cose da fare. Ma mi sento così stanca” sospira
e chiude gli occhi.
Gale posa una mano sulle sue e le sorride con un sorriso comprensivo e uno
sguardo caldo e preoccupato.
“Tutti lo siamo ogni tanto, Evelyn. E più persone perdiamo lungo
la strada, più ci sentiamo stanchi, e persi…e pronti ad arrenderci
e a non aspettarci nient’altro dalla vita. Ma c’è sempre
qualcosa, per me e anche per te. Tu dovresti saperlo meglio di chiunque altro”.
Grams dà un leggero buffetto sulla mano di Gale e sembra che stia per
dire qualcosa, quando una rumorosa risata fa svanire l’occasione.
“Non finirebbero una sola mano a Las Vegas” dice loro Mike, indicando
il tavolo dove Jack geme e Pacey sghignazza. Il signor Witter sta borbottando
qualcosa tra i denti apparentemente seccato, mentre Andie e Audrey hanno una
discussione accalorata con Bodie, che pretende che rispettino le regole, perchè
lui e Pacey possano vincere. Audrey lancia le carte addosso ad entrambi, per
il loro divertimento, ed Andie ride insieme ai ragazzi al suo sfogo. Subito
dopo anche Audrey si unisce alle risate.
“Sei una regina della sceneggiata” dice Jack. Doug rimane a guardare
la scena semi divertito, appoggiato al muro in disparte. Il poker non è
mai stato il suo forte comunque.
Gale lancia uno sguardo a Grams, che le sorride rassicurante prima di rivolgersi
al signor Potter.
“Allora, sei stato a Las Vegas, Mike? Io ci sono andata una volta”
Ma anche se cerca di minimizzare, Gale sente che qualcosa la preoccupa e se
il suo istinto non sbaglia, sa anche di cosa si tratta.
Nello stesso momento, ancora nel soggiorno
“Sono contento che tu abbia deciso di ritornare per le vacanze”
dice Dawson mentre lui e Gretchen vanno verso il lato opposto della stanza,
verso Alex e Lily che giocano con Amy “Anche se non vuoi dirmi il perché”.
“Una ragazza non può avere voglia di tornare a trovare la sua
famiglia?”.
Lo sguardo di Dawson parla per lui.
“Okay. La mia famiglia può non essere una tipica famiglia da sitcom,
ma infondo, siamo brave persone”.
“Lo so” Dawson sorride “Capisco la differenza. Ma non è
per questo che sei qui”.
“Come lo sai?”
“Perché hai lo stesso sguardo che avevi quando sei arrivata il
mio ultimo anno di liceo. Sono i tuoi occhi che lo dicono”.
“Dimenticavo che mi conoscevi bene” Gretchen si ferma di botto
“Credo che tu mi conosca ancora”.
Dawson scrolla le spalle “E’ più che altro un talento che
ho acquisito negli anni”.
“Un talento per le ex-ragazze?”
“No, la capacità di capire le persone. Quando dirigo, devo riuscire
a lavorare con così tanti tipi di persone diverse ed entrare in rapporto
con tutti…dagli assistenti agli attori. Ho solo imparato con gli anni
ad essere più in sintonia con la gente”
“No” Gretchen scuote la testa.
“No?”
“Hai sempre saputo farlo” Gretchen sorride “Era una delle
cose che mi attraeva di te. Il tuo essere in sintonia, sensibile ai miei stati
d’animo. Eri così sincero”.
“Noo” Dawson scuote la testa “Ero un ragazzino. Non sapevo
quello che facevo. Se ho fatto qualcosa del genere, è stato merito tuo.
Mi hai aperto tutto un mondo di nuove possibilità”.
“Anche tu l’hai fatto per me” Gretchen si ferma a bere un
sorso dal proprio bicchiere “Mi ero preclusa un sacco di opportunità.
Poi, stando con te… sono tornate a presentarsi”.
“Non sei obbligata a dirmelo. Qualunque sia il problema, sono sicuro
che lo risolverai”
“E’ il mio ragazzo…siamo insieme da tre anni ormai”
“Si? E’ grandioso!”
“Beh, il fatto è…Mi ha chiesto di sposarlo”.
“Congratulazioni!” Dawson sorride radioso “Non lo sa nessun
altro?”
“Non ho detto di si. Ma non ho detto neanche di no. Ho detto che dovevo
pensarci”.
Dawson aggrotta la fronte mentre riflette sulla situazione “Per tutto
questo tempo ho creduto che fossero gli uomini ad avere la fobia dell’impegno.
A volte penso che non capirò mai le donne. Di che cosa hai paura?”.
“Non ho paura” dice Gretchen sulla difensiva “Va bene, ho
paura” sospira.
“Quello che dovresti fare, già lo sai”
“Si?”
“Si” Dawson continua in tono solenne “Seguire il tuo cuore”.
“A volte non è la cosa più intelligente da fare”.
“So che sembra ingenuo, ma la vita è troppo breve perché
ci si torturi con i se e i ma. Il cuore non mente. È l’unica cosa
su cui si può contare”.
“Quindi, Dawson Leery dice ‘Segui il tuo cuore’” riflette
Gretchen “Guarda” dice indicando in alto.
“Vischio” Dawson ride.
“Si” Gretchen ride con lui “In ricordo dei vecchi tempi?”.
“Il tuo ragazzo non si arrabbierà?”.
“No. Solo due vecchi amici che si scambiano un bacio. Non c’è
niente di sbagliato”.
“Bene allora” Dawson si china e la bacia dolcemente. Joey ha sorvegliato
a distanza l’intero scambio e ora i suoi occhi si allargano e lei si irrigidisce.
Gretchen appoggia la testa sulla spalla di Dawson e lui le accarezza le spalle.
“Vedi” dice lei “Solo due amici” e il sorriso le si
allarga.
“La cena è pronta” Joey fa un passo avanti e rende nota
la sua presenza. Guarda Dawson con intenzione, prima di girarsi e uscire, senza
aspettare risposta da nessuno dei due.
Gretchen osserva lo sguardo confuso di Dawson e scuote la testa. Certe cose
non cambiano mai. Per essere un ragazzo che ha appena affermato di essere capire
la gente, può essere di sicuro inconsapevole a volte. Forse sceglie di
esserlo.
