| 708 – Lo voglio
Presigla
Capeside, Casa di Gale, camera da letto padronale
Mattina presto. Il sole si alza sulla casa dei Leery, diffondendo un’impressione
di tranquillità. Leggermente fuorviante, considerato l’evento che
sta per verificarsi. Dopo un corteggiamento di oltre un decennio, Bodie e Bessie
si stanno per sposare.
All’interno, Dawson entra nella camera da letto della madre, vestito
in un completo blu scuro, sistemando il collo della camicia.
“Quasi pronta?” chiede a Gale.
“Quasi” risponde lei, lisciandosi il vestito mentre si guarda allo
specchio. Poi gira su sé stessa mettendosi di fronte al figlio “Come
sto, tesoro?”
“Meravigliosamente, come sempre” le risponde “Se fossi appena
più bella, eclisseresti Bessie. E cerca di non farti vedere da John prima
di andare, o sarai in ritardo” continua, facendole l’occhiolino.
Gale strabuzza gli occhi e poi si limita a ridere “Dawson!” esclama,
con finta severità. Dawson sorride mentre si aggiusta la cravatta. O
almeno prova ad aggiustarla. Gale gli si avvicina.
“Ecco, lascia che ti aiuti. Non so cosa c’è di sbagliato
in voi giovani, nessuno sembra capace di farlo bene. Ok, fatto” e lo fissa
per un momento. Dawson la guarda leggermente perplesso. “Che c’è?”
chiede. Sua madre sospira e lui sa cosa sta per dire e cerca di non alzare gli
occhi al cielo.
“Sei così…cresciuto” constata “Lo so, lo so”
aggiunge, ridendo appena all’espressione di Dawson “Ma anche dopo
tutto questo tempo, sono sorpresa per la strada che hai fatto. Ricordi come
eri sempre insicuro sui tuoi film? Guardati adesso! Una roccia. Se solo tuo
padre potesse vederti così”
“Non sono poi così sicuro di me!” dissente Dawson, sentendo
un fiotto di calore attraversarlo, come ogni volta che lei menziona suo padre
e cosa penserebbe di lui “E spero che mi veda”
Madre e figlio si scambiano un’occhiata. Gale ama John, però le
piace parlare di Mitch con Dawson, ricordargli che cosa suo padre avrebbe detto
della sua vita se solo fosse stato lì per condividerla. Accorgendosi
che forse non è il momento per evocare ricordi del passato, decide rapidamente
di cambiare argomento.
“Oh, non ho mai avuto modo di ringraziarti per aver invitato Lily a New
York ad Holloween!” ricorda in tono più leggero “Ha detto
che vi siete divertiti un sacco”
“Beh…” Dawson sogghigna mentre si allunga per prendere la
giacca dall’attaccapanni dove sua madre l’ha appesa ordinatamente
al suo arrivo, il giorno prima. “Alcuni più di altri. Come dici
sempre, certe cose non cambiano mai”
Come se avesse aspettato la battuta d’entrata, Lily entra all’improvviso,
correndo. Ha già indosso il suo vestito da damigella della sposa.
“Bene, si parlava proprio di angeli…” esclama Dawson con
un sorriso, alla vista della sorella.
Lily gli sorride felice e fa un piccolo inchino, facendo ridacchiare Dawson.
“Woow, mamma!” esclama poi guardando sua madre con ammirazione “Come
sei carina!”
“Diamine, grazie tesoro” replica Gale “Anche tu!”
“Grazie” risponde allegramente “John vuole sapere se ci vorrà
ancora molto. Sta aspettando dabbasso” dice Lily, girandosi di fronte
allo specchio mentre formula la domanda e aspetta la risposta, per ammirarsi
il vestito.
“Scenderemo fra un attimo, Lily” le dice Dawson, divertito, finendo
di vestirsi davanti allo specchio.
“Ok! Io mi siedo davanti!” annuncia lei e poi scappa via come un
fulmine. Dawson non riesce a trattenere una risata al suo entusiasmo.
“Sono stato anch’io così giovane?” chiede.
“Tu eri peggio” lo informa Gale “Tu e Joey eravate terribili”
Dawson annuisce, lo sguardo distante “Dov’è Joey comunque?”
sua madre lo distoglie in tono casuale.
“Al B&B” risponde lui altrettanto casualmente “Vuole
che sua sorella abbia il matrimonio perfetto. Speriamo che riesca”
“Speriamo?” chiede Gale, alzando incuriosita un sopracciglio.
(inizia la sigla in sottofondo)
“Beh, i precedenti lasciano molto a desiderare, mamma” le ricorda
“Ogni volta che andiamo ad un matrimonio succede qualcosa di brutto. Perdonami
se sono leggermente ansioso”.
Cala il silenzio per un attimo. Sono passati solo pochi mesi dall’ultimo
matrimonio e ricordano entrambi benissimo quello che è successo. Come
potrebbero dimenticarlo? Gale poggia una mano rassicurante sul braccio di lui
e gli sorride “ Non essere così nervoso. Si direbbe che sia tu
a doverti sposare” aggiunge poi, scherzando.
“ Figurati, come se fosse una cosa possibile” risponde lui con
un sogghigno.
“Non ne sarei così sicura” lo stuzzica “La fortuna
bacia gli audaci”.
“In questo momento non vedo nessuno” le ricorda.
“Oh, che coincidenza!” constata Gale “Neanche Joey”
Dawson si irrigidisce. Mentre Gale scende di sotto, lui scuote la testa meravigliato
“Certe cose non cambiano mai…” mormora, seguendola.
TITOLI DI TESTA
B&B Potter, camera da letto di Bessie
Bessie è seduta davanti ad un grande specchio. Sembra molto nervosa
e agita in continuazione la mano.
“Dai Bessie. Stai ferma!” dice Joey, anche lei un po’ nervosa
“Se non smetti di agitarti non riuscirò mai a sistemarti i capelli”.
“Scusa sorella” si scusa Bessie “Non so che mi è preso”
Joey sorride “Beh, forse è perché ti stai per sposare,
scema”
Bessie sorride nervosamente “Si, forse. Ma, semplicemente non capisco
perché sono così nervosa”
“Neanche io, davvero. Non è come se voi due vi foste appena incontrati.
Siete insieme da più di dodici anni ormai. Avete perfino un figlio di
dieci anni” risponde Joey, cercando di calmarla con discorsi rassicuranti.
“Lo so, Jo. Ma non…è diverso essere sposati, comunque. È
come se in questo modo fosse…”
“Una cosa definitiva?” Joey termina la frase di Bessie, sapendo
benissimo che cosa intende. Dopotutto lei è scappata da New York nel
preciso momento in cui ha trovato un anello di fidanzamento in mezzo ai vestiti
del suo ragazzo. Definitivo non è mai stata la parola preferita del suo
vocabolario comunque. Ogni volta che ha creduto che qualcosa lo fosse, beh non
lo era. Non lo è stata mai.
“Si, una specie” Bessie annuisce “Non lo so. È come
se tutto questo tempo insieme, nonostante Alex, sia stato un test, una cosa…frivola?
No, non è questa la parola…”
“Credo che tu voglia dire casuale” farfuglia Joey, la bocca piena
di mollette.
“Si, casuale…con molti doveri. Ne abbiamo passate tante insieme
ma, ma ora, che ci stiamo sposando...è come se dovessimo stare insieme
comunque. E so che sembra stupido perché lo siamo stati per tanto tempo,
e come dici tu abbiano anche avuto un figlio. Per te ha un senso quello che
dico, Jo? Essere spaventata anche sapendo che non dovresti esserlo?” chiede
Bessie, leggermente turbata.
“Si, ma non chiedermi di spiegarlo meglio perché non posso. So
esattamente quello che intendi, però” Joey risponde con un sospiro.
Bessie le lancia un’occhiata attraverso lo specchio e Joey finge di non
accorgersene.
“Allora, come va con la…” chiede Bessie.
“Puoi dirlo ad alta voce Bessie” risponde Joey alzando gli occhi
al cielo “Terapia. Si chiama terapia” sistema un’altra forcina
nei capelli di Bessie “ e sta andando bene, veramente”. Bessie sorride
al suo riflesso nello specchio e Joey risponde al sorriso. “Ok, adesso
rimani ferma, non rovinare la mia opera d’arte” ride “Sei
bella, Bessie” dice contemplando sua sorella, nervosa eppure raggiante.
“Grazie Jo” risponde Bessie, arrossendo leggermente mentre Joey
aggiunge gli ultimi tocchi alla sua pettinatura.
“Ho sete. Vado a prendere qualcosa da bere e, al ritorno, penserò
al trucco” dice Joey, puntando un dito nella sua direzione mentre esce
dalla stanza.
Quando entra in cucina trova suo padre, Mike, in ghingheri, appoggiato al bancone
a bere un caffè.
“Ciao tesoro. Come va di sopra?” chiede Mike sorridendo.
“Ciao papà. Benissimo. I capelli sono a posto, quindi rimane solo
il trucco. E il vestito certo” risponde Joey, emettendo un sospiro di
stanchezza mentre si lava le mani.
“I matrimoni sono così stressanti, vero? Se avessi visto tua madre…tremava
ancora pronunciando i voti” Mike ride piano mentre Joey fa un mezzo sorriso
asciugandosi le mani. Mike si schiarisce la gola “Joey non abbiamo avuto
modo di parlare molto da ieri con tutto quello che succede ma…come vanno
le cose nella Grande Mela?” chiede, cercando di iniziare una conversazione.
“Bene” risponde Joey, prendendo una bottiglia di succo dal frigorifero.
“Bene? Wow, ti ricordavo più eloquente” scherza Mike. O
almeno prova a scherzare.
“Che vuoi dire?” chiede Joey alzando le sopracciglia.
“Niente. Volevo solo sapere della tua vita a New York. Il tuo lavoro,
la tua casa…sai, cose del genere” risponde Mike speranzoso.
“Beh, non so esattamente cosa vuoi che dica. Va tutto bene a New York.
Ho un appartamento fantastico. Il mio lavoro va bene. A volte mi schiaccia,
ma lo amo” dice Joey, scrollando le spalle.
“E che cosa fai esattamente?” chiede Mike, cercando di sapere qualcosa
di più su sua figlia.
“Sono un redattore. Quando un autore scrive una nuova opera, io la leggo,
trovo gli errori e correggo quello che credo debba essere riscritto. Poi dico
al mio capo se penso che il lavoro meriti la pubblicazione. Cose così”
spiega Joey.
“Wow! Sembra importante” dice Mike, la voce piena di orgoglio per
la propria bambina.
“Beh, non è poi così importante. È solo il nostro
lavoro” risponde Joey.
(“The Voice Within” di Christina Aguilera comincia in sottofondo)
“E la tua vita sentimentale?” chiede sorridendo.
Young girl, don't cry
I'll be right here when your world starts to fall
“La mia vita sentimentale?” echeggia Joey, immediatamente tesa.
“Tua sorella mi ha detto di te e quel Chris e poi di te e Pacey”
spiega lui, leggermente preoccupato.
Young girl, it's all right
Your tears will dry, you'll soon be free to fly
“Che cosa ti ha detto?” chiede Joey, decidendo in quel preciso
momento di uccidere la sorella maggiore.
“Oh niente. Solo che hai rotto con Chris e che tu e Pacey siete tornati
insieme subito dopo il matrimonio di Gale…e che anche tu e Pacey vi siete
lasciati da poco” risponde Mike, avvertendo il cambiamento d’umore
della figlia.
When you're safe inside your room you tend to dream
Of a place where nothing's harder than it seems
No one ever wants or bothers to explain
Of the heartache life can bring and what it means
“Beh, è tutto. Ci abbiamo provato per un po’ ma non ha funzionato,
così abbiamo troncato” aggiunge Joey con disinvoltura.
“E Dawson?”
“Dawson?” ripete Joey, a questo punto impaziente e arrabbiata.
When there's no one else
Look inside yourself
Like your oldest friend
“Voi due state per…ecco, concedervi un’altra possibilità?”
Mike chiede curioso. Ha atteso per anni la notizia che Joey e Dawson sono tornati
insieme, ma non è mai arrivata e davvero non capisce perché.
Just trust the voice within
Then you'll find the strength
That will guide your way
If you will learn to begin
To trust the voice within
“Perchè questo terzo grado sulla mia vita sentimentale papà?”
lo sfida Joey, adesso arrabbiata sul serio.
“Non è un terzo grado amore” Mike fa marcia indietro, rimpiangendo
di aver chiesto qualcosa di Pacey e Dawson “Sono solo preoccupato per
te. So che sei stata innamorata di Dawson per tanto tempo e pensavo che forse,
dal momento che siete di nuovo insieme nella stessa città…”
spiega.
Now in a world where innocence is quickly claimed
It's so hard to stand your ground when you're so afraid
“Perchè tutti quanti cercano di rimetterci insieme?” chiede
alzando la voce. I suoi sentimenti sono già abbastanza confusi.
“Beh, forse noi vediamo cose che voi due rifiutate di vedere” replica
calmo Mike.
No one reaches out a hand for you to hold
When you're lost outside look inside to your soul
“Che cosa vuoi da me papa?” Joey scatta all’improvviso, turbata.
“Voglio soltanto conoscerti” risponde con calma Mike.
“Tu vuoi conoscermi? Io vivo a New York, dove ho un lavoro che amo. Ho
un amico con cui adoro passare il mio tempo libero. È tutto quello che
devi sapere” Joey è fumante di rabbia.
“No, non è tutto quello che devo sapere. Tu sei mia figlia Joey.
Io voglio sapere TUTTO di te” dice Mike, anche lui leggermente turbato.
“Senti. So che siamo in contatto da un po’ ormai, ma tu sei stato
qualcosa di completamente diverso da un vero padre per me negli ultimi dieci
anni. Educati incontri una volta l’anno e brevi conversazioni telefoniche
non cambiano le cose. Io dico che tu hai perso ogni diritto di interrogarmi
sulla mia vita. E su Dawson. Non sono affari tuoi” risponde in modo un
po’ troppo aspro Joey.
“Se riguarda te, sono affari miei Joey. E se sono stato lontano, è
stato solo perché tu hai voluto così. Ogni volta che ho provato
ad avvicinarmi a te, come sto facendo adesso, tu ti sei chiusa in te stessa
e hai ignorato i miei sforzi” dice Mike, cercando di controllare il proprio
tono di voce, perché non si accorga quanto le sue parole lo hanno ferito.
Life is a journey
It can take you anywhere you choose to go
“Beh, forse avresti dovuto provare con più convinzione…e
prima. Forse era quello che volevo facessi, insistere un po’, rassicurarmi
che volevi essere mio padre. E non solo quanto ti faceva comodo”
“Ma Joey, una persona può insistere solo…” comincia
Mike
As long as you're learning
You'll find all you'll ever need to know
“Joey! Faremo tardi!” grida Bessie dalla camera da letto.
“Scusami papà. Devo aiutare Bessie a finire di prepararsi”
e con ciò Joey esce dalla cucina, arrabbiata come non mai, lasciandosi
alle spalle un preoccupatissimo e sconvolto Mike.
Young girl don't cry
I'll be right here when your world starts to fall
Esterno del B&B
Jack contempla il B&B. Gli sembra lo stesso eppure è diverso. La
piccola locanda è stata ridipinta ma vi sbocciano sempre i fiori e le
margherite riempiono ancora il prato. Non “prato”, ma “campo”
corregge se stesso. È il campo del B&B non più il giardinetto
dietro casa di Joey. È strano essere lì dopo tanto tempo, e ricordare
com’era la vita al suo arrivo a Capeside. Jack ripensa alla prima volta
che ha visto la casa di Joey. Allora non era il “B&B Potter”.
Era solo la sgangherata casa sul fiume di Joey. Era stato talmente maldestro
allora e Joey lo rendeva così nervoso. Beh, non Joey, ma lui stesso:
un ragazzo che rifiutava di affrontare la propria sessualità. Jack arruffa
i riccioli biondi di Amy.
I raggi del sole baluginanti nel fiume, il suono di una risata fluttuante nell’aria,
la manina di Amy nella sua. Chissà come tutto questo rende la sua vita
sopportabile. La sua vita senza anima gemella, senza Jen, un po’ meno
dolorosa. Momenti come questo sembrano alleviare il dolore della morte di Jen.
Jack esce dal proprio sogno ad occhi aperti. “Sai Amy? Un giorno dovrò
raccontarti come tuo padre abbia umiliato se stesso davanti alla zia Joey”.
Sorride apertamente ricordando il viso scarlatto di Joey quando l’asciugamano
era caduto dai suoi fianchi. È sicuro che quella è stata la prima
volta che lei ha visto un ragazzo in quel particolare stato. Amy lo osserva
curiosa col viso alzato e per un attimo Jack vede chiaramente Jen che lo fissa
con i suoi occhi blu. Amy sembra un’anima sperimentata proprio come sua
madre, la saggezza sprizza dai suoi occhi innocenti. “Ripensandoci credo
che ti racconterò questa storia non prima dei tredici anni” ridacchia
mentre prende in braccio Amy controllando che il cappottino la avvolga bene
e che il cappello rosso sia ben calcato. È la prima volta che esce di
casa dopo le dimissioni dall’ospedale e lui è un po’ apprensivo.
La conduce all’ingresso del B&B.
Bussa alla porta e Mike apre e sorride di cuore vedendoli.
“Amy, sei proprio un angelo!” esclama, chinandosi a toccarle la
guancia.
“Non mi saluta più nessuno quando sono con Amy” Jack sorride
in risposta “Sono solo un membro del suo entourage”
“Jack, non per essere sgarbato, ma è Amy la star” ride Mike,
continuando a sorridere alla bambina prima di rivolgere l’attenzione all’amico
di sua figlia.
“Allora, come vanno le cose qui al B&B? La sposa è ancora
tutta intera, oppure ha avuto il tradizionale tracollo nervoso?” chiede
Jack.
Mike ride “Joey si sta prendendo cura di lei, quindi credo che sia tutto
a posto”
“E gli affari vanno bene?”
“Si, vanno bene” risponde Mike “A volte non è per
niente facile, ma niente di quello che conta lo è. Né negli affari,
né in famiglia. E odio aprirti gli occhi, ma tutte le figlie finiscono
per spezzare il cuore dei loro padri” sospira “Quindi goditi il
tempo che passi con tua figlia”. Mike gli dà una pacca sulle spalle
mentre Joey entra nell’ingresso.
“Credo che darò un’occhiata a Bessie” continua Mike,
e se ne va perché Joey e Jack possano parlare”
“Che succede?” chiede Joey aggrottando la fronte.
“Credo che tuo padre stesse cadendo nel sentimentale a proposito della
tua perduta gioventù” risponde Jack seguendola in soggiorno.
“La mia cosa?” risponde Joey “Devo ricordarti che sono nel
pieno dei vent’anni? E che nessuno di noi, a parte tu e Dawson, è
neanche lontanamente vicino alla maturità o ad una carriera stabile?”
continua “Siamo tutti assistenti, o assistenti di assistenti. È
semplicemente pazzesco”.
“Interessante” dice Jack “Perché pensi che io sia
adulto e tu no?” chiede, sedendosi sul divano.
“Amy ovviamente” Joey si gira verso la bambina e le toglie il cappello,
ravviandole affettuosamente i riccioli biondi con la mano, per la delizia di
Amy. Lei sorride a Joey e Joey le risponde con un sorriso, continuando “Amy
sembra averti reso più maturo e stabile del resto di noi”.
“Vuoi dire ‘prematuramente ingrigito’ vero?” sospira
Jack, mentre Joey solleva Amy per prenderla in braccio “Per quando sarà
finito il procedimento di adozione, probabilmente sarò molto più
grigio”. Si appoggia al divano e osserva, serio, la sua bambina. “Nessuno
sa dirmi con certezza se riuscirò a tenere Amy” dice seccamente.
Joey stringe Amy di riflesso.
“Non è cambiato niente ultimamente?” chiede Joey, cullando
Amy fra le braccia.
“No” Jack risponde recisamente “Posso ancora perderla. Ma
non parliamo di questo oggi. Non me la sento proprio di ripetere ancora tutto
quanto e spiegarti i dieci modi diversi in cui posso perderla in un procedimento
giudiziario. È troppo doloroso per me”.
“Va ben, Jack” replica Joey, sedendosi accanto a lui mentre Amy
si dirige subito carponi sulle ginocchia di Jack “Ricorda soltanto che
sono qui per te e Amy, e così tutti gli altri”
“Grazie per non lasciarmi vincere dalla malinconia” dice Jack con
un debole sorriso, baciando la testa di Amy che si rifugia contro il suo petto
“A volte tutto questo mi sommerge”
Joey dà un’occhiata all’orologio e dice con un sorriso “Salvato
dall’orologio. Dobbiamo proprio andare in chiesa”.
Se ne vanno sottobraccio.
Chiesa di Capeside
La più antica e bella chiesa della città è interamente
decorata da fiori bianchi e l’aria è impregnata del loro profumo.
Le persone stanno cominciando ad arrivare. Dawson e Pacey sono già dentro
la chiesa, in piedi nei loro smoking e insieme.
“Allora, come vanno le cose a New Orleans?” chiede Dawson.
“Benissimo, il ristorante è fantastico. Danny può non essere
la persona migliore al mondo ma mi lascia gestire le cose a modo mio”
risponde Pacey, le mani in tasca. “E cosa mi dici di te e del progetto
Spielberg?”
“Beh, stiamo ancora completando gli esterni. Ma cominceremo presto a
girare e davvero non vedo l’ora di cominciare” risponde Dawson sorridendo.
Quindi entrambi restano in silenzio, ciascuno perso nei propri pensieri.
“Allora, com’è il tempo a New Orleans?” chiede Dawson
e prova l’impulso immediato di schiaffeggiarsi. Gran domanda.
Pacey lo guarda in modo strano “Caldo come l’inferno” ride
“Ho detto a Danny che mi serve l’aria condizionata nell’appartamento
visto che le strade sono anche più calde delle case e quindi aprire le
finestre per avere aria fresca è fuori questione”
“Beh, spero che la otterrai” commenta Dawson goffamente.
Un altro silenzio imbarazzato cade fra di loro.
“Dovremo parlare di lei, prima o poi, non credi?” dice Dawson bruscamente.
Pacey chiude gli occhi e annuisce “Lo so”. Guarda in alto “Solo
che è strano essere qui per parlare di questo…di nuovo. Cioè,
non lo abbiamo già fatto troppe volte?”
Dawson annuisce, emettendo una risatina di gola “Vero. Allora…come
la stai prendendo…questa volta?” chiede, provando a mantenere un
tono leggero ma preoccupato al medesimo tempo.
“Bene”. Vede Dawson guardarlo con uno sguardo da “si, certo”.
Sospira. Dà veramente l’impressione di essere così stagnante
a proposito di Joey? Di non poter sopravvivere senza di lei? “Davvero,
sto bene. Mi ferisce ancora un pochino, sai, pensavo che fosse reale questa
volta. Ma abbiamo fatto la cosa giusta. Non eravamo felici insieme ed è
stato meglio farla finita in quel momento” dice con un sorriso triste.
“O forse avete solo bisogno di tempo e poi tutto tornerà come…”
“Come quando? Fidati, Dawson. Non importa quante volte lei abbia…scelto
me” dice con un tono a metà tra l’amaro e l’ironico
“Non l’ho mai avuta completamente. Ci sarà sempre questa
parte di lei che io non sarò mai capace di avere…non sarò
mai capace di raggiungere”
Il ricordo di lui e Joey seduti sulle altalene tanti anni prima, attraversa
la mente di Dawson “Non importa con chi sarai…avrai sempre un pezzo
del mio cuore” ma lo ignora rapidamente.
Pacey lancia uno sguardo consapevole e rassegnato a Dawson. Questa è
la prima volta che lo ammette ad alta voce, e tra tutte le persone possibili,
ha dovuto farlo proprio con Dawson. E in un certo qual modo sembra…giusto.
Per tanto tempo si è trattato di Dawson e Joey, e poi di lui e Joey,
ed ora…ora lui è semplicemente stanco di fare il terzo incomodo.
Si sta ritirando. Sta rinunciando a ottenere l’impossibile. E qualcosa
dentro di lui gli dice che forse è così che sarebbe sempre dovuto
essere.
“Ma non significa che devi uscire dalla sua vita semplicemente perché
voi due avete rotto, Pacey. Sono sicuro che non è quello che lei vuole”
dice alla fine Dawson.
Pacey lo guarda sorpreso “Non sono uscito dalla sua vita” ribatte.
“Beh, è quello che sembra tu abbia fatto. Non hai parlato con
lei o con me, se è per questo, da quando sei partito per New Orleans”
dice Dawson guardandolo negli occhi. Pacey ricambia lo sguardo e vede che è
sincero.
“Lo so. Io avevo solo…bisogno di tempo credo” dice con un
sorriso.
“Lo capisco” risponde Dawson e la cosa buffa è che capisce
veramente.
Ormai, la maggior parte dell’imbarazzo è scomparsa e mentre stanno
lì, sorridendosi, la loro storia, con i suoi momenti buoni e cattivi,
si snoda davanti a loro. Due amici di lunga data, che finalmente raggiungono
uno stadio di reciproca comprensione, nel bel mezzo di una chiesa, nella piccola
città dei giorni lontani della loro infanzia.
“Beh, l’abbiamo fatto. Abbiamo parlato di lei” scherza Pacey.
“Si” risponde Dawson ridendo.
Sono appena riusciti ad avere una conversazione amichevole, priva d’imbarazzo,
quando vedono una bionda familiare che fa la sua entrata in chiesa con Grams.
Grams siede in un banco ma non la sua compagna che invece li riconosce e sorride
radiosa, salutandoli con la mano.
Dawson riesce a vedere l’espressione di Pacey. È sbalordito mentre
fissa la bionda e Dawson è davvero sorpreso di vedere Andie McPhee camminare
verso di loro, con un leggero vestito rosa.
Sul viso di Pacey compare subito un enorme sorriso mentre Andie si avvicina,
un sorriso uguale al suo. Pacey la solleva in uno stretto abbraccio appena è
abbastanza vicina e la fa girare sotto lo sguardo divertito di Dawson. Andie
strilla deliziata mentre lui ride “Andie! Non sapevo che saresti venuta!”.
“Lo so! Sono riuscita a prendermi il week end per miracolo e non ho fatto
in tempo a chiamare nessuno prima di prendere al volo l’aereo” ride,
ancora fra le sue braccia.
Quando alla fine Pacey la rimette a terra, Dawson la abbraccia a sua volta
“Andie, è bellissimo rivederti” dice e lei sorride, poggiando
il mento sulla sua spalla.
“Allora, Dr. McPhee. Come ti va la vita?” chiede Pacey allegramente,
quando Dawson la lascia.
“A meraviglia” dice con la sua abituale allegria “E a voi
ragazzi? Jack di solito mi tiene molto aggiornata ma ultimamente con la storia
di Amy…”
“Si, lo so. È una bella rottura” dice Pacey, tornando serio.
“Si. Ma avremo tempo di parlarne più tardi. Adesso voglio sapere
di te, quindi spiffera” dice vivacemente, spostando lo sguardo dall’uno
all’altro.
“Beh ci sono stati alcuni cambiamenti. Credo che Jack ti abbia detto
di questo lavoro a New Orleans” Pacey vede che lei annuisce “Allora
temo che non ci sia nient’altro da dire. Sono diventato una persona del
tutto noiosa” Pacey scherza mettendo il broncio.
“Dai, Pacey, tu sei tutto meno che noioso” dice Andie, dandogli
una spintarella “E che mi dici di te, Dawson?”
“Beh, ho paura di non essere molto interessante neanche io. Presumo che
Jack ti abbia detto del mio trasferimento a New York e perché sono lì”
Andie annuisce di nuovo “Vedi? Siamo entrambi banalissimi individui”
e sorride.