Montaggio di immagini che sfumano l’una nell’altra…
(Il tema strumentale “Little Star” di Jim Bricks, comincia
in sottofondo)
Sono tutti seduti a tavola mentre la telecamera fa una panoramica completa
e noi vediamo Bessie a capotavola, con Grams ed Amy alla sua destra, che si
allunga per fare le coccole ad Amy. La bambina si appoggia a Grams con un piccolo
sorriso, fissando Bessie con curiosità. Poi Mike. Alex sta parlando allegramente
con lui e Mike annuisce ascoltando. Lily si sta servendo del cibo, seduta accanto
a Dawson che chiacchera animatamente con Gretchen, la quale ride a qualcosa
che lui ha detto. Doug è seduto accanto a lei, dritto, e lancia sguardi
al di là del tavolo a Jack. Di fianco a Doug c’è suo padre,
il signor Witter, che parla del più e del meno con Bodie, al capotavola
opposto. Accanto a lui, di fronte al signor Witter, c’è la signora
Witter, che ha un’espressione a metà tra lo sbalordito e lo scioccato
ascoltando quello che le dice Audrey nel suo solito stile. Dopo di lei, Andie
cerca di trattenere le risate e si gira verso Pacey, che scuote la testa divertito
e si china verso di lei per dirle all’orecchio qualcosa che la fa ridere
di cuore. Joey è alla sua destra, e sta osservando Dawson e Gretchen,
seduti di fronte a lei, mentre parlano. Dawson se ne accorge e prova a includerla
nella conversazione, nonostante sia chiaro per Gretchen che lei non è
dell’umore giusto. Joey sorride debolmente mentre Dawson continua a parlare
di qualcosa che ha detto Gretchen e che sta cercando di spiegare a Joey. Accanto
a Joey c’è Jack, che chiacchera con Gale, e John, seduto alla sinistra
di sua moglie.
Vediamo tutto il gruppo vicino all’albero di Natale, sommerso dai regali.
Gale si avvicina a Dawson e parlano un po’. Poi lui gira la testa per
guardare Joey porgere felice il proprio regalo ad Alex. Lily sta scartando un
regalo del patrigno, e Pacey ne porge uno ad Andie, mentre Audrey apre il suo
e sbircia sopra la spalla di Andie per vedere che cosa ha avuto. Un gran sorriso
spunta sul viso di Andie quando apre il regalo e abbraccia stretto Pacey, che
sorride e la abbraccia anche lui. Doug sta dando il suo regalo a Gretchen quando
il suo sguardo incrocia quello di Jack, che aiuta Amy, insieme a Grams, a scartare
un pacco. Jack lo distoglie rapidamente. Doug sembra triste. Gretchen sembra
preoccupata e gli accarezza il braccio. Dawson raggiunge Jack e porge ad Amy
un regalino che lei prende con entusiasmo. Mentre osserva la bambina cercare
di aprirlo eccitata, sorride apertamente e poi sente uno sguardo su di se. Alza
gli occhi e incontra quelli di Joey. Le sorride. Joey sorride di rimando ma
il suo viso diventa pensieroso appena lui riporta l’attenzione su Amy.
La telecamera si sposta una volta ancora attraverso la stanza e noi vediamo
quello che fa ognuno di loro per l’ultima volta prima che la panoramica
finisca e la musica si dissolva.
Dopo la fine della cena
“Arrivederci” Grams dice a Bessie almeno per la quarta volta “E
grazie mille per averci invitato” continua con calore.
“Quando vuole, signora Ryan”
“E grazie a te Bodie. Il cibo era eccellente”.
“Grazie signora Ryan. Significa molto detto da lei”.
“Grazie Bess” Gale abbraccia Bessie “Dovremmo riunirci più
spesso”
“John ha dimenticato i suoi occhiali” Joey arriva correndo in mezzo
al gruppo “Penso che sarebbe meglio se li portasse per guidare tornando
a casa”.
“John, il padre di Pacey…o John, il marito di Gale?” chiede
Audrey.
“John il marito di Gale” chiarisce Joey mentre glieli porge.
“Grazie” lui prende gli occhiali “E grazie ancora per l’invito.
È stata una delle cene di Natale migliori che abbia mai avuto”.
“Grazie per essere venuto” risponde Joey.
“Credevo che non se ne sarebbero mai andati” sussurra Bessie a
Bodie. Ma il sorriso che ha in faccia smentisce le sue parole. È stata
felice che fossero in tanti, la sua famiglia allargata.
“Joey” Dawson le arriva alle spalle e la fa girare per abbracciarla
“Sono stato davvero bene oggi. È stata una delle migliori vacanze
degli ultimi anni”.
“Um, Buon Natale, Dawson” Joey è chiaramente sconvolta ma
Dawson non se ne accorge.
“Buon Natale, Jo. Ti chiamo, okay?” alla fine la libera dall’abbraccio.
“Si, certo”.
“Dawson!” Lily arriva, gli afferra la mano e comincia ad andare
verso l’auto.
Dawson si gira a guardare Joey. Lei lo sta ancora osservando così lui
le sorride. La sua espressione rimane inalterata.
“Ora non voglio che tu metta in disordine il mio quartier generale”
dice Lily in tono di biasimo.
“Qual è il tuo ‘quartier generale’?” chiede
lui, spostando l’attenzione su di lei.
“La tua stanza?”
“E come mai la mia vecchia stanza è il tuo ‘quartier generale’?”
chiede scherzosamente.
“Perché la uso per guardare i film e fare i compiti. All’inizio
pensavo di spostarci tutte le mie cose e usarla a tempo pieno perché
è molto più grande della mia. Ma poi ho pensato che se fossi rimasta
nella mia sarebbe stato come avere due stanze. Inoltre, ho pensato che sarebbe
stato divertente avere in casa la stanza da letto del regista”.
Dawson ride e lascia che il suo sguardo indugi su Joey ancora una volta. Sta
abbracciando Pacey per salutarlo. Lui finge di non vedere che lei lo bacia sulla
guancia. Come se gli importasse. Giusto?