“Andiamo Dawson! Tutti quegli anni a vivere a L.A. e non hai nessuna
storia sconvolgente da raccontarci?” scherza Andie, stuzzicandolo.
“Nessuna adatta a questo momento” risponde Dawson con un sorriso
malizioso.
“E che mi dici di te e delle tue avventure europee?” chiede Pacey.
“Avventure europee? Visto che la metti così…”dice,
facendo una faccia buffa. Ridono tutti e stanno ancora ridendo quando sentono
un grido che proviene dall’entrata.
“Oh mio Dio! E’ tutto meraviglioso! Sono arrivata!”
Audrey è arrivata davvero, discreta e riservata come sempre. Andie la
guarda ad occhi sbarrati mentre i ragazzi sorridono e scuotono la testa divertiti.
Mentre si avvicina a loro sorridendo come una matta, Dawson la saluta.
“Ciao Audrey. Ce l’hai fatta” dice, sorridendo.
“Si” lo abbraccia forte “Non è grandioso?” gli
fa l’occhiolino mentre si libera dalla stretta e Dawson ride. “E’
bellissimo vederti Mr. Hollywood!” Dawson non può fare a meno di
ricambiare il sorriso e Audrey si gira verso Pacey.
“Hey, Witter. Che peccato che non possa dire lo stesso di te…”
lo stuzzica con finto cipiglio, affettando di non essere affatto contenta di
vederlo.
“Ti voglio bene anch’io, Audrey” dice Pacey beffardamente
“Oh, andiamo. Merito un abbraccio o no?”
“Oh, al diavolo!” ride lei “Vieni qui!” si abbracciano
ridendo.
Andie osserva lo scambio, divertita. Ha sentito parlare di Audrey ma è
la prima volta che la incontrano Quando vede che i tre hanno finito, si schiarisce
la gola.
Audrey si gira e vede Andie, che non aveva ancora notato.
“Salve” dice, guardando Dawson e Pacey con sguardo inquisitore.
La ragazza le sembra familiare, come se l’avesse già vista, ma
dove?
“Oh, dimenticavo che voi due non vi conoscete. Audrey, questa è
Andie McPhee, la sorella di Jack. E, Andie, questa è Audrey Liddell,
un’altra studentessa di Worthington”le presenta Pacey.
“Oh mio Dio! Quella Andie!” grida Audrey, abbracciandola.
Andie ride ritrovandosi avviluppata dalle braccia di Audrey “Si, penso
di si”
“Ti ho visto in alcune foto. Di vari anni fa credo. Dawson dice che erano
appese nella sua stanza”
“Oh, davvero? Me le ricordo. Dio, si, hai ragione, è stato tanto
tempo fa!” dice Andie, ridendo.
“Tantissimo” Dawson concorda e Pacey annuisce.
Proprio allora Joey entra in chiesa, seguita da Jack con Amy. Camminano verso
il banco dove siede Grams che sta chiacchierando con Gale e John. Gale sussurra
paroline dolci ad Amy e la prende, mettendosela sulle ginocchia. Joey si accorge
subito del gruppo e afferra Jack per il braccio, trascinandolo verso di loro.
“Andie! Sono così felice che tu ce l’abbia fatta!”
esclama mentre la abbraccia. Jack fa lo stesso con Audrey “Pensavo che
non potessi venire”.
“Lo so. Sono riuscita incredibilmente a convincere l’ospedale a
darmi ancora un po’ di ferie”.
“Siamo tutti felicissimi che tu sia qui” dice Joey, strofinandole
la schiena. Poi si gira verso Audrey, che è stata appena lasciata da
Jack.
“Ciao! Non ero sicura che ce la facessi nemmeno tu. Mi fa piacere che
tu abbia trovato un po’ di tempo nella tua impegnatissima carriera di
turista per mescolarti a noi gente comune” la stuzzica Joey.
“Io trovo sempre il tempo per la gente comune” dice teatralmente,
prima di sciogliersi in una serie di risatine “Non sarebbe stata la stessa
cosa senza di me” ride.
“Mai” Joey ride con lei. Si gira e si trova faccia a faccia con
Dawson.
“Ehi, ciao” dice, mentre si abbracciano “Sei stupenda”
lui le sussurra all’orecchio, facendola arrossire un poco. Lei lo ringrazia
con lo sguardo.
“Ciao, Pace” dice, quasi timidamente, abbracciando anche lui ma
in modo imbarazzato come ognuno vede. Forse è imbarazzante perché
entrambi sanno che gli occhi di tutti stanno osservando il loro saluto. Ma tutti
fingono di non guardare mentre chiacchierano.
“Ciao Potter. Stai bene” la complimenta lui, leggermente nervoso
a sua volta. È la prima volta che si vedono da mesi ed è strano
quanto le cose siano cambiate.
“Grazie. Non sei male neanche tu” risponde lei, sorridendogli.
“Beh, mi conosci. Non mi serve molto per essere bello, quindi quando
mi agghindo un pochino…” dice con una risatina.
Joey alza gli occhi al cielo ma ride anche lei. Lo osserva e, all’improvviso,
capisce che tutto andrà a posto fra loro.
Anche Pacey lo sente e un senso di sollievo lo invade. Andrà tutto bene.
Sorridendo, la abbraccia di nuovo. Stavolta l’abbraccio è più
lungo e Dawson che li sta guardando in tralice sorride, felice che i suoi due
amici siano in pace fra loro.
Stanno tutti chiacchierando quando Mike esce cercando Joey “Salve ragazzi”
saluta il gruppo “Joey, tesoro, Bessie sta chiedendo di te” dice.
“Il mio lavoro non finisce mai. Arrivo fra un attimo, papà”
risponde Joey.
Dawson è accanto a lei e la sente irrigidirsi all’apparizione
di Mike. Preoccupato, le posa una mano sulla schiena nel tentativo di rassicurarla.
“Va tutto bene, Joey?”
Joey lo guarda e vede la preoccupazione nei suoi occhi. “Tutto bene”
dice, sorridendo a metà prima di girarsi verso il resto del gruppo “Scusate
ragazzi, devo calmare la sposa. Vi vedo tutti dopo” e se ne va in fretta,
lanciando un ultimo sguardo a Dawson. Lui la osserva andare via con espressione
preoccupata, sapendo che c’è qualcosa che la agita, qualsiasi cosa
lei dica.
“Forse dovremmo andare e cercare i nostri posti” suggerisce Jack,
e tutti annuiscono unendosi a Grams, Gale, John ed Amy.
Ancora dentro la chiesa
“Sei proprio un tesoro!” Andie McPhee annuncia imitando il tono
infantile, e tenendo la bambina in braccio “Si, lo sei davvero”
Amy ride a questa donna buffa. Afferra una manciata di capelli di Andie, tirandoli,
cercando di infilarseli in bocca.
“Ehi, questi sono miei” ride Andie “ Sarà il suo modo
di dirmi che ho bisogno di un taglio?”
Pacey le sorride compiaciuto. La scena è troppo adorabile.
“Credo che tu le piaccia” constata.
“Dovremmo continuare e prendere le forbici ora?” dice Jack, facendo
ridere Andie “Oh, ti piace la zia Andie, vero?” le chiede, prendendo
Amy “Vieni da papà”.
Pacey si scopre a fissare Andie, che ora sorride apertamente vedendo il fratello
e la sua nuova figlia. Alla fine si accorge che Pacey la sta fissando.
“Che c’è?” chiede.
“Solo che…è davvero meraviglioso rivederti” le dice
“Grazie per essere venuta”.
“Ehi” scrolla le spalle “Jack me lo ha chiesto, io sono venuta.
È quello che fanno le sorelle affettuose”.
“Ti dispiace darmi qualche altra piccola informazione?” scherza
lui.
“Allora, ho sentito che vivi a New Orleans di questi tempi, hum?”
gli chiede Andie “Com’è? Dev’essere impegnativo”
“Questa si che è un’affermazione inadeguata, se ne ho mai
sentita una” scherza lui “Ma si…è grandioso. Sono davvero
in debito con Brecher stavolta”.
“Conoscendoti sono sicura che ti stai godendo The Big Easy”
“Beh, non per vantarmi ma…” risponde Pacey, cosa che provoca
alcune risatine da parte degli altri.
“Stiamo parlando delle poche ragazze con cui Pacey non è ancora
uscito a New Orleans?” aggiunge Audrey, sporgendo la testa dall’altro
lato del banco.
“Ehi! Che cos’è, il giorno del riscatto delle ex di Pacey?
Hai nascosto Karen da qualche parte?” scherza lui, guardandosi intorno
con finta paura.
“Tamara è nella torta!” scherza Jack, di nuovo attento alla
conversazione.
Pacey sospira, alzando gli occhi.
“Giusto perché lo sappiate, il vecchio Pacey ha subito un esorcismo!”
dice sorridendo orgoglioso. L’affermazione provoca sguardi increduli,
così lui insiste “Giuro, sono un altro uomo. Promesso! Condurrò
la mia vita senza l’aiuto delle molte bellezze della Louisiana!”
“Perché non gli credete?” chiede Andie in sua difesa, ricevendo
in risposta solo alcuni grugniti e sbuffi. Improvvisamente Lily corre, dall’altra
parte della chiesa dove sta giocando con Alex, verso il loro banco.
“Dawson, Dawson!” chiama suo fratello eccitata “Voglio farti
vedere una cosa!”
Dawson guarda lei e poi gli altri.
“Perdono ragazzi…” si scusa “Torno subito”
Dawson e Lily se ne vanno.
“Non è un tesoro?” chiede Audrey, osservando Lily trascinare
Dawson fuori.
“Molto carina” concorda Andie “Non mi ricordo granché
di come ci si sente a quell’età”. Cominciano a ricordare
la loro infanzia.
“E’ probabile che abbia un vocabolario di un milione di parole
prima di arrivare alla pubertà!” dice Pacey a Jack, ridendo. “Allora…?”
chiede “E’ tutto a posto? Con Amy intendo?”
Jack sospira. È commosso e apprezza veramente la preoccupazione generale
ma allo stesso tempo vorrebbe che loro smettessero di interrogarlo.
“Niente che possa fare per aiutare?” si offre Pacey.
“Solo pregare per noi!” mugugna Jack “La sola idea di qualcuno
che la porta via è troppo. Se ci fosse Jen, lei…è una pura
ingiustizia!” dice alla fine, la mano stretta a pugno.
“Forse posso aiutare” suggerisce Pacey “Ho passato un po’
di tempo nell’ambiente di chi gioca scorretto. Posso aiutarti a mettere
insieme una strategia o qualcosa del genere”
“E’ una cosa personale, Pacey” ribatte Jack.
“Jen era uno dei miei amici più stretti. Doug è mio fratello!”
gli ricorda Pacey “E’ personale anche per me!”
Jack lo guarda e vede che è serio. Lentamente, annuisce.
“Okay, va bene…parliamone, ma non qui” dice, indicando attorno
a loro il brusio delle persone che aspettano l’inizio della cerimonia
“Non voglio mettere tutti nei guai”
I due ragazzi escono. Jack ha ancora in braccio Amy. Perciò Andie e
Audrey restano sole (non che se ne accorgano).
“Mi è appena venuta in mente una cosa” le sta dicendo Andie
“Tu ed io…non ci conosciamo molto bene, vero? Anzi, veramente, non
ci conosciamo per niente”
“In un certo senso si” Audrey scrolla le spalle “Ci conosciamo
di fama. Tu sei una specie di santo patrono di Capeside. E anche se i santi
non mi sono molto familiari, tu mi piaci”
Andie ride “Mi piaci anche tu”.
“Certo…” aggiunge Audrey “ Abbiamo un legame reciproco
però. Un certo rubacuori alto e bruno”.
“Oh, si” ride Andie “Pacey!”
“Che diavolo ci è preso a tutte per uscire con Mister Ronf-Ronf?”
dice Audrey seriamente “Cioè è qualcosa che mi sono chiesta
per anni. L’ho chiesto perfino a Joey ma lei non sapeva rispondermi”
Andie ride ancora “Beh, non so che dirti ma io ho sempre avuto la scusa
di essere troppo giovane e innocente per sapere in cosa mi stavo cacciando”
dice scherzando, godendosi il loro giochino.
“Buona risposta. Forse io posso dare la colpa allo stress del primo anno
di college. Che ne dici?” Audrey chiede ad Andie.
“Sicuro” risponde Andie “Che cosa abbiamo mai trovato in
quel ragazzo? È inconcludente!”
“E’ strano”
“E’ assillante”
“E’ volubile”
“E’ appiccicoso”
“E poi c’è il fatto che lui ti fa ridere quando ti senti
una schifezza” dice Audrey alla fine.
“Si” concorda Andie, sorridendo “O la sua tendenza a trattarti
come una principessa anche quando tu lo bistratti. Questo è seccante.
Sai che una volta è salito fino alla mia finestra solo per darmi una
rosa?”
“Assolutamente no! L’ha fatto sul serio?” Andie annuisce
“Quel piccolo bastardo non ha fatto niente del genere per me. Beh, a parte…quella
volta che è venuto all’aeroporto per dirmi che voleva che tornassimo
insieme quando io stavo per partire per L.A. Conta?” chiede ad Andie.
“Si, penso di si”. Ridono tutte e due.
“Lo devi ammettere, siamo state molto fortunate. Pensi che stia bene?”
chiede Audrey più preoccupata ora, ovviamente riferendosi all’intera
faccenda di Joey.
“Sono sicura di si” risponde Andie “Se c’è una
cosa che so su Pacey Witter, è che lui si rialza sempre”
A loro insaputa, Pacey ha appena finito di parlare con Jack ed è rimasto
in piedi dietro di loro per un po’. Ma loro erano così immerse
nella conversazione che non si sono accorte di lui.
“Il problema di Pacey è che lui si sottovaluta sempre e io temo
che in un modo o nell’altro, lo faccia ancora” continua Andie “Non
ha idea di cosa sarebbe capace”
Pacey sorride, poi rende nota la propria presenza.