Quasi mezzanotte, B&B Potter
È tarda notte e Joey sa che non riuscirà a dormire, così
non ci prova neanche. Invece, sta vagando per la sua stanza spostando oggetti
da un posto all’altro. Mentre sta tirando fuori alcune cose dall’armadio,
prende una grande scatola da scarpe. Stivali, probabilmente. La guarda pensierosa.
Sente bussare alla porta. Si gira, sobbalzando spaventata. La porta si apre
rivelando Bessie in tuta, chiaramente pronta per andare a dormire.
“Joey, che stai facendo? Ti sento dalla cucina”.
“Scusa Bessie. Stavo solo…” si schiarisce la gola “pulendo
un po’”.
Bessie alza un sopracciglio “A mezzanotte del giorno di Natale?”.
Joey sospira e si siede sul letto. Bessie entra e si siede accanto a lei.
“Ho sentito questo genere di sospiri già molte altre volte. E
hanno sempre portato chiaramente un nome” dice Bessie con un accenno di
comprensione nella voce. Joey sospira ma non dice niente. Si guarda le mani.
“Ascolta, Joey. So che quello che tu e Dawson avevate, qualsiasi cosa
fosse, era complicato. Forse lo è ancora. Ma so anche che voi due non
lo avete mai affrontato del tutto. Quando uscivate insieme, tu eri così
giovane e tante cose si sono messe di mezzo. E quando siete tornati insieme,
è successa quella cosa con papà, e tu hai reagito in modo eccessivo
e…”
“Ehi, ehi, aspetta! Io ho reagito in modo eccessivo? Beh, perlomeno io
ho reagito! Non posso dire lo stesso di te. Perché forse, solo forse,
se fossi stata tu a fronteggiare la situazione, sarebbe stato tutto diverso”.
“Oh no. Non scaricherai la colpa su di me. Io…”.
“Tu eri la più grande. Avresti dovuto fare tu quello che ho fatto
io” dice Joey, più sconvolta di prima.
“Da dove viene fuori tutto questo, comunque? Volevo solo parlarti e vedere
se potevo aiutarti in qualche modo, ma vedo che non sei dell’umore migliore”
dice Bessie, alzandosi e cercando di andarsene. Ma all’improvviso si ferma
sui propri passi e si gira verso Joey, l’espressione contrita ora.
“Tu pensi davvero che sia stata colpa mia, quindi?” chiede preoccupata.
Quando Joey vede la sua espressione colpevole, la rabbia svanisce.
“Non lo so, Bessie. Forse non avrei rovinato tutto in quel momento, ma
forse avrei trovato chissà quanti altri modi” scrolla le spalle
“Qualsiasi cosa fosse o qualsiasi cosa sia quello che Dawson e io avevamo
o abbiamo non è mai semplice, come hai detto. Neanche adesso, che dovremmo
essere più vecchi e più saggi”.
“Non ingannare te stessa, Joey. Non si è mai vecchi o saggi abbastanza
quando si tratta dell’amore. Posso dirti solo questo…saprai di averlo
trovato. Quello vero. L’uomo creato per te e destinato a rimanere con
te per sempre. Devi solo smettere di aver paura e scappare. Ma anche una volta
presa la decisione, avrai ancora una lunga strada davanti”.
“Grazie Bessie” Joey le sorride dolcemente “Mi dispiace per
prima. Ero solo…”.
“Va bene Joey. Sembra che perfino io e te abbiamo dei problemi irrisolti
di cui dobbiamo parlare, vero?”.
Le due sorelle si sorridono con affetto. Bessie potrebbe avere ragione. Ma
non hanno dubbi che qualsiasi sia il problema irrisolto, sarà perdonato.
“Notte, sorellina”.
“Notte, Bessie”.
(“White Flag” di Dido comincia in sottofondo)
Bessie esce e chiude la porta. Lo sguardo di Joey vaga nella stanza e si ferma
sulla scatola a terra.
I know you think that I shouldn't still love you,
I'll tell you that.
Lentamente scivola dal letto sul pavimento e la solleva.
But if I didn't say it, well I'd still have felt it
Where's the sense in that?
La apre e corruga la fronte davanti al suo contenuto.
I promise I'm not trying to make your life harder
Or return to where we were
La prima cosa che vede è il vecchio ritratto di Dawson che ha fatto tanto,
tanto tempo prima, quando erano al liceo. Le era stato detto di disegnare quello
che amava di più. Ed era…Dawson.
Well I will go down with this ship
And I won't put my hands up and surrender
There will be no white flag above my door
I'm in love and always will be
Mettendo da parte il disegno, trova un foglio marrone ripiegato. Lo apre, è
una copia della raccomandazione scritta per lei da Dawson per l’ammissione
al college. La legge e un sorriso triste ma dolce le compare sulle labbra.
I know I left too much mess and
Destruction to come back again
And I caused but nothing but trouble
Il suo diario…il suo vecchio diario. Proprio lo stesso che è stato
la causa della sua prima lite con Dawson, e di quel momento sotto la pioggia.
È sorprendente che, così tanti anni dopo, lei possa quasi sentire
le fredde gocce di pioggia sulla schiena nuda e le labbra di Dawson premute
sulla sua spalla.
I understand if you can't talk to me again
And if you live by the rules of "it's over"
Then I'm sure that that makes sense
L’oggetto successivo è una vecchia brutta copia della lettera che
gli ha scritto alla morte di suo padre. ‘Io ti amo, Dawson. E sono qui
per te. Ora, per sempre, e ogni giorno nel mezzo’. Lo sguardo perso mentre
ricorda quei giorni difficili in cui si sono allontanati di nuovo. Ora la sua
espressione è chiaramente addolorata. Chiude gli occhi e sospira.
Well I will go down with this ship
And I won't put my hands up and surrender
There will be no white flag above my door
I'm in love and always will be
Quasi esitante, mette da parte la lettera e prende il brano scritto sul bacio
che lei e Dawson si sono scambiati cercando di dirsi addio, la prima volta che
è partito per L.A. ‘Vera grandezza’…è così
che ha descritto quel bacio. Ed è questo che ha sentito quella notte
e quella mattina del proprio diciannovesimo compleanno. Si morde le labbra e
ancora una volta fissa il vuoto davanti a se.
And when we meet
Which I'm sure we will
All that was then
Will be there still
Si appoggia al letto, in lotta con se stessa, mentre vecchi ricordi continuano
ad investirla uno dopo l’altro. Ricorda Dawson apparire alla porta del
suo dormitorio dopo che le cose erano andate male a L.A., facendo finire nel
dimenticatoio la sua decisione di dirgli addio.
I'll let it pass
And hold my tongue
And you will think
That I've moved on....
Ricorda tutte le volte che si è allontanata da lui. A cominciare dal
giorno in cui non è riuscita ad affrontarlo e dirgli perché non
poteva più dormire con lui. O dalla notte del suo primo appuntamento
con Jen quando è scappata correndo e la confessione di Dawson le ha fatto
credere che fosse ancora possibile…solo per lasciarlo dopo il ballo della
scuola. O dal pontile, subito dopo aver denunciato suo padre alla polizia. O
dal molo alle nozze dei suoi genitori. Lei ha corso, e corso, e corso. E la
telefonata che gli ha fatto, chiusa nel bagno a quella stupida festa del college.
E la notte in cui lui ha cercato di baciarla a Capeside e lei ha detto che non
poteva farlo ancora…e l’ultima volta, quando ha scoperto di Natasha.
Non gli ha mai dato un’altra possibilità. Non che lui l’abbia
chiesta, comunque. Sospira ancora e si nasconde il viso tra le mani.
Ma il troppo è troppo. E questo è troppo. Ed è vero…lei
non può farlo ancora una volta. Le mille sensazioni che ha dentro, sente
di non poterle confidare all’unica persona a cui ha bisogno di raccontarle.
Ma deve. Vuole, qualunque siano le conseguenze. L’importante è
accettare il rischio. E’ sempre stato questo il punto dolente.
Well I will go down with this ship
And I won't put my hands up and surrender
Rimette nella scatola le carte, le foto e il resto delle cose e si alza, andando
verso la scrivania. Afferra un pezzo di carta e si siede. Morde il cappuccio
della penna, pensando, cercando di trovare le parole.
There will be no white flag above my door
Lentamente ma con sicurezza comincia a scrivere. Quando ha finito, rilegge quello
che ha appena scritto e mette il foglio insieme alle altre cose. Afferra il
cappotto e, con la scatola in mano, esce dalla stanza con passo deciso. Vediamo
la porta che si chiude dietro di lei.
I'm in love and always will be
Casa dei Leery
(Il tema strumentale di Dawson e Joey, comincia in sottofondo)
Stringendo convulsamente la scatola al petto, Joey fa un profondo respiro e
guarda in su la finestra di Dawson. La luce filtra dai vetri. Bene. Serra le
palpebre per un attimo e poi cammina verso la porta d’ingresso.
Vediamo Dawson sdraiato sul letto, il portatile sulle ginocchia. Sta scrivendo
furiosamente qualcosa, poi si passa una mano tra i capelli e cancella tutto
quello che ha scritto. Proprio in quel momento, la porta della sua stanza si
apre. Lui la guarda, aspettandosi di vedere chiunque tranne la persona che è
lì in piedi…Joey.
Lei lo osserva chiudere il portatile prima di posarlo sul pavimento dall’altro
lato del letto, l’espressione interrogativa. Subito i loro occhi si incontrano,
ma Joey li distoglie ed entra nella stanza, posando la scatola dei ricordi sulla
scrivania.
Dawson si siede sul bordo del letto, non sapendo cosa aspettarsi. Sente il
cambiamento d’atmosfera. Lei sembra diversa. Diversa da quando si scambiavano
i regali, diversa da quando si salutavano sul portico di lei. Solo…diversa.
Nel modo di muoversi, nel modo di guardarlo, come se…ma non può
essere. O si?
(Il tema strumentale finisce)
Alla fine, quando sente la mano di lui appoggiarsi dolcemente al proprio braccio,
lei abbassa lo sguardo incontrando il suo. Le parole le muoiono in gola, non
riesce a formulare nessuna frase coerente. Riesce solo a sentire il sangue scorrerle
all’impazzata nelle vene e la brama, il bisogno…E’ venuta
per parlare con lui, per aprirgli il suo cuore. Ma forse…forse questo
è il modo migliore per farlo. Farglielo sentire. Fargli sentire il suo
amore per lui.
(“Return to me” degli October Project comincia in sottofondo)
You rise like a wave in the ocean
Lei sue dita scorrono tra i capelli di lui, e questo lo strappa ai suoi pensieri.
And you fall gently back to the sea
Lui le afferra la mano e alza lo sguardo vedendola in piedi, apparentemente
in procinto di aprirsi davanti a lui…e bruscamente, è scaraventato
indietro nel tempo, alla notte in cui lei gli si è offerta.
Now I want to know how to hold you
Return to me
Turn to me
Vede negli occhi di lei la stessa paura che ha visto quella notte di tanto tempo
fa.
You shine like the moon over water
Lei è così bella, è la Joey che lui ha sognato per tanto
tempo. Per così tanto tempo.
And you darken the sky when you leave
Lei guarda nei suoi occhi e vede che traboccano di domande. E sa, con certezza,
di essere innamorata di lui. Veramente, pazzamente, profondamente innamorata
del ragazzo aldilà del ruscello.
Now I want to know how to keep you
Lui sta per dire qualcosa, ma lei posa un dito sulle sue labbra.
Return to me Turn to me
Rerurn to me
Turn to me
Improvvisamente lui capisce che è spaventata…e anche lui lo è.
E che questa paura si è sempre frapposta tra loro, danneggiando la loro
relazione. Capisce che hanno sempre avuto paura del danno emotivo che potevano
procurarsi a vicenda. Non solo Joey, ma anche lui.
Everything I tell you has been spoken
And everything I say was said before
Dawson appoggia la testa contro lo stomaco di lei, sospirando, tutte le antiche
sensazioni tornano a travolgerlo, non importa quanto duramente resista.
But everything I feel is for the first time
Avvolgendo le braccia attorno alla sua vita, la attira a se, premendo leggermente
il viso contro il suo stomaco.
And everything I feel, I feel for you
Lei gli accarezza le spalle con dolcezza, quasi a mo’ di conforto. Ma,
come è successo in passato, il loro tocco acquista un significato diverso.