“Ehi?” chiede, richiamando la loro attenzione “Di che cosa
state parlando?”
Andie e Audrey si scambiano uno sguardo.
“Di niente!” dicono all’unisono e poi cominciano a ridere.
Pacey si limita a sorridere.
Nella chiesa
Bessie ora è vestita e Joey sta usando le ultime forcine per tenere
a posto il velo. Ha un aspetto meraviglioso.
Mike sta sorridendo orgoglioso a sua figlia. Poi sentono bussare alla porta
e Dawson la socchiude. “Sono io. Posso entrare?”
Mike va alla porta e la apre completamente. “Certo, figliolo. Entra”
dice, facendogli segno.
“Salve. Scusate, non voglio intromettermi o altro” dice, in tono
di scusa.
“Non preoccuparti Dawson. Non lo stai facendo” dice Bessie sorridendogli
attraverso specchio.
“Wow, Bessie” dice lui stando alle sue spalle“ Sei…spettacolare.
Assolutamente fenomenale”. Lei gli sorride.
“Grazie”
Dawson si gira verso Mike, che sta ancora osservando Bessie e sorridendo orgogliosamente.
“Sig. Potter, non ho avuto occasione di salutarla prima. Come sta?”
dice Dawson, stringendo la mano di Mike.
“Dawson, ti prego chiamami Mike. Siamo tutti adulti adesso. E io sto
bene, grazie” dice Mike allegramente, esaminando l’uomo in piedi
davanti a se, l’uomo che Dawson è diventato.
“E’ bello rivederla, Mike” dice Dawson con convinzione. Poi
si gira verso Joey “Joey, hai un minuto?”
“Si, solo un attimo” risponde lei, accertandosi che il vestito,
il trucco e i capelli di Bessie siano perfetti. “Ok, ho finito. Vengo
dopo, Bessie”. Stringe la mano di Bessie prima di lasciare la stanza con
Dawson.
“Okay” dice Bessie mentre contempla il proprio riflesso nello specchio.
Sorride dolcemente mentre Mike le si avvicina.
“Che succede?” chiede Joey a Dawson chiudendo la porta dietro di
loro. In verità sa di cosa vuole parlare, ma non sa se si sente pronta
a farlo.
“Joey, lo sai. So che c’è qualcosa che non va. E ho visto
la tua faccia. Quindi voglio soltanto sapere come stai affrontando il ritorno
di tuo padre. Stai bene?” chiede lui preoccupato. Questo giorno dovrebbe
essere un giorno felice e lo turba che Joey non sembri goderselo come dovrebbe.
“Sto bene, Dawson. Perché non dovrei?” risponde lei, guardando
dovunque tranne che negli occhi di lui. Sa che non può ingannarlo. Ma
può almeno provarci, no?
“Jo…” sospira lui.
“Non lo so, Dawson. Lui è anche il padre di Bessie ed è
il giorno del suo matrimonio. Quindi non ho niente contro la sua presenza”
dice Joey un po’ seccamente.
“Okay, ma io sto parlando di te, non di tua sorella” spiega Dawson
con gentilezza “A te sta bene la sua presenza? Forse se ti sfoghi riuscirai
a goderti la giornata dopo tutto” dice.
“Sei il mio nuovo terapista adesso?” lei prova a scherzare, ma
vede dalla sua espressione che non funziona “Onestamente Dawson, sto bene”,
risponde scrollando le spalle.
“Proprio bene?” lui insiste.
“Si , Dawson. Sto bene” risponde lei, guardandolo appena seccata.
Ma quando vede lo sguardo preoccupato sul suo viso, si ammorbidisce e riesce
a fare un piccolo sorriso.
“Mi dispiace Dawson. Possiamo parlarne più tardi? Perché
ho una sposa molto nervosa lì dentro e il matrimonio sta per cominciare”
dice, guardandolo implorante.
“Certo, volevo solo essere sicuro che stessi bene” risponde Dawson,
preoccupato.
“Non preoccuparti. Starò bene” dice lei, sorridendogli.
Comincia ad allontanarsi ma poi gira su stessa e afferra la mano di lui.
“Grazie” sussurra, stringendogliela prima di andare via, continuando
a guardare dietro di se mentre si chiude la porta alle spalle.
Di nuovo nella navata della chiesa, dove le persone aspettano l’inizio
della cerimonia.
La cerimonia è stata rimandata di almeno venti minuti e le persone camminano
qui e là, mescolandosi fra loro mentre aspettano. Jack ed Audrey chiacchierano
animatamente con Grams e molte altre persone, compresi Bodie e Dawson. Pacey
siede lì vicino ma sembra leggermente annoiato. Si guarda attorno e un
sorriso si forma sul suo viso.
‘Le mie due bionde preferite’ pensa mentre cammina verso Andie
ed Amy, che sono sedute da sole nel banco. Andie sta chiacchierando con Amy,
che sta in piedi sulle sue ginocchia, di fronte a lei, come se fosse sua pari.
È completamente cotta della ragazza dal primo sguardo e si vede.
“Lo sai Amy, ammiro il colore dei tuoi capelli, è completamente
naturale e ti si addice” dice Andie con un sorriso in parte serio “ed
è perfettamente intonato con il tuo completo. Il tuo stile è impeccabile”
Andie si guarda intorno proprio in quel momento e vede Pacey camminare verso
di loro. Amy ridacchia in risposta e indica Pacey “Si, dolcezza è
lo zio Pacey. Adesso non flirtare con lui. Ha già un ego abbastanza grande,
se è per questo. Non ha bisogno che la ragazza più carina della
festa penda dalle sue labbra” ride Andie mente Amy è sempre più
eccitata man mano che Pacey si avvicina a loro.
“Ha ha, divertente” dice lui ed Amy gli sorride apertamente “Come
sta il mio piccolo mostro preferito?” ridacchia Pacey mentre si china
per abbracciare Amy.
“A.C.!” grida Amy deliziata.
“A.C?” indaga Pacey mentre la abbraccia e la bambina cerca di spostarsi
carponi sulle ginocchia di Pacey, mentre lui si siede accanto a loro.
“Penso che stia dicendo il tuo nome” risponde Andie, porgendogli
Amy “Amy è una donna di buon gusto. Credo che stia cercando di
inculcare un po’ di classe nel tuo nome”
“Tu credi che ‘A.C.’ sia meglio di Pacey?” chiede lui
con una certa incredulità.
“Beh, sai esiste un ‘A.C. Greene’ che gioca a basket”
dice Andie.
“Da quando hai cominciato a seguire il basket?” chiede Pacey
“Ci sono talmente tante cose che non sai di me” dice Andie con
un sorriso malizioso. Pacey ci pensa su, e poi si gira verso Amy dicendo “Tua
zia Andie ha guadagnato un punto. Io non so tutto di lei e se ti piace ‘A.C.’
più di ‘Pacey’, allora io sono zio AC”
“AC!AC!AC!” urla Amy felice.
“Shhhhhhh” mormora Andie sia ad Amy che a Pacey “Questa è
una chiesa, dobbiamo assolutamente mantenere un po’ di decoro” il
tono è severo ma i suoi occhi sembrano sorridere, pensa Pacey.
Pacey mette Amy a terra e si raddrizza. Guarda Amy mentre parla con Andie “Pensi
mai a quanto sia strano avere una nipote in comune? Chi l’avrebbe detto
che i congiunti in comune sarebbero stati Jack e Doug” continua.
“Si, sembra che siamo destinati ad incontrarci in eterno. Sai, per il
compleanno di Amy e cose simili” dice con un cenno della mano.
“Si, siamo condannati dal destino” ride lui “Quindi…che
mi piaccia o no sei di nuovo nella mia vita, hum?” chiede scherzosamente.
“Che razza di modo per dirlo, Witter” dice Andie con espressione
fintamente seccata, prima che scoppino entrambi a ridere.
“Avrei solo voluto esserci per Jen” dice Andie, lo sguardo annebbiato
al ricordo “Sono dovuta partire così presto. Pensavo che avrei
potuto tornare in tempo per rivederla. Ma non è andata così”
“La vita è troppo breve” risponde Pacey “E’
una lezione che sembra io debba reimparare in continuazione”
“Ovvero?” indaga Andie, guardandolo intensamente mentre lui gioca
con le piccole dita di Amy
“Jen mi manca ancora e non riesco a credere che non ci sia più”
dice con semplicità.
“Non ti riferisci ad altro?” chiede Andie, e lui alza la testa
per guardarla.
“Se questo è il tuo modo non proprio sottile per chiedermi di
Joey allora, si, mi riferivo anche a lei” dice Pacey con un sospiro “Jen
mi dissi semplicemente di mollare la presa e cercare la felicità in me
stesso. Ma idiota che non sono altro, io ho deciso di correre di nuovo dietro
a Joey. Sembro incapace di accettare un consiglio, anche quando viene da Jen”
“E adesso?” sollecita Andie.
“Ora che ho avuto il tempo di rifletterci, capisco che ho continuato
a rimanere completamente immerso nel passato, che ho ricordato solo le cose
buone, trovando conforto in esse anche quando le cose andavano male. Ho convinto
me stesso che Joey era stata l’unica cosa valida della mia vita. E questa
era solo un’illusione. Ma ora so che non ero veramente felice con Joey
e che lei non era felice con me. Ora, con il senno di poi, so che dopo la morte
di Jen avevo solo paura di lasciare ogni cosa, Joey compresa. Penso di aver
voluto credere di essere ancora al liceo, che la vita fosse semplice e che nessuno
dei miei amici sarebbe cambiato e mi avrebbe lasciato indietro”
“Una dichiarazione davvero coraggiosa da fare davanti ad una ex del liceo”
dice Andie con un sorriso ironico.
“Penso che fossi spaventato di scoprire chi sono senza l’ossessione
di Joey” Pacey riflette “Guardo indietro al passato e mi chiedo
se volevo Joey perché lei voleva Dawson ed io ero geloso di quello che
avevano” continua “Qualcosa che pensavo non sarei più riuscito
ad avere dopo che tu e io abbiamo chiuso, sai?”
Andie si limita a guardarlo, un sorriso triste sulle labbra.
“Ero stupido” dice Pacey con un sorriso “e forse lo sono
ancora, ma c’è qualcosa nel modo in cui Joey ti guarda e nel modo
in cui ti parla. Ci sono semplicemente cascato – con tutte le scarpe –
anche se sapevo che erano solo parole. Credo che sia per questo che fa il redattore,
è brava con le illusioni e sa esattamente cosa dire. Ma adesso sono veramente
felice che sia finita” sospira Pacey “Ho bisogno di andare avanti
e di normalità. Non so come ma stare con Joey era una cosa tossica per
entrambi”. Un gradevole silenzio scende tra loro.
“Voglio imparare di nuovo ad essere completo” dice Pacey all’improvviso,
raddrizzando le spalle con determinazione “E senza Joey e la nostra malsana
relazione, ci sto finalmente riuscendo”
“L’inizio dell’età adulta” dice Andie “Congratulazioni”.
Lui le lancia una finta occhiataccia prima di riprendere a parlare.
“Continuo a ripensare a quello che mi hai detto una volta” dice
Pacey “Che eri orgogliosa di me per essermi diplomato. Tu sei stata l’unica
che me lo abbia mai detto”. Si scambiano un sorriso e poi, senza distogliere
gli occhi da lei, Pacey aggiunge dolcemente “Tu mi stupisci, Andie McPhee”
Andie ride, sorpresa a questa affermazione, ma anche molto lusingata “E
perché?”
“Perché con te, io dico cose che altrimenti non sono capace di
esprimere a parole. Prima sono solo idee che vagano nella mia mente. Voglio
dire, tu rendi sensato il mio dialogo interiore!” Lui sorride alla sua
risata “Ma penso che tu sia sempre stata capace di farlo”
“Lo pensi o lo sai?” chiede lei, alzando un sopracciglio.
Pacey ci riflette un momento “Veramente, lo so”
“Allora quando ritornerà l’affascinante mascalzone –
il vero Pacey Witter, cioè ‘AC Witter’?” continua Andie.
“Penso che possa avere una possibilità se balla con le due bionde
più carine del ricevimento” dice Pacey guardando Andie ed Amy “Che
ne dici Amy, riserverai un ballo per lo zio AC?” le chiede con la serietà
riservata ad un adulto.
“AC!” grida Amy mentre sporge la manina verso la bocca di Pacey
e torce il suo labbro inferiore, facendogli fare una smorfia.
“Si, io dico che il tuo fascino potrebbe essere ritornato” dice
Andie ridendo.
“E’ il portafortuna” dice Pacey.
“Non andrei così lontano” ribatte Andie “Dopotutto,
anche se Amy è una donna con un gusto perspicace, lei non ti ha ancora
visto ballare”
“E che mi dici di te, Andie? Mi riserverai un ballo per aiutarmi a rinnovare
il mio portafortuna?” chiede Pacey.
“Vedremo. Potrei avere un’offerta migliore, ma chi lo sa? Succedono
strane cose” lo stuzzica.
“Non vedo l’ora” dice Pacey, cercando di sfuggire di nuovo
alle mani di Amy.
Ancora dentro la chiesa, poco più in là.
Il canone in re di Pachebel fluttua nell’aria mentre Dawson scruta la
chiesa. I banchi sono decorati da festoni di fiori colorati e garza bianca.
‘Sembra che la chiesa sia tornata alla vita grazie all’amore’
pensa. ‘Sto cominciando a diventare stupidamente sentimentale come il
mio staff di scrittori mi accusa di essere’ rimprovera se stesso ‘ma
ci potrebbero essere un paio di buone scene che posso rubare per il mio show’
pensa con ironia.
Dawson alza gli occhi e vede Joey che lo osserva con espressione divertita.
“Hai scritto in faccia che stai pensando al lavoro” ride lei mentre
gli si avvicina “Sto morendo dalla voglia di sapere esattamente cosa stai
architettando in questo momento. Puoi darmi qualche spoiler? Metterai tutto
in un episodio futuro, la damigella nervosa che sta fa impazzire tutti?”
chiede, sorridendogli.