L’elettricità crepita. Sente la mano di lei spostarsi sul collo.
L’altra gli circonda il viso, obbligandolo a incontrare il suo sguardo.
Si avvicinano…
I am here calling the wind
…e le loro bocche si incontrano in un breve, incerto bacio che diventa
presto molto di più. Le loro labbra si scontrano, le mani di Dawson si
sollevano a carezzarle la schiena.
I am here calling your name
Lei sente le ginocchia piegarsi ma le braccia di lui le impediscono di cadere,
invece…
I am here calling you back
Return to me
…lui la trascina in grembo mentre continuano a baciarsi, le mani che vagano…
I know what it means to be lonely
Poi Dawson interrompe il bacio, entrambi sono senza fiato, e Joey appoggia la
fronte alla sua. Si guardano.
And I know what it means to be free
Joey sembra sul punto di piangere. Vuole dirgli qualcosa, qualsiasi cosa, con
tutte le sue forze. Ma le parole continuano a mancarle.
Now I want to know how to love you
Dawson asciuga le sue lacrime in silenzio, mentre capisce quanto sia emotivamente
sconvolta. Non c’è una parola nella lingua inglese, o in qualsiasi
altra lingua se è per questo, che lo possa aiutare ad esprimere quello
che sente in questo momento.
Return to me
Si baciano ancora. Con lentezza, tenendosi il viso a vicenda, e poi Joey lo
spinge dolcemente sul letto mentre lo schermo si oscura.
I am here
Return to me
Più tardi. Potrebbero essere dieci minuti, un’ora o una
vita…
(“Wednesday morning 3 a.m” comincia in sottofondo)
Attraverso la finestra a telecamera fa una panoramica sul il pavimento, andando
verso il letto di Dawson. Lì, vediamo due corpi abbracciati strettamente
sotto le lenzuola.
I can hear the soft breathing
Of the girl that I love,
Vediamo il viso di Joey. È addormentata, la guancia appoggiata su una
spalla di Dawson, un braccio che gli circonda la vita sotto la coperta.
As she lies here beside me
Asleep with the night,
Sembra in pace, un sorriso che le indugia sulle labbra, come se stesse facendo
piacevoli sogni.
And her hair, in a fine mist
Floats on my pillow,
Reflecting the glow
Of the winter moonlight.
Vediamo Dawson. Guarda lei, mentre con la punta delle dita le accarezza la
spalla nuda, leggermente e distrattamente, tracciando un percorso sulla sua
pelle.
She is soft, she is warm,
But my heart remains heavy,
And I watch as her breasts
Gently rise, gently fall,
La sua espressione è un misto tristezza e confusione. Forse perfino
di rimpianto. In ogni modo è chiaramente lacerato su quello che è
successo. Che lui ha permesso succedesse.
For I know with the first light of dawn
I'll be leaving,
Cattura alcune ciocche dei capelli castani di Joey tra le dita e li guarda
scorrere tra di esse.
And tonight will be
All I have left to recall.
Joey si stira e si rannicchia più vicina a lui. Per un momento lui rimane
immobile, per paura che lei si svegli. Quando capisce che non accadrà,
chiude strettamente gli occhi.
Oh, what have I done,
Why have I done it,
Si sposta per accomodarsi meglio nel letto. Joey giace accanto a lui, il suo
braccio circonda il corpo caldo di lei. Lo fa stare bene. Troppo bene.
I've committed a crime,
I've broken the law.
Così bene che ha paura che stavolta non ci sarà ritorno allo
status quo anteriore. Questa non è una sceneggiatura che lui possa correggere.
I destini di Sammy e Colby si sono intrecciati una volta di più, e ogni
volta sembra più complicata delle precedente.
My life seems unreal,
My crime an illusion,
A scene badly written
Sposta lo sguardo di fianco, verso il cielo oltre la finestra. La finestra
che Joey scavalcava quando erano ragazzini.
In which I must play.
Yet I know as I gaze
At my young love beside me,
La finestra che ha scavalcato solo qualche mese prima, dopo tanti anni senza
vedersi. La finestra dove, c’era una volta…, lui l’ha baciata.
Lentamente i suoi occhi si chiudono…
The morning is just a few hours away.
Stanza di Dawson, mattina
È mattina presto. Dawson e Joey sono già in piedi, prima di tutti
gli altri. Dawson è completamente vestito e Joey è seduta sul
bordo del letto, si sta infilando le scarpe.
Nessuno dei due ha parlato molto e l’aria è carica di parole non
dette, aspettative, promesse.
“Abbiamo bisogno di parlare” dice alla fine Dawson mentre si avvicina
al letto.
“Si”. Joey si sposta perché Dawson si sieda accanto a lei.
“Dobbiamo parlare. Ho molto da dire e spero che di riuscirci nel modo
giusto, quindi abbi pazienza con me. L’anno passato è stato pieno
di perdite, dispiaceri, incertezze, dubbi e qualche decisione. Non solo per
me. Ci sono stati molti cambiamenti anche per te. E per tutto il tempo, c’è
stata una sola cosa di cui ero certa…che quello che abbiamo io e te non
si può spezzare. Che è qualcosa su cui io posso sempre contare
e che è la sola cosa che io so durerà per sempre. Sei sempre stato
tu, anche quando non sapevo che cosa stavo cercando. Anche quando ho provato
a rimpiazzarti con qualcun altro.”.
“Joey…”.
“Sto dicendo che voglio stare con te. Voglio stare con te in ogni modo…come
amici, come amanti…io ti amo”.
Lo guarda in attesa, cercando quello sguardo che aveva quando a 15 anni l’ha
baciata davvero per la prima volta, lo sguardo che aveva quando hanno lavorato
a quel ricevimento di nozze, lo stesso che aveva quando hanno fatto l’amore
per la prima volta. E non c’è. Invece, c’è incertezza
nei suoi occhi.
“Perché stai facendo questo, Joey?” chiede, la stanchezza
evidente nella sua voce.
“Perché” si limita a constatare “ti amo”.
“Lo so che mi ami. Ma sei sicura di amarmi in questo modo? Perché
io non voglio essere la tua scelta sicura, quello di cui sei certa. Non voglio
essere quello che ti aiuta a rimettere insieme i pezzi perché poi tu
possa spezzarmi il cuore di nuovo. Non posso proprio farlo un’altra volta.