Anche Dawson sorride e la guarda “Bene, questa discussione dovrà
essere rimandata a dopo la nostra passeggiata tra i banchi”. Voleva fare
una battuta ma, qualcosa a proposito dell’essere in questa chiesa con
Joey al proprio fianco, sembra richiamare possibilità dimenticate e lui
arrossisce leggermente al proprio commento.
Joey guarda in basso per un momento, deglutisce e aggiunge rapidamente “Beh,
è ora che lo spettacolo cominci. Torno fra un attimo, va bene?”
dice, alzando di nuovo la testa.
“Ti aspetterò” dice Dawson sorridendole e lei ricambia il
sorriso. Non si muove, qualcosa la inchioda al suolo mentre guarda Dawson. Poi
si gira velocemente e si dirige verso l’ingresso della chiesa per parlare
con Bodie.
Dawson cammina verso l’ultimo banco e si siede, annuendo educatamente
verso le persone sedute vicino. Poi, l’attenzione di tutti è attratta
verso l’ingresso della chiesa.
Inizia la musica del corteo e Lily comincia a lanciare i fiori sul pavimento,
completamente concentrata. Dawson ride fra se, mentre alcuni ospiti lo fanno
apertamente. Lily ha preso molto sul serio quello che Joey le ha chiesto di
fare, ossia lanciare fiori ogni due passi. L’intervallo è esattamente
di due passi – beh, per quanto può essere esatta una bambina. Alex,
più grande e smaliziato, convive con la responsabilità di portare
l’anello con minore solennità.
Compare Joey, camminando serenamente lungo la navata. Dawson la osserva, un
sorriso crescente, e Joey trattiene il suo sguardo mentre avanza verso di lui.
Pensa che è bella. Joey pensa che lui sembri più grande ed è
parte divertita, parte impressionata alla capacità di lui di guardare
dentro la sua anima. Con il suo caratteristico mezzo sorriso, lei cammina al
suo fianco e per un momento si fissano, un sorriso all’angolo della bocca.
È uno dei loro momenti di perfetta comprensione e benessere. Poi la loro
attenzione ritorna alla cerimonia.
Presto comincia la marcia nuziale e Mike cammina orgogliosamente accanto a
Bessie lungo la navata. Dawson sente Joey accanto a se cambiare posizione e
si gira a guardarla. Vede che ha le lacrime agli occhi.
Dawson si sporge e le sussurra all’orecchio “Non fare la femminuccia
adesso. Josephine”. Joey sorride e si piega più vicina a lui. Dawson
le cinge la vita con un braccio e ride dolcemente. Joey si appoggia a lui e
mette la testa sulla sua spalla mentre seguono la cerimonia, felici e assaporando
quel momento.
Bessie si gira verso Bodie e dice “So che abbiamo deciso di non pronunciare
dei voti speciali ma ho trovato questo antico poema Apache e sono stata aiutata
da un esperto” lancia un’occhiata in tralice a Joey “C’è
qualcosa che voglio leggerti” si impappina. Rivolgendosi a lui comincia
a leggere:
"Si allunga lontano dietro noi, e il futuro giace davanti--
Una strada lunga e difficile dove ogni curva è una nuova scoperta
Antiche speranze, recenti risate, lacrime comuni,
La nostra avventura è appena cominciata
La musica del ruscello ci scorre accanto mentre danziamo
e volteggeremo insieme
E guarda la strada che abbiamo fatto per arrivare qui--
Al tempo della nostra gioia.
Si allunga lontano dietro noi, e il futuro giace davanti--
Una strada lunga e difficile dove ogni curva è una nuova scoperta
Antiche speranze, recenti risate, lacrime comuni,
La nostra avventura è appena cominciata"
Bessie ha un’espressione serena in viso mentre legge per Bodie, gli occhi
colmi di lacrime. Bodie è anche lui vicino alle lacrime, e sa che non
riuscirebbe a parlare anche se lo volesse. Tanti anni spesi accanto a questa
donna e lui la ama ancora moltissimo.
Joey guarda Dawson, cercando di leggere la sua espressione. Ha dato una mano
a scrivere il poema pensando alla loro connessione, al loro legame indissolubile
e a quello che la loro amicizia, un’araba fenice, significa per lei. Dawson
vede le lacrime che brillano nei suoi occhi e le asciuga con il pollice come
ha fatto alcuni mesi prima lungo il fiume.
Mentre ascolta le parole che Joey ha scritto, sente che lei non parla solo
di Bessie e Bodie, ma dell’amore in genere. Dei sentimenti intensi che
crescono più forti e profondi dopo aver superato circostanze avverse.
Perché questo è l’amore. E il poema lo spiega meravigliosamente.
“E’ stato incredibile” sussurra DAwson e Joey gli sorride
radiosa, tornando ad appoggiare la testa alla sua spalla.
Il celebrante pronuncia ancora poche parole, e proclama Bodie e Bessie marito
e moglie. Bessie e Bodie si baciano e si girano per salutare i loro invitati.
‘Che momento perfetto!’ pensa Joey.
Ricevimento di nozze al B&B
Sotto un cielo inaspettatamente chiaro e azzurro per la fine di novembre, Bodie
e Bessie siedono ad un tavolo, in posa per la foto di nozze, Dawson e Joey con
loro. Bessie sembra molto felice. Lei e Bodie si baciano e ridono, con sommo
disgusto di Alex. Gale e John si uniscono al gruppo e Bessie chiede loro di
fare una foto insieme. Tutti sembrano divertirsi.
Pochi tavoli più in la, Pacey e Andie osservano lo spettacolo. Soprattutto
Dawson e Joey.
“Sembrano in intimità” sottolinea Andie “Proprio come
ricordavo”.
“Si” risponde Pacey con un cenno della testa “Certe cose
non cambiano mai”.
Pacey li osserva parlare, ridere, e in sostanza godersi la compagnia reciproca.
Per la prima volta, tutto ciò non lo turba affatto.
Mike si unisce al gruppo e, in piedi tra Bessie e Bodie, sorride posando per
altre fotografie.
“Il padre prodigo è tornato” osserva lui “Un’altra
volta”.
“E allora?” chiede Andie
“Sarebbe un’ironia fuori luogo se io gli chiedessi di gestire l’Icehouse
mentre sono via?”
Andie strabuzza gli occhi.
“Beh, rientrerebbe con pieno diritto nella categoria ‘punto di
partenza’” commenta lei “Finchè non lo brucia completamente
stavolta”
Pacey ride senza volere “Non credo che questo sarà un problema!”
riesce a dire alla fine. “Quindi, pensi che sia una buona idea?”
Lei gli sorride.
“Beh, lui sa di sicuro come gestire gli affari” riflette lei, pensierosa.
“Si. È stato lui ad avere l’idea del catering quando è
tornato la prima volta. E per quello che so, ha lavorato nel campo della ristorazione
negli ultimi anni”
“Bene, se tu pensi che sia una buona idea, è una buona idea”.
Pacey e Andie si sorridono brevemente, mentre Audrey viene verso di loro. Si
siede, interrompendo, senza saperlo, il momento.
“Questo posto è il regno della depressione” brontola “Pensavo
che questa fosse una festa”.
“E’ un ricevimento di nozze Audrey” la corregge Andie, sorridendo.
“Sai, è una specie di festa, una festa di felicitazione”.
“Senti chi parla, l’esperta di matrimoni! Pensavo che li odiassi”
chiede Pacey. Andie si limita a ignorarlo, però sorride.
“Ma è previsto che si balli, giusto?” chiede Audrey.
“Alla fine!” risponde Pacey.
“Alla fine? Perché non adesso?” fa il broncio e Andie ride.
“Tu conosci la teoria di ‘Footlose’ vero?” chiede Andie.
“Oh no!” si lamenta Pacy “Ancora la teoria di ‘Footlose’!
“
Andie ridacchia mentre Audrey li guarda confusa, non capendo una parola di
quello che dicono.
“Te lo spiegheremo più tardi!” dicono Pacey e Andie all’unisono.
Audrey si limita a scrollare le spalle alzandosi e trascinando Pacey per la
mano, facendolo alzare a sua volta.
“Bene, nel frattempo faremo in modo che la festa cominci” lo informa,
trascinando con se un Pacey rassegnato mentre si dirige verso l’orchestra,
che sta accordando gli strumenti. Andie osserva, ancora dubbiosa su quello che
Audrey sta per fare, ma abbastanza sicura di indovinarlo. ‘Questa ragazza
è terribile’ pensa, scuotendo la testa divertita.
Jack si aggira attorno al tavolo centrale, dove sono rimasti solo Bodie e Bessie.
Ha Amy in braccio, che guarda gli sposi curiosa.
“Congratulazioni ragazzi!” dice “Non c’è stato
il minimo intoppo. Oppure si. A buon intenditor…”
Bessie ride mentre Bodie stringe la mano libera di Jack.
“Grazie Jack!” risponde lei. “Grazie Amy” continua,
facendo le coccole alla bambina che cerca di afferrare uno dei fiorellini nei
suoi capelli “Comunque, ci è dispiaciuto sapere quello che sta
succedendo” simpatizza, scompigliando i capelli di Amy.
Jack sospira “Si, anche a me” mormora “Mi sento come se stessi
tradendo Jen, come se la stessi perdendo daccapo”
“C’è qualcosa che possiamo fare?” gli chiede Bessie.
In quel momento, arriva Grams per fare le congratulazioni alla coppia “Una
cerimonia meravigliosa!” esclama, abbracciando Bessie “Dovete essere
molto fieri. Dio sa quanto c’è voluto!”.Bodie le lancia uno
strano sguardo, e così Bessie e Jack.
“Non si possono insegnare trucchi nuovi ad un vecchio cane sapete”
dice Grams impassibile. E tutti ridono.
Lei mette un braccio attorno alle spalle di Jack “Ti senti bene,Jack?”
“Me la cavo” risponde lui, tenendo stretta Amy.
“C’è niente che possiamo fare per aiutare?” domanda
Bodie.
“Grazie” risponde grato Jack “Ma questa è la vostra
giornata…non voglio che vi preoccupiate per me”.
“Sciocchezze! Siamo tutti un’unica famiglia” lo corregge
Bessie “Andiamo…siediti”.
Riluttante, Jack si siede al tavolo. Sembra che questa sia una partita che
riesce a vincere. Presto i quattro sono profondamente immersi in una conversazione…
Più tardi sempre al ricevimento
Bessie e Bodie sono seduti al tavolo centrale, parlano e osservano i loro ospiti
divertirsi. Audrey è riuscita finalmente a far ballare tutti e a godersi
il ricevimento. Bessie ripensa alla nascita di Alex nel soggiorno dei Leery…non
avrebbe mai immaginato allora che sarebbe arrivato un giorno come questo. Tante
delle persone che anni prima a mala pena le rivolgevano la parola, si sono ricredute
e hanno capito che lei è una persona per bene, una che vale la pena conoscere.
Il suo sguardo vaga attorno e si posa su Jack. Lui sta parlando con il resto
della ‘gang’ come chiamano se stessi. Sembra rilassato, più
di prima mentre discutevano la situazione di Amy. Ma lei sa che in Jack c’è
sempre più di quello che appare. Da quando si è trasferito a Capeside,
ha imparato a conoscere e apprezzare il ragazzo.
“Sono preoccupata per Jack, Bodie” sospira Bessie “Non è
giusto che possa perdere Amy”.
“Lo so” conviene Bodie, pensando ai suoi stessi sentimenti per
il proprio figlio e comprendendo le paure di Jack. “So che la polmonite
è stata una cosa molto grave ma è qualcosa che potrebbe succedere
a tutti. Proprio non capisco perché ne fanno un affare di stato. Come
se lui non soffrisse abbastanza vedendo la bambina così”.
“Si. Ma lui è gay e gli assistenti sociali non lo lasceranno in
pace finché non sarà dimostrato che è il migliore dei genitori
per Amy” dice Bessie, un po’ arrabbiata. “Ho avuto problemi
simili con loro per Joey. Ero sua sorella ma avevo poco più dell’età
necessaria per esserne tutore e mi hanno reso la vita un inferno fino a quando
non sono riuscita a dimostrare che lei doveva stare con me” Bessie continua
“Pensi che ci sia un modo qualsiasi per aiutarlo?” e guarda suo
marito speranzosa.
“Non lo so, tesoro. Vorrei che ci fosse” risponde Bodie.
“Comunque, sai dov’è Doug?” chiede Bessie, scrutando
la folla alla sua ricerca.
“Si, mi ha detto che avrebbe fatto tardi. Doveva finire il suo turno
alla stazione di polizia. Ma subito dopo verrà qui”.
“Bodie, pensi che se facessimo domanda di affidamento, ci lascerebbero
crescere Amy? Se dovessero portarla via a Jack intendo” chiede Bessie,
guardandolo con un’espressione di profonda preoccupazione.
Bodie la osserva, scioccato “Che vuoi dire?”
“Esattamente quello che ho appena detto. So che non sarebbe lo stesso,
ma potrebbe essere l’unica possibilità per Jack di stare vicino
ad Amy. Se lei fosse con noi” spiega Bessie.
“Beh, penso che sia una grossa decisione, Bess. Sei sicura?” chiede
lui, un po’ esitante “Come minimo vorrebbe dire un altro bambino,
anche se solo per un po’, fino alla decisione definitiva sul destino di
Amy”.
“Si, sono sicura. Ci sto pensando da quando Jack ci ha detto che potrebbero
togliergli Amy. Voglio farlo davvero” dice, guardandolo quasi supplicante
“Voglio aiutare Jack”.
“Okay. Possiamo parlare con Doug più tardi e vedere lui che ne
pensa” dice Bodie, pensieroso.
Bessie, annuisce, felice “Dobbiamo provare. Quando penso ad Amy che va
con degli estranei…non voglio pensarci” lei si interrompe quando
vede suo padre che si avvicina a loro.