Se si trattasse di qualcun altro…ma siamo io e te, e abbiamo percorso
questa strada tante volte. Dobbiamo stare attenti”.
“A cosa?”
“A distruggere ponti che abbiano bruciato e ricostruito più volte
di quante io possa ricordare. Non voglio essere una tappa tra Pacey e chiunque
sia il prossimo in fila”.
“E’ questo che pensi davvero di me?” il tono di Joey cresce,
gli occhi spalancati “E’ così che pensi realmente io sia?”.
“Sto solo dicendo che non voglio essere una distrazione mentre tu cerchi
il ragazzo con cui vuoi stare veramente”.
“Come puoi soltanto dirlo dopo tutto quello che è successo quest’anno?
Sai quello che ho passato. Sai che ho chiesto aiuto e che sto affrontando…”
“Sto solo dicendo che, considerata la nostra storia, è logico
che io presuma…”
“Presuma cosa?” Joey alza la voce stavolta.
“Che tu ancora non sappia che cosa vuoi” anche lui alza la voce
“E che potremmo aver fatto lo stesso sbaglio di tanti anni fa” dice,
alzandosi e allontanandosi dal letto.
Joey è scioccata, ferita e sconvolta da quello che ha sentito.
“Io non…non ho mai detto che era uno sbaglio. Ho detto che forse
lo era stato. E scusami, ma per quanto ne so, nessuno ti ha puntato una pistola
alla testa quella notte, sei stato alquanto cooperativo”. Dawson alza
le mani in un gesto di resa vedendo bollire la sua rabbia “Allora perché
hai fatto l’amore con me se non era quello che volevi anche tu? Avresti
potuto semplicemente…” lei sta praticamente urlando e gesticolando
con le mani, dimentica della presenza di altre persone in casa.
Non riesce a credere che stia accadendo di nuovo. Non di nuovo.
“Perché ti amo, okay?!” lo sfogo di Dawson la ferma d’impeto
“Ti ho sempre amato. In un modo o nell’altro, sei sempre stata tu”
sospira frustrato “Mi hai detto che ho scritto un telefilm su di noi.
Si, l’ho fatto. E vuoi sapere perché? Perché tutto riporta
a te e me. Perché ecco quello che sono, ecco quello che siamo e che facciamo
sempre, no? Torniamo l’uno dall’altro una volta dopo l’altra,
ma non funzioniamo mai” cerca lo sguardo di lei ma lei non parla “Ma
siamo io e te…sempre. Lo siamo sempre stati e sempre lo saremo. E io non
voglio vivere questo nella finzione. Io voglio la realtà, ma…”
“Ed è quello che ti sto offrendo!” interrompe lei, cercando
di fargli capire “E’ questo che voglio anch’io…più
di ogni altra cosa. Che noi stiamo insieme, non in un qualche modo soprannaturale,
o nella fantasia, ma nel mondo reale. Lo voglio qui e ora”.
“Quanto a lungo, Jo?” chiede stancamente Dawson. Joey lo fissa.
“Tu pensi ancora che io sia la stessa bambina che ero dieci anni fa,
vero? Le persone cambiano, Dawson. Evolvono”.
“Esattamente!” Dawson si alza “Io, sono cambiato, Joey. Non
sono più l’ingenuo idealista che cadrà ai tuoi piedi semplicemente
perché hai deciso che è il momento della riconciliazione. Non
tornerò da te senza domande o dubbi, come fanno gli altri ragazzi. Mi
dispiace, ma non sono più quel ragazzo”.
“Che stupida sono stata a pensare che le cose possano cambiare”
dice lei, scuotendo la testa e alzandosi anche lei dal letto “Avrei dovuto
saperlo. Potresti avere ragione…questa è proprio l’ultima
volta. Sono sorpresa che il tuo cellulare non abbia ancora squillato”.
“Non c’è una prescrizione sulle vecchie accuse?” Dawson
si passa le mani nei capelli “Ero un ragazzino allora. Ho fatto uno sbaglio.
Che cosa si supponeva facessi?”
“Che te ne pare dirmi che ti spiaceva? Non l’hai mai fatto!”
“Come se tu non lo sapessi, Joey. Tu sapevi che ero dispiaciuto”.
“Ma forse io avevo bisogno di sentirlo! Forse io volevo sentirlo! Avresti
dovuto lottare per me!”
“Lottare per te?” Dawson fa un gesto di frustrazione “Tutto
quello che ho fatto al liceo è stato lottare per te, Joey!” dice,
trafiggendola con lo sguardo “Ho cambiato tutta la mia vita per te. Mi
sono trasferito a Boston per te. Ho guidato fino in Florida per dirti che ti
amavo. Ma non ha mai funzionato, no?”
“Oh, si. Ti sei trasferito a Boston per me, e guarda che è successo”
Joey si alza e si ferma davanti a lui “Sei finito con un’altra!”.
“Sai che sono successe molte altre cose dopo, Joey” lui dice serio.
“Cose che tu non potevi condividere con me, la tua migliore amica. Dimentica
la parte romantica. Io ero la tua migliore amica e tu mi hai completamente tagliato
fuori. Io volevo esserci per te e tu non me l’hai permesso. Lo sai quanto
è doloroso che la persona di cui più hai bisogno non abbia più
bisogno di te?”
“Certo che lo so!” grida Dawson “Come pensi che mi sia sentito
quando sei spuntata a casa mia con Eddie? Come pensi che mi sia sentito quando
sei scappata con Pacey?”
“Oh Dio, ti prego! Non c’è una prescrizione sulle vecchie
accuse? Tu mi hai detto di andare da lui! Io volevo che tu mi dicessi di restare!”
“Non volevo che tu stessi con me per senso del dovere. Pensavo che tu
gli chiedessi di restare, non che scappassi con lui”
“Perfetto!”
“Giusto!”
A questo punto stanno urlando e sono fissi nelle rispettive posizioni. È
una lite. Una lite proprio come le precedenti. Perché è sempre
così difficile? Perché devono sempre rendere le cose così
complicate?
“Perché deve sempre essere così tra noi?” Joey soffoca
le lacrime “Perché finiamo per dirci queste cattiverie quando tutto
quello che vogliamo l’uno per l’altro sono solo cose belle?”.
“Non lo so” sospira Dawson, la rabbia sbollita anche in lui “Forse
abbiamo troppo passato perché possa mai esserci un futuro…”
“Ecco il problema…il nostro passato. Perché, vedi…”
Joey lo interrompe “Siamo ancora qui” indica con un gesto lo spazio
fra loro “Siamo ancora nello stesso luogo, facendo la stessa discussione
che abbiamo fatto anni fa. Tutto perché non abbiamo risolto la cosa la
prima volta”.
“Hai ragione” Dawson concorda, avvicinandosi a lei e prendendole
lentamente la mano. Ora che vede le lacrime nei suoi occhi, la discussione non
vale più la candela “Dobbiamo risolvere la situazione…qualunque
sia il risultato. E io…io ho bisogno di un po’ di tempo per pensarci.
Sto andando a L.A. e penso che sia una buona occasione per chiarirmi le idee.
Non voglio precipitare le cose comunque, Joey. Ecco tutto”.
“Va bene” Joey gli dà una stretta con la mano “Posso
aspettare” sussurra appena, ma il dispiacere e la tristezza sono evidente
nel suo tono.
“Solo finché resto in California. Prometto di darti una risposta
al ritorno”.
“No. Non fissare un termine” lo prega Joey, per paura che prenda
una decisione affrettata “Prendi il tempo che ti serve. Così, sapremo
entrambi che è reale. Qualsiasi cosa sia”.
Un pausa di silenzio cala tra loro.
“Per sempre. Questo è quello che mi hai detto, giusto?”
chiede lei.
Dawson la guarda intensamente.
“Sei pronta per questo Joey? Sei veramente pronta?” chiede Dawson,
venendole più vicino. Entrambi hanno le lacrime agli occhi. Joey lo guarda.
Dawson sospira e sta per fare un passo indietro quando lei gli afferra il braccio
e lo attira in un bacio. È un bacio meditato, tenero, d’amore.
Quando finisce Dawson la guarda sbalordito. Per un momento, prima che uno dei
due si allontani, sono uniti.
“Ecco” dice Joey prendendo quello che ha lasciato sulla scrivania
la notte precedente. Gli porge la grande scatola “Ero venuta per darti
questa la notte scorsa prima…di tutto. L’ho finalmente aperta e
penso che tu abbia il diritto di sapere cosa c’è dentro. Forse…forse
ti aiuterà a trovare la strada del ritorno”.
Prima di andarsene, si china e lo bacia dolcemente un’ultima volta. Dawson
rimane in piedi a guardare la scatola nelle sue mani.
Casa dei Leery. Ingresso
La stessa mattina, più tardi. Dawson scende le scale, il bagaglio con
se, riflettendo su tutto quello che è accaduto nelle ultime ventiquattro
ore. Teme che sua madre abbia sentito qualcosa, giudicando dallo sguardo che
gli ha lanciato in cucina, anche se non ne ha fatto parola. Chi l’avrebbe
mai detto che sarebbe successo questo? Mentre raggiunge l’ultimo gradino,
è sorpreso di vedere Gretchen seduta sul divano in soggiorno.
“Ciao” sorride entrando nella stanza, posando la valigia “Sei
un piacere per gli occhi”
“Ciao a te” risponde lei, alzandosi per abbracciarlo “Vai
da qualche parte?” chiede, indicando il bagaglio dopo aver sciolto l’abbraccio.
“Ahhh, si. Devo tornare a L.A., per lo show” risponde automaticamente,
senza pensare a quello che dice, la mente chiaramente altrove.
Gretchen decide di lasciar correre per un attimo e ignorare il suo stato emotivo
“Così stai tornando a L.A.?”
Lui annuisce
“E quando mi avresti salutato?”
“Um…”
“Non mi avresti salutato?”
“Come se fossi tu quella che si può lamentare di questo”
Gretchen sta per ribattere quando si rende conto all’improvviso che una
volta lei ha lasciato la città senza dirgli addio. Socchiude gli occhi
“Bene, te la faccio passare. Ma perché tu lo sappia, siamo pari
adesso”.
“Dici? Non sono ancora partito senza salutare”
“Decido io”
“Okay” risponde lui e tutti e due ridono “Ho fatto un misero
affare, però. Che sia messo agli atti”
“E’ agli atti che hai fatto un cattivo affare”.
Il sorriso di Dawson si spegne e Gretchen vede che quello sguardo lontano è
ricomparso nei suoi occhi.
“Allora” dice osservandolo, aspettando che lui le fornisca qualche
informazione.
“Allora” ripete lui.
“Allora…mi dirai dov’eri con la mente un minuto fa, o devo
sollecitare l’informazione?”
Lui sospira “E’ complicato”
“Non è cambiato niente, vero?”
“Credo di no” lui pensa per un momento “Hai mai creduto di
avere finalmente liberato un vecchio fantasma, solo per vederlo inseguirti di
nuovo?”
Lei annuisce ed è ancora capace di leggere i suoi occhi e indovinare
di cosa si tratta. Ma essendo Gretchen, non fa il nome di Joey.
“La solita vecchia storia, huh?”
“Per così dire. Perché quando pensi di stare bene e di
essere andato avanti, succede qualcosa che ti scaraventa di nuovo al punto di
partenza? Non hai superato le cose come credevi. È come se tutto procedesse
bene e poi, basta una sola cosa e tutto cambia”
“Non è stato sempre così? Un unico dettaglio?”
“Si. Semplicemente non so quante volte ancora potrò sopportare
tutto questo”, si passa una mano tra i capelli “Quando arriva il
momento in cui dire basta? Quello in cui non puoi sopportare altro?”
“Chi sei e cosa hai fatto al Dawson Leery che conoscevo e amavo? Ma lo
senti quello che stai dicendo?”
“Cosa?”
“Dov’è Dawson l’ottimista? Dov’è il ragazzo
che sapevo non si sarebbe mai arreso o avrebbe disobbedito al dettato del suo
cuore? Che cosa vuoi, comunque?”