“Ciao papà”.
“Ciao, tesoro. Bodie” fa un cenno della testa a suo genero e Bodie
alza il bicchiere verso di lui bevendone un sorso. “Il ricevimento va
benissimo. Tutti sembrano goderselo” dice Mike, guardando attorno a se
le persone che ballano e ridono.
“Si, è meraviglioso vederli divertirsi” concorda Bessie,
annuendo “E tu? Ti stai divertendo tu?”
“Si, molto” dice Mike sinceramente “Era da tanto che non
mi divertivo così”.
Mentre parla, si avvicina Pacey. È finalmente riuscito a liberarsi di
Audrey, arrivando a pregarla, con gran divertimento del resto del gruppo, di
concedergli una pausa dopo quello che gli è sembrato il centesimo ballo.
Finalmente raggiunge il tavolo centrale.
“Ehi! Come stanno la bella sposa e suo marito?” li saluta, sorridendo.
“Ciao, Pacey. Benissimo, grazie” dice Bessie, sorridendo radiosa.
“E tu? È da un po’ che non parliamo”
“Si, lo so. Sono stato occupato. Ma sto benissimo” risponde allegramente
“Amo il mio lavoro a New Orleans”
Mike lo guarda “E l’Icehouse? Ci sono stato qualche giorno fa.
Non sapevo che ora lo gestissi tu”
“Veramente, lo possiedo. Ma ho avuto qualche problema e quando mi è
stata offerta questa opportunità a New Orleans…non potevo fare
altro che coglierla. Lance, uno dei miei impiegati, gestisce il ristorante per
me ora” spiega Pacey.
“Ah, capisco. Mi piacciono i cambiamenti che hai fatto. Ma ho visto piccole
cose…potrebbe andare meglio con il personale” dice Mike “Ma
è il tuo ristorante. Non voglio intromettermi, quindi…” alza
le mani con un gesto di scusa.
“Oh, no, prego. Veramente mi piacerebbe che si intromettesse. Qualsiasi
suggerimento è ben accetto ora che io non sono qui a controllare di persona”
risponde Pacey sorridendo.
Continuano a parlare per un po’ dell’Icehouse, delle idee di Mike
e di Pacey. E più parlano, più Pacey si convince che Mike può
essere l’uomo giusto per gestire il ristorante.
Ingresso del giardino sul retro del B&B
‘Sono in ritardo. Scommetto che Jack non sarà molto felice’
pensa Doug mentre arriva finalmente al ricevimento di Bessie e Bodie. Strano
come il tempo sembri accelerare quando hai bisogno che rallenti.
Doug individua velocemente Jack e lo saluta con la mano. Jack si limita ad
annuire mentre Doug si avvicina. Doug conosce quello sguardo e cerca di prevenire
la discussione incombente piazzando un rapido bacio sulla fronte del suo ragazzo.
Si scusa subito “Mi dispiace, ero bloccato al lavoro. Sai, il crimine
non guarda in faccia nessuno” sorride a Jack. Jack, però, è
turbato e lo è stato per l’ultima mezzora.
“Il lavoro viene sempre prima di me, prima di noi” osserva Jack,
chiaramente irritato dall’uso continuo del lavoro come scusa da parte
di Doug. Doug sospira. Sempre la solita storia. Sembra che non riescano a trovare
un accordo sui doveri di Doug e sul loro influsso sulla loro vita quotidiana.
Grams, sollecita come sempre quando si tratta della felicità di Jack,
intercede dicendo “Jack, un po’ di comprensione è d’obbligo,
non credi?”. Né Jack né Doug si sono accorti prima della
sua presenza o che lei si è avvicinata. Ed entrambi, soprattutto Jack,
sembrano imbarazzati per essere stati colti a iniziare un’altra delle
ormai abituali discussioni. “Piccole cose come arrivare in ritardo devono
essere perdonate quando ci sono preoccupazioni maggiori” continua Grams
indicando con la testa Amy.
Jack sospira. Lo sa. “Si, ci sono cose più importanti” dice
in modo piuttosto contrito. Doug guarda Grams e le invia un silenzioso ringraziamento.
Grams gli mette una mano sulla spalla e si avvia in un’altra direzione.
Pacey va a salutare Doug. Parlano del più e del meno. Poi lui nota che
Joey è da sola, in piedi accanto ad uno dei tavoli. Cammina verso di
lei. ‘E’ il momento di afferrare l’occasione per una chiacchierata
in privato’ pensa. Fino a poco prima, lei stava ballando insieme al resto
del gruppo, ma ora si limita a guardare in disparte. Mentre sorseggia il proprio
bicchiere di champagne, osserva le coppie danzare volteggiando attorno al prato.
Nessuno sembra avere un pensiero al mondo, neanche lei.
“Ciao” saluta Pacey.
“Ciao a te” risponde Joey.
“La festa è un successo strepitoso e la cerimonia è stata
indimenticabile” Pacey fa un largo sorriso.
“Grazie” dice Joey “C’è voluto tanto ad organizzarle.
Sono felice che ce l’abbiamo fatta” e gli sorride tranquillamente.
“Lo credo” una pausa “Hai fatto un buon lavoro con il poema
che ha letto Bessie” nota Pacey.
“Non avrei mai immaginato che mia sorella mi chiedesse di aiutarla in
una cosa del genere, ma l’ha fatto” risponde Joey.
“Perché pensavi questo?” chiede Pacey curioso. Lei scrolla
le spalle “Era una cosa molto sentimentale – in certe culture, sarebbe
considerata sdolcinata, ma l’ha fatta, vero? Scrivere intendo”
Joey sorride. È come se avessero messo l’orologio all’indietro
e fossero di nuovo quindicenni. O anche diciottenni. Di nuovo nei giorni in
cui niente era loro più estraneo dei reciproci sentimenti romantici,
non importa quello che Pacey sostiene. Ma ora c’è una nota educata
e gentile nel loro sfottò. Niente incomprensioni o sentimenti nascosti
tra loro, a parte un’amicizia affettuosa, quasi di famiglia. Anche Pacey
se ne accorge.
“Penso che nascosto da qualche parte ci sia un complimento”
“Si, beh mi conosci, sono sempre stato eloquente” risponde Pacey.
“Si, quando il tuo piede non è ficcato giù per la tua gola”
ribatte Joey.
Pacey sorride apertamente. È vero. Per quanto provi ad essere l’uomo
del giorno, dentro è lo stesso stravagante che è sempre stato.
Per lo meno quando si rilassa con gli amici. I veri amici, quelli con cui non
deve fingere. E questo invece di metterlo a disagio come quando aveva quindici
anni, lo fa sentire bene.
“Allora, adesso che abbiamo stabilito che non ci odiamo” dice Pacey
“Che combini in questi giorni?”
“Niente di particolare” si sottrae Joey.
“Niente di particolare?” chiede Pacey “Tergiversare non ti
si addice, Potter”
“Tergiversare? Non credevo che conoscessi il termine” dice Joey
cercando di cambiare argomento.
“Si, ecco, Dawson mi ha comprato un dizionario tempo fa. Si era accorto
che avevamo problemi di comunicazione e ha pensato che sarebbe stato d’aiuto”
dice Pacey allegramente “Veramente lo uso di tanto in tanto”.
Joey sospira. Okay, se vuole davvero riguadagnare la sua amicizia, dovrà
essere onesta con lui. E perciò, la prima cosa da fare è mettere
in chiaro tutto quello che riguarda il loro passato insieme. Joey lo guarda
dritto negli occhi. “Vuoi davvero sapere che cosa combino ultimamente?”
Pacey fa segno di si con la testa. Lei respira profondamente e poi espira,
in attesa che lui rida di lei o qualcosa di simile.
“Sono in terapia”
“Terapia?” chiede Pacey incredulo “Perché? Da quanto?”
“Sono parecchi mesi ormai” risponde con fermezza.
Pacey è sbalordito “Perché non me l’hai detto?”
Joey lo guarda e alla fine dice “La nostra relazione era…lo sai,
entrambi vivevamo su pianeti separati e fingevamo di stare nella stessa stanza.”
“Oh, intendi gli inganni parte integrante del ‘noi’?”
chiede Pacey con un sorriso. Non c’è recriminazione o dolore. C’è
solo naturalezza da entrambe le parti, una vera, genuina preoccupazione di andare
avanti e ritornare amici.
“Gli inganni parte integrante del ‘noi’” ripete Joey.
“Dai, Joey” dice Pacey “C’è sempre stato uno
schema ricorrente nella nostra incapacità di essere sinceri l’uno
con l’altra e con noi stessi. Ripensaci, lo farò anch’io”
“Oh, vuoi dire io che ho mentito a te sull’aver mentito a Dawson
sulla gita in montagna?” chiede alla fine Joey pensierosa.
“O io che non ti ho parlato della mia escursione di pesca con Doug”
continua Pacey.
“O di come ero spaventata quando ho creduto di essere incinta ma non
te l’ho detto, se non molto tempo, dopo quando non importava più.
O del mattone della casa di Hemingway che ho preso per Dawson durante l’estate
in barca” continua Joey.
“Quello era per Dawson? Quel pesante pacco che ha quasi aperto una falla
sul ponte della mia barca?” dice Pacey.
“Si” risponde Joey “Credo di non avertelo mai detto”
afferma con innocenza e Pacey la fissa. “Hai ragione, c’è
senz’altro una rete di inganni che sembriamo incapaci di spezzare quando
siamo insieme” dice Joey, sospirando.
“Se solo avessimo saputo allora quello che sappiamo adesso” dice
Pacey con un gran sorriso “Saremmo di sicuro andati in opposte direzioni.
Quindi, quello che voglio dire è che capisco perché non me lo
hai detto. Avrei potuto pensare di essere il motivo per cui seguivi una terapia”.
“E non lo eri. Beh, forse in parte lo eri. Ma solo perché è
così che è cominciato tutto. Si supponeva che io fossi felice,
veramente felice…ma non lo ero. E come avrei dovuto dirtelo?”. Pacey
annuisce mentre la osserva “E a parte questo, ci sono così tante
cose che devo risolvere ed essere felice è lo scopo finale. Ma la mia
felicità non dipende da te e non deve dipendere da nessun altro se non
da me stessa” finisce lei.
“Sai quello che mi hai detto una volta, che io ricordo soltanto le volte
che ti sei allontanata da me?” lei annuisce “Beh, ti sbagliavi.
Nelle ultime settimane, ho ricordato molto più di questo. E lascia che
te lo dica, non mi ha fatto stare male o cosa. Sono felice che abbiamo quello
che abbiamo.” Lei gli sorride con dolcezza “E, ehi, almeno stavolta
non mi hai detto che non lo senti” aggiunge allegramente.
“E tu non mi hai umiliato in pubblico, dicendomi che ti facevo sentire
una nullità” ribatte lei, arricciando il naso.
“Wow, continuiamo a migliore ogni volta, vero?” Pacey ride, stupito
che riescano a portare avanti una conversazione del genere.
“Se qualcuno mi avesse detto cinque mesi fa che saremmo stati qui a scherzare
su questo…” Joey scuote la testa “L’avrei mandato al
manicomio più vicino”.
“Lo so. Anch’io”
Silenzio “Ma sono felice di come stanno le cose ora. E sono felice che
tu abbia deciso di rimanere nella mia vita ed essere mio amico” dice Joey
in tono sincero.
“E un amico molto buono, bada” dice e lei ride. Proprio allora
gli occhi di Joey si posano su qualcuno di fronte a lei, dietro le spalle di
Pacey. Pacey si gira e vede Dawson. Poi torna a guardarla, un’espressione
consapevole in viso.
Lei gli sorride timidamente e china la testa, concentrandosi sul proprio bicchiere.
La scena sfuma su…
Dal lato opposto del giardino, Dawson e Gale osservano i due. Dawson con un
sorriso leggero e sereno. Proprio allora Joey lo guarda e sorride. Dawson sorride
in risposta.
“E’ carino, sai” dice Gale, prendendolo sotto braccio. Lui
si gira.
“Cosa?” chiede.
“Vedervi tutti quanti qua in giro, senza pensieri e felici per una volta”.
“Oh, questo” Dawson ridacchia “Si, era ora. Niente incomprensioni,
niente angoscia…”
Gale sta per dire qualcosa a proposito del niente angoscia ma decide di non
farlo.
“Quindi questo non ti crea problemi?”
“Questo?”
Gale indica Pacey e Joey, che stanno ancora parlando.
“Oh si” risponde lui “Non mi crea problemi che loro siano
amici. Non mi disturba affatto. Veramente, penso che sia la cosa migliore che
possa accadere se lo vuoi sapere”
“Com’è maturo da parte tua” commenta Gale.
“Beh” lui scrolla le spalle “Tutti dobbiamo crescere prima
o poi, no?”
(“Joey Girl” di Binge comincia in sottofondo)
Gale gli sorride.
“E che mi dici di te e Joey?” chiede alla fine “Passate molto
tempo insieme. Si smuovono le acque?”
All the things that we've been through
And all the things we didn't do
The colors fade
The seasons change
And all the time I've waited here for you
Dawson ridacchia alla metafora.
“Non un’altra volta…” si lamenta. Gale lo guarda innocentemente
“Noi siamo amici, mamma” le assicura “Solo amici”.
“Certo” dice Gale “Come eravate ‘solo amici’
quando lei aveva una cotta per te al ginnasio? O come quando tu ti sei trasferito
a Boston per lei? Per quanto ricordi eravate ‘solo amici’ anche
quella volta che siete andati a letto insieme” dice Gale con espressione
di chi la sa lunga.
All the things that I should have done
To all the wars we've never won
The stars will fall
The leaves will change
My love for you will always be the same
“E’ successo solo una volta in vent’anni che la conosco, mamma”
ricorda lui, agitando la mano come se fosse una cosa senza importanza “Non
succederà mai più. Noi siamo oltre tutto questo”
“Oltre tutto questo?” Gale si lascia sfuggire una breve risata,
e Dawson la guarda con espressione sconcertata “Voi due siete giovani,
single, e vi siete amati in più modi diversi di quanti io riesca a immaginare,
e tu pensi che siate oltre il sesso?”
Joey, my arms are open for you
Joey, you know that you are mine
Joey, you know that I adore you
Joey girl, someday I'll make you mine
“Mamma…” sospira Dawson.
“Okay, Okay. Voglio solo che tu abbia la felicità che ti meriti”
“Io sono felice. Amo questo nuovo progetto in cui sono impegnato, ho
appena cominciato una nuova vita a New York vicino ai miei amici e alla mia
famiglia…”
It seems to me that I've been here once before
Can't you see that it's all worth fighting for
You used to come in through my window
But I can't wait here anymore, Joey girl...
“Sai quello che si dice?” chiede Gale, interrompendolo “A
volte le cose accadono quando meno te lo aspetti. Qualcosa mi dice che alcuni
‘amici’ saranno nel tuo futuro, Dawson”.
All that signs that I misread
All the things I should have said
They haunt me now
But things will change
My love for you will always stay the same
Lui le sorride e scuote la testa. Le madri. Non cambiano mai. Tuttavia, guarda
verso Joey. Le parole di Jack gli echeggiano nella mente ‘Dimmi che non
ci hai pensato. Tu e lei, nella stessa città…’. Proprio allora
Lily spunta dal nulla correndo.
“Andiamo Dawson!” lo incalza, afferrandolo per la mano “Voglio
ballare!”
Dawson ridacchia.
“Spero di reggere!” scherza “Non sono più giovane
come una volta. Mamma?”
“Avanti!” Gale lo spinge verso la pista da ballo e guarda con un
sorriso Dawson che fa girare sua sorella. Lì accanto, Joey li osserva
con un sorriso.
Joey, my arms are open for you
Joey, you know that you are mine
Joey, you know that I adore you
Joey girl, someday I'll make you mine
I'll make you mine
Nel frattempo, di nuovo dall’altra parte del giardino
“Ehi, posso parlarle per un secondo?” chiede Pacey a Mike.
“Certo Pacey” l’uomo più grande risponde mentre si
dirigono un po’ in disparte. Gli altri guardano Dawson e Lily ballare.
“Che succede?”
“Allora, sa che ho ottenuto questo lavoro a New Orleans, no?” chiede
Pacey e Mike annuisce “Beh, lavorare lì e comunicare per telefono
con la Icehouse rende le cose piuttosto difficili. Soprattutto perché
stiamo avendo delle difficoltà e io ho bisogno di qualcuno di cui possa
fidarmi davvero e che sappia come occuparsi di un ristorante. Non so per quanto
resterò a New Orleans e non ho intenzione di vendere il posto. Voglio
dire, ci ho dedicato un sacco di lavoro negli ultimi due anni. Quindi pensavo,
perché non assumere qualcuno che abbia l’esperienza per gestirlo?”
Mike lo guarda scioccato “Io? Tu vuoi che io gestisca la Icehouse? Pacey,
io…”
“E’ praticamente lo stesso ristorante” gli ricorda Pacey
“E’ quasi perfetto…non riesco a pensare a nessuno più
qualificato per il lavoro. Solo finché non lo brucerà, certo”
aggiunge a mo’ di battuta, anche se Mike sembra non accorgersene, mentre
riflette sulle parole di Pacey.
“Devo pensarci” dice, ancora stordito per l’offerta “Mi
rifarò vivo”
“Si prenda il tempo che le serve, Sig. Potter” risponde. I due
si stringono la mano prima di riunirsi al gruppo. Si fermano vicino ad Audrey
che, per una volta, sta semplicemente ascoltando una conversazione senza intervenire.
Lei si gira verso di loro e nota Mike.
“Ciao, io sono Audrey” si presenta “La compagna di stanza
di Joey al college”.
“Ah, si, ci siamo incontrati” le ricorda Mike “Natale 2002.
Ricordi?”
“Ah, non il mio momento migliore” risponde con una risatina “Ero
leggermente brilla quella notte”.
“Solo un po’” la stuzzica Pacey, premendo indice e pollice
fra loro e alzando le sopracciglia.
“Come ti pare” ribatte Audrey e Mike ride prima di scusarsi e andare
via.
“Allora, tornerai nella Big Easy, Pace?” indaga Audrey.
“Si, dopo un po’ di meritato riposo” risponde lui. “Credo
che mi mancherà avervi tutti attorno però”.
“Prometto che tornerò a trovarti ancora, presto” gli dice
Audrey. “Ci siamo divertiti l’ultima volta”.
Pacey sorride “Eccome!” concorda “Passerò qui il Ringraziamento
e Natale comunque”.
“Oh, fantastico. Ti vedrò allora. Penso di partecipare anch’io
alle festività locali. Non se ne ha mai abbastanza di Capeside!”.
Pacey ride “Se lo dici tu…”
Accanto alla zona dove si balla
(L’orchestra comincia a suonare “One of These Days” di
Michelle Branch)
Lily e Alex ballano insieme e sembrano seccati.
“Dai mamma. Possiamo smettere adesso?” dice Alex, guardando implorante
sua madre che li sta fotografando.
I didn’t notice
But I didn’t care
“Solo un altro po’, tesoro. Voi due siete adorabili insieme”
dice Bessie. E i due bambini la fissano.
Non lontano, Dawson e Joey stanno osservando la scena e sorridono.
“Li capisco. Può essere davvero seccante, ma sono davvero carini
insieme, vero?” Joey ridacchia, guardando Dawson.
I tried being honest
But that led me nowhere
I watched the station
Saw the bus pulling through
“Si. È strano come vola il tempo. Sembra ieri che tu e Bessie
siete apparse alla mia porta e lei stava per avere Alex” ricorda Dawson,
guardando Alex e sua sorella ballare.
“E’ vero” concorda Joey.
Restano così per un po’. Semplicemente insieme, condividendo uno
di quei piacevoli silenzi che sono parte della loro amicizia.
And I don’t mind saying
A part of me left with you
“Non sono sicura di volerlo di nuovo nella mia vita” dice Joey
all’improvviso. Dawson si gira verso di lei con uno sguardo interrogativo.
“Non sono sicura di essere pronta a riavere mio padre nella mia vita”
spiega lei.
Lui la osserva per qualche secondo prima di annuire.
“Ne hai parlato con lui?” chiede.
“Una specie” risponde lei.
“Una specie?”
“Beh, veramente gli ho gridato in faccia che non ha più voce in
capitolo nella mia vita” ammette Joey.
“Ouch. Ma, Joey, dire a tuo padre che non ha voce in capitolo nella tua
vita non significa dirgli quello che provi”
“Lo so, lo so. È solo che non sono sicura di rivolerlo. Ma non
sono neanche sicura di non rivolerlo” spiega Joey, sospirando. “Ha
un senso quello che dico?”
One of this days
I won’t be afraid of staying with you
I hope and I pray
Waiting to find a way back to you
‘Cause that’s where I’m home
”Si, eccome. So che ti ha ferito profondamente, Joey. Ma è sempre
tuo padre e tu continuerai ad amarlo, comunque. D’altra parte, questa
cosa ti mangerà viva: la rabbia, la delusione, il dolore” dice
Dawson dolcemente.
“Lo so Dawson. Ma non è così facile. Lo sai che non sono
una che perdona”
“Oh,si che lo sei.” le ricorda con decisione “Quante volte
ci siamo perdonati l’un l’altro?”
Lei riflette prima di protestare “Ma non l’abbiamo mai fatto di
proposito. E lui mi ha ferito molto con le sue azioni. Ha influenzato profondamente
la mia vita, soprattutto le mie relazioni” chiarisce Joey. Dawson solleva
un sopracciglio, curioso.
“Che vuoi dire?” chiede, interessato.
Did I make you nervous?
Did I asked for too much?
Was I not deserving one second of your touch?
“Ho capito adesso che il rapporto con mio padre ha condizionato ogni
mia singola relazione, specialmente con gli uomini. Lui è mio padre e
doveva amarmi incondizionatamente, proteggermi, esserci per me. E se n’è
andato. E non sto parlando della prigione. Sto parlando di andarsene con quella
bionda quando mia madre era malata, di non stare con noi durante tutto questo”
dice con tristezza “So che lui rimpiange quei giorni. Me lo ha detto tanto
tempo fa, ma resta che questo ha influenzato il modo in cui io mi relaziono
con tutti i maschi della mia vita”.
“Ma Joey, pensi veramente…” comincia Dawson.
One of this days
I won’t be afraid of staying with you
I hope and I pray
Waiting to find my way back to you
‘cause that’s where I’m home
“Sono spaventata…okay?” lo interrompe “Voglio dire,
se il mio stesso padre mi ha lasciato, cosa posso aspettarmi di diverso dagli
altri uomini? Ho scoperto che ho avuto sempre bisogno di essere…il centro
del loro universo, per così dire. Io devo essere sicura che non mi lasceranno
indietro. O se lo faranno, io devo lasciarli per prima” aggiunge, ridendo
con amarezza “E allo stesso tempo, ogni volta che trovo un uomo che sembra
amarmi veramente, io mi spavento. Penso che se gli permetto di entrare, se lascio
che sappia troppo di me, allora mi lascerà”.
Fa una pausa e guarda gli altri ballare senza vederli davvero. “Così
ho trovato molto più facile uscire con ragazzi che non conoscono il mio
vero io. Era più sicuro…e meno pauroso”. Dawson la osserva
in silenzio, consapevole che gli sta offrendo il proprio cuore. “Quindi
ho sempre convinto me stessa di aver trovato il ragazzo giusto ogni volta che
trovavo qualcuno che non mi conosceva per niente. Conoscevano solo la parte
di me che io mostravo loro e questo è stato il mio salvagente per tanto
tempo, sai? Perché così ero io ad avere il controllo della situazione.
Qualcuno che non sapesse perché ho una cicatrice sulla caviglia, o non
conoscesse il mio cibo preferito o non sapesse leggere i miei occhi, che non
potesse toccare la mia anima”
“Ho continuato a ripetermi che la bambina che era in me e che aveva sofferto
tanto era sparita, perché avevo una relazione fissa. Ma ad essere onesti,
non credo che quella bambina se ne sia mai andata perché non è
mai guarita” dice, mentre distoglie lo sguardo all’improvviso leggermente
sconvolta da se stessa. Il significato e il peso delle parole di lei aleggia
fra loro. Ha detto così tante cose in così poco tempo.
“Jo” dice Dawson, carezzandole la schiena per rassicurarla “Tutti
siamo spaventati dalle relazioni, sempre, e ci sempre saranno cose che nasconderemo
agli altri. Diavolo, perfino a noi stessi. Abbiamo tutti aspettative così
grandi quando si tratta dell’amore”, una pausa “Ma non ogni
ragazzo che incontri ti lascerà. Non ogni ragazzo che ti ama ti ferirà
di proposito. Anche se il potere di ferire viene con l’amore, con l’amore
viene anche la capacità di guarire. Credo che se ami qualcuno, devi trovare
il modo di fidarti di lui”
“Lo so. Uno sforzo di fede. So che hai ragione. E ci sto lavorando”
sorride debolmente. Per un momento si limita a guardarlo, il suo sorriso amorevole
e i suoi profondi occhi blu.
“Grazie, Dawson. Per esserci stato ogni volta che ho avuto bisogno di
te, per avermi ascoltato e per aver sempre saputo la cosa giusta da dire”
sussurra, incapace di distogliere lo sguardo dal suo intenso esame.
What would you do if I could have you?
Oh if I could
I’d let you feel everything I’m thinking
Wouldn’t that be nice?
“Grazie per avermelo lasciato fare. E per fidarti abbastanza da parlare
con me” le sussura in risposta.
Lei lo circonda lentamente con le braccia, seppellendo il viso contro il suo
collo. Sorpreso all’inizio, lui ricambia l’abbraccio e chiude gli
occhi. Si abbracciano strettamente, nessuno dei due vuole smettere. Joey trova
conforto nell’abbraccio di lui, le sembra tutto più facile quando
è nelle sue braccia. Il suo amico, che è sempre con lei. Dawson
vuole cancellare tutto il dolore e le ferite che lei ha dovuto affrontare e
spera che lei sappia che lui sarà sempre lì per lei.
Lentamente, sciolgono l’abbraccio e restano lì, fianco a fianco,
osservando Lily ed Alex ballare. Si guardano e sorridono.
One of these days
I won’t be afraid of staying with you.
Più tardi…
Joey è in disparte e guarda gli altri. ‘Il ricevimento è
al culmine e la gaiezza in ogni dove’ pensa soddisfatta. “Gaiezza”
è una parola che Audrey usava spesso e che è entrata a far parte
del vocabolario di Joey.
Sulla la pista da ballo, Joey vede suo padre che la aspetta. Sa che questo
è il momento di parlare con lui e di spiegarsi. Cammina lentamente attorno
al bordo della pista nella sua direzione. Non sa cosa dire esattamente, il che
è strano per una che scrive. Mettere le parole giuste in bocca ad un
personaggio è sempre più facile che nella vita reale.
Quando finalmente lo raggiunge, sbotta “Papà, non so da dove cominciare
ma so che se non dico qualcosa, la situazione potrà soltanto peggiorare.
Quindi…eccomi qua”
Mike Potter la guarda e vede la sua espressione determinata e il suo sguardo
fermo. E qualsiasi sarà il risultato di tutto questo, è contento
che lei voglia parlare.
“Joey, è tutto a posto” la rassicura “Alcune delle
cose che hai detto prima erano cose che dovevo sentire. So che il passato non
si può cancellare, per quanto ora io lo desideri”.
“No, non è tutto a posto. Questo è quello che continuano
a dirmi tutti. Anche quando rovino tutto, la gente non mi biasima. E non voglio
più che succeda. E non voglio più punirti o prendermela con te”
dice Joey “Mi dispiace per aver chiuso il ponte levatoio sotto i tuoi
piedi. Tu sei mio padre e io non riuscirò ad amare o ad essere amata
finché non affronterò questa realtà” continua “Ho
bisogno di fare un passo alla volta, però. Sono cose che sto cercando
di risolvere ora, con l’aiuto di un terapista. Mi sta davvero aiutando
a capire molte cose più chiaramente”.