Dawson ridacchia “Per la prima volta da tanto tempo, non sono sicuro
di saperlo. Ho sempre avuto tutto quanto programmato, ma i protagonisti non
hanno giocato secondo le regole”. Guarda fuori dalla finestra e poi di
nuovo Gretchen “Credo che il vecchio Dawson avrebbe detto ‘continuare
a tornare finché non ci sarà più niente da cui tornare’,
cosa che credevo già bella che accaduta molto tempo fa”.
“Ma non è così?” interviene lei “L’unico
consiglio che posso darti è di seguire il tuo cuore. So che non sembra
granché ma è tutto quello che puoi fare. Fa quello che ti rende
felice. Non puoi vivere costantemente cercando di proteggerti dal dolore. Non
ha mai funzionato così e l’unica persona che ferirai sarà
te stesso alla fine”.
“E tu lo stai facendo?”
“Adesso si. Ho capito che l’unica persona che può rendermi
felice sono io stessa, e che devo accettare il rischio di essere ferita. È
per questo che parto, ritorno da Randi, che tra poco sarà il mio fidanzato”
finisce, sorridendogli radiosa.
“Sono felicissimo per te, sai?” le dice Dawson “Sono contento
che uno di noi trovi più facile seguire il proprio cuore. Andare verso
quello che vuole veramente”.
“Si, ma è difficile da fare, specialmente quando si tratta di
un passo importante come questo. Si tratta di decidere se si vuole passare il
resto della propria vita con quella persona oppure no. Ed è terrificante,
e ci si attacca ad ogni brandello di dubbio esistente, per paura che non sia
quello che si vuole veramente. In parte è questo il motivo che mi ha
spinto qui, Credo”.
Dawson la guarda interrogativamente.
“Non ho mentito, Dawson. In quella lettera che scrissi anni fa, non ho
mentito. Quando sono partita, ero innamorata di te. Ma sapevo che non mi avresti
seguita, vero?”
Dawson è scioccato che lei abbia tirato fuori l’argomento ora,
ma china la testa senza dire niente. Gretchen sorride.
“Lo sapevo. Ma vedi, quando Randi mi ha chiesto di sposarlo, tutto quello
che riuscivo a pensare era…che sarebbe successo se tu mi avessi seguito?
Come sarebbe stato se ci fossimo incontrati più tardi, quando la differenza
d’età non sarebbe stata grande quanto sembrava allora? Perché
io e te funzionavamo bene insieme, vero?” Dawson le sorride e annuisce.
Si, è vero. “E questo è quello a cui mi riferivo parlando
di attaccarsi ad ogni brandello di dubbio esistente. Perché, beh, dopo
tutti questi anni, perché interrogarsi su questo adesso, giusto? Essere
qui questo Natale mi ha dato la risposta, però. Tu sei una ragazzo fantastico,
Dawson. E un giorno farai una certa ragazza di cui non farò il nome veramente
felice”. Quando lei dice questo Dawson le lancia uno sguardo, ma rimane
in silenzio “Ma non sarò io. Tu sei solo un dolce, amabile ricordo
e io stavo solo scappando dall’amore”
Passa un momento di silenzio in cui ricordano l’impatto che hanno avuto
sulle vite l’uno dell’altro. Hanno sperimentato un periodo difficile
delle loro vite, e sono riusciti a superarlo insieme. Ed è bello ripensarci,
ma nient’altro.
“Prenderai la decisione giusta Dawson” alla fine Gretchen riprende
a parlare “So che lo farai”
“Grazie” risponde piano sorridendole.
Lei dà un’occhiata all’orologio “Guarda l’ora!
Devo davvero andare Dawson”. Si abbracciano forte e a lungo “Ti
terrai in contatto, vero?”.
“Stai scherzando? Voglio un invito alle nozze”.
Lei sorride “E’ dannatamente sicuro che ne avrai uno” dice
Gretchen “Solo ascolta il tuo cuore, Dawson. Non ti condurrà sulla
strada sbagliata”.
Vanno verso la porta d’ingresso in silenzio.
“Arrivederci Dawson”
“Arrivederci, Gretchen. Fai buon viaggio” dice lui, mentre si abbracciano
un’altra volta, stavolta brevemente prima che lei si giri e corra verso
l’auto.
Montaggio d’immagini
(“My Immortal” degli Evanescence comincia in sottofondo)
Vediamo Dawson sistemare la valigia nella sua auto. Chiude il portatagli lentamente
con uno sguardo pensoso.
I’m so tired of being here
Suppressed by all my childish fears
Vediamo Joey seduta nella sua stanza, vicina alla finestra, guardare attraverso
il fiume la casa di Dawson.
And if you have to leave
I wish that you would just leave
Dawson gira intorno all’auto e sta per entrarvi quando si volta a guardare
l’altra riva del fiume.
'Cause your presence still lingers here
And it won't leave me alone
Vediamo Joey guardare delle foto incorniciate sulla sua scrivania: lei e Dawson
da bambini e un’altra, l’ultima, scattata quel Ringraziamento.
These wounds won't seem to heal
This pain is just too real
She takes it in her hand and stares at their smiling faces.
There's just too much that time cannot erase
Lo sguardo di Dawson indugia attorno a lui, alla finestra, ai tempi in cui
Joey è stata lì, buoni e cattivi. Per ognuno dei due.
When you cried I’d wipe away all of your tears
When you'd scream I’d fight away all of your fears
Joey prende il blocco per appunti che le ha regalato Dawson. Lo apre e osserva
la prima pagina bianca. Poi guarda di nuovo la finestra.
I held your hand through all of these years
But you still have
All of me
Dawson infine entra nell’auto e mette in moto, il viso tirato. Comincia
a fare marcia indietro per uscire dal giardino, lanciando uno sguardo in direzione
di Joey.
You used to captivate me
By your resonating life
Now I’m bound by the life you left behind
Vediamo Joey prendere una penna, guardare alternativamente la foto di loro
due e il blocchetto.
When you cried, I’d wipe away all of your tears
When you'd scream, I’d fight away all of your fears
I held your hand through all of these years
Mentre l’auto di Dawson si perde in lontananza, Joey comincia a disegnare,
con un melanconico sorriso di nostalgia.
You still have… all of me
Vediamo l’aereo di Dawson salire in cielo
All of me
All of me…
TITOLI DI CODA
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