“Joey…” ricomincia Mike.
“No, papà, lasciami finire” lo interrompe. “Dio sa
quando ritroverò di nuovo il coraggio di essere completamente onesta
con te”. Allora Mike rimane lì, osservandola lottare contro i propri
demoni interiori. Joey fa alcuni respiri profondi “Ho paura che tu mi
lascerai ancora. Fin da quando te ne sei andato e hai lasciato me e Bessie a
badare a noi stesse, ho avuto questa paura che sarei stata sempre sola e che
le persone che amo di più mi avrebbero lasciato” Mike studia sua
figlia e anche se vuole rispondere, lascia che continui.
“So che è irrazionale, ma è così” dice Joey
“Sono ancora quella ragazzina che ha perso sua madre per colpa del cancro
e suo padre per colpa della prigione. Una bambina che ha dovuto crescere senza
genitori, senza sentirsi amata. Tutto questo vivendo con la mia sorella maggiore
che era incinta fuori dal matrimonio. E onestamente, con questo retroterra,
sono sorpresa di non essere andata in terapia prima. Mi avrebbe risparmiato
molto dolore e sofferenza”.
L’immagine di se stessa seduta davanti ad un tavolo d’ospedale
la travolge “Senti, ho un sacco di cose da dire e ho bisogno di qualcuno
che le ascolti. È cominciato tutto quando mamma si è ammalata…”.
Mentre i ricordi lampeggiano nella sua mente, Joey non sa se essere divertita
o turbata. Con un’espressione riflessiva, continua a parlare, cercando
di recuperare quello che ha rimosso.
“Non sembra che importi quanti soldi io guadagni, o quanto lontano da
Capeside io sia. Sono sempre quella ragazzina spaventata. Lei non ha mai smesso
di seguirmi come pensavo una volta” dice aspramente “Sono così
insicura su quelli che amo e che amano me. Sono così spaventata di essere
ferita di nuovo. È per questo che sembra non riesca ad impegnarmi in
una vera relazione. Sono così spaventata di amare di nuovo qualcuno con
tutto il mio cuore”.
Mentre Joey prende fiato, Mike dice “Mi dispiace tanto Joey. Sento che
è tutta colpa mia”
“No, papà” risponde Joey “Devo superarlo. È
il mio problema. Non sto cercando delle scuse da te. Ho solo bisogno che tu
capisca. Voglio una possibilità di conoscerti di nuovo. Voglio solo essere
tua figlia”.
“E’ una possibilità che sono più che felice di darti.
Se anche tu puoi darmene una. Voglio conoscere mia figlia e dimostrarle che
sono, finalmente, cambiato” risponde Mike.
“Okay, affare fatto allora” lei gli sorride debolmente “ma
ho bisogno che tu sia sempre onesto con me e ho bisogno che tu sia qui per me.
Anche se ti faccio incazzare. E credimi, succederà” finalmente
Joey sorride mentre Mike ride “Voglio che noi siamo di nuovo una vera
famiglia” dice, adesso più seria.
Mike sente che all’improvviso tutto il peso del mondo gli è stato
tolto dalle spalle, guarda Joey e le dice con altrettanta serietà “Lo
voglio anch’io”.
“Nelle ultime due settimane passate a Capeside, ho sentito di essere
finalmente a casa” spiega Mike “Tu, Bessie, Bodie e Alex siete la
mia famiglia quindi…grazie peri darmi questa possibilità. La possibilità
di riconquistare la vostra fiducia e recuperare in qualche modo il tempo perduto
insieme. Vi dimostrerò che mi merito l’occasione e che sono un
uomo diverso ora”.
Quindi Mike apre le braccia e Joey fa un piccolo passo verso di lui. Si abbracciano
forte. Tutto sembra all’improvviso più gioioso mentre padre e figlia
continuano ad abbracciarsi.
Sulla pista da ballo
Tutti stanno ancora ballando. La tortura per i bambini è finita: Lily
balla con il suo patrigno e Alex con sua madre.
Pacey, intanto, sta ballando con Audrey. “Beh, ti sei divertito?”
chiede lei.
Pacey ci pensa su un momento “Veramente, si” risponde alla fine
“Chiamami pazzo, ma mi piace come stanno le cose adesso. Ho un magnifico
lavoro, amici straordinari…la mia vita è perfetta”.
“Perfetta?” chiede Audrey.
“Beh, quasi” lui si corregge “Non fraintendermi, sarebbe
carino avere qualcuno da cui tornare a casa. Ma non è più una
cosa di cui ho bisogno”.
Audrey gli sorride. All’improvviso Jack ed Andie appaiono dietro di loro.
“Posso interrompere?” chiede Jack “Mi piacerebbe ballare
con qualcun altro oltre mia sorella, sapete?”.
Pacey ridacchia “Prego” dice scansandosi. Audrey porge teatralmente
la mano a Jack e lui la prende altrettanto teatralmente. Ridono mentre si allontanano
ballando, lasciando Pacey ed Andie faccia a faccia.
“Non ti avevo promesso un ultimo ballo?” le chiede Pacey.
“Una vita fa” risponde lei con un sorriso.
I due cominciano lentamente a ballare. Pacey chiude gli occhi mentre ondeggiano
avanti e indietro.
“Amo i matrimoni” sussurra Andie.
“Si, me lo ricordo” dice lui “Sei una fanatica dei matrimoni.
Sono solo felice di non averti dovuto estorcere la confessione stavolta e che
tu non abbia fatto a pezzi la torta”
Lei ridacchia “Oh dio, te lo ricordi ancora?” chiede.
“Certo” le dice “Posso non avere una memoria di ferro ma
ricordo le cose importanti, sai. Come te e me”.
“Beh, Venezia non è ancora sprofondata!” scherza Andie.
“Ho ancora altri quattro anni, McPhee!” asserisce “Vincerò
la scommessa”.
Ridono. Poi, improvvisamente, la loro attenzione è attirata altrove.
Vedono Dawson che balla con Gale, mentre Joey sta ballando con Mike.
“Guarda lì!” sottolinea Pacey “Sono solo io o provi
anche tu un tremendo senso di déja vu?”.
“Che intendi?” gli chiede.
“Beh, guarda…”spiega “Joey sta ballando con suo padre.
Dawson sta ballando con sua madre…io sto ballando con te. Sai quello che
succederà tra poco, vero?”
Andie sogghigna “Caspita, hai ragione. Ti ricordi davvero”
Pacey le sorride mentre la fa girare, strappandole un gridolino di sorpresa.
Presto, il commento di Pacey diventa una profezia che si avvera. Perché,
proprio mentre Joey e suo padre raggiungono il centro della pista…
“Penso che questo sia il momento di uscire di scena” le dice lui
“Penso che ci sia qualcun altro che vuole ballare con te!”.
Joey gira la testa e vede Dawson e Gale a pochi passi. Stanno venendo verso
di loro.
“Allora, come sta il padre della sposa?” chiede Gale allegramente.
“Se la cava” le dice “Tu sembri assolutamente raggiante! Dawson,
ti dispiace se rubo tua madre per un momento?”
“Prego!” Dawson lo incoraggia con un sorriso mentre Gale gli offre
la mano. Cominciano a ballare insieme.
Dawson e Joey si guardano rimanendo in piedi faccia a faccia.
“Ciao” dice lei, andando verso di lui che apre le braccia per prenderla,
e lentamente, cominciano a danzare.
“Ciao” risponde lui sorridendo, senza dire nient’altro. Allora
Joey ride dolcemente.
“Puoi chiedere Dawson” dice lei e Dawson sorride apertamente.
“Ok, allora…Come vanno le cose tra te e tuo padre?”
“L’ho fatto” lei sospira di sollievo “Ho parlato con
lui. Cioè, non è tutto a posto, ma…beh, risolveremo la cosa”.
“Bene” dice Dawson sorridendole.
Continuano a ballare, fissandosi negli occhi.
“Grazie” dice lei bruscamente.
“Ancora?” risponde lui divertito, facendo balenare un sorriso.
“Per cosa?” chiede “Io non ho fatto niente”.
“Si, l’hai fatto. Lo fai sempre. Ci sono tanti grazie che ti devo.
Per cominciare, non sarei qui se non fosse per te e per i soldi che mi hai dato
per il college”
“Oh, ti prego, Jo. È stato tanto tempo fa. E io non volevo che
tu fossi in debito con me per sempre, sai. Mi hai restituito il favore comunque”.
“Lo so. Tu fai sempre questo tipo di cose, senza aspettarti niente in
cambio. Sei tornato nella mia vita dopo che io sono scappata via da te cinque
anni fa. Mi hai aiutato ad affrontare di nuovo mio padre. A volte penso di avere
la tendenza a darti per scontato. Voglio solo che tu sappia che questo è
importante. Che tu sei importante per me”.
“Anche tu sei importante per me” risponde lui “Ci sono stati
momenti in cui non avrei mai immaginato noi due qui in questo modo. Io…devo
essere il ragazzo più fortunato del mondo per avere qualcosa di così
raro…una seconda possibilità di aggiustare le cose. La tua amicizia
è così importante per me, Jo. Sono imbarazzato per aver lasciato
che il mio lavoro mi allontanasse da te. Non voglio che succeda mai più.
Voglio…voglio che tu sia parte della mia vita per quanto una vita umana
può durare”.
Lei gli sorride.
“Perfino in un qualche modo ultraterreno?” scherza lei.
“Si” risponde lui, con un sorriso di eguale ampiezza “Perfino
così”.
Mentre si fissano, la loro danza si fa più lenta, mentre una corrente
sotterranea scorre tra loro. L’ambiente familiare, combinato con le emozioni
che hanno represso per anni, li riporta in una condizione in cui non si trovavano
da lungo tempo.
Poco per volta si stringono più vicini. Le palpebre fluttuano chiudendosi,
le labbra si socchiudono…ad un soffio dal toccarsi. Joey sente il cuore
martellare nel petto, le farfalle nello stomaco. Dawson sente il palmo delle
mani sudato, la bocca asciutta. Entrambi dimenticano dove sono o se sia giusto
o sbagliato quello che stanno facendo. Stanno solo rivivendo un momento del
passato? Molto più di questo.
“Posso avere la vostra attenzione per favore?” annuncia Bodie all’improvviso
“E’ il momento del lancio del bouquet. Posso avere tutte le ragazze
libere qui?”
I loro occhi si spalancano. Dawson e Joey realizzano in un attimo quello che
stavano per fare. Un miscuglio di sorpresa e molto altro riempie i loro occhi.
Per un attimo sono senza parole.
Poi, Joey gli sorride. Non sembra turbata o arrabbiata o altro.
“Quando si dice un déja vu” dice, nervosamente. “Ti
ricordi? Il matrimonio, quello per cui abbiamo organizzato il catering? E questo…eravamo
così anche allora, vero? Ma è stato tanto tempo fa. O no? Scusa,
sto vaneggiando” ride dolcemente.
L’idea fa sorridere Dawson “Si, stai vaneggiando” conferma
sorridendo. E dopo una frase così semplice, non servono altre parole.
Joey capisce che Dawson non analizzerà a morte quello che stava quasi
per accadere e lei da parte sua non comincerà neanche a cercare di spiegarlo.
Semplicemente rivolgono la loro attenzione a Bessie, che sta facendo un passo
sulla pista, con il bouquet in mano.
“Okay!” Bessie grida “Eccoci…”
E con ciò lancia il bouquet in aria.
Tarda sera al ricevimento.
Al ricevimento di Bessie e Bodie al Bed and Breakfast Potter, il giardino ancora
pieno di gente si sta lentamente svuotando mentre le persone vanno via augurando
agli sposini ogni bene. Il tavolo del buffet è quasi vuoto, gli avanzi
della festa sono dovunque a terra; vestiti dai colori brillanti oscillano nella
brezza mentre il sole tramonta. Sembra che tutta Capeside sia passata di lì,
per celebrare il matrimonio di Bessie e Bodie, e certo la ‘gang’
è ancora lì coinvolta da quest’atmosfera.
Stanno leggermente in disparte. Sono seduti in cerchio e conversano, i bicchieri
in mano. Parlano del più e del meno, di cose semplici e amichevoli. Jack
ascolta la musica tenendo Amy sulle ginocchia mentre sorveglia la festa. È
passata da un pezzo per Amy l’ora di andare a dormire, ma ‘Al diavolo’,
pensa Jack, ‘Che si goda anche lei una festa come questa’.
(“Four Seasons in One Day” dei Crowed House comincia in sottofondo)
Sorride vedendo Joey vezzeggiare Amy, solleticarle le guance mentre le parla
come se fosse una adulta in miniatura; Dawson e Audrey che si uniscono di tanto
in tanto nell’adorazione di Amy. Sorride, ma ascolta solo a metà
le conversazioni che si svolgono attorno a lui.
Four seasons in one day
Lying in the depths of your imagination
Non può fare a meno di ricordare l’ultima che volta che è
stato ad un matrimonio. Allora, la madre della bambina sulle sue ginocchia era
ancora viva e ballava, le ciocche bionde dei morbidi capelli che brillavano
sotto il sole. Si sentiva più giovane e libero allora, un attimo prima
che tutto andasse a rotoli. E sta andando tutto al diavolo un’altra volta.
Sta perdendo Amy. Sta tradendo Jen.
Worlds above and worlds below
The sun shines on the black clouds
Hanging over the domain
“Amy, vedi lo zio Pacey e la zia Andie?” chiede Joey. Amy annuisce
con gravità in risposta “Chi pensi sia più chiaccherone?”
Che Amy stia veramente considerando la questione o che sembri soltanto farlo,
risponde “AC!”.
“Risposta giusta” ride Dawson.
Joey sorride e dice “Sei proprio la figlia di tua madre”
Even when you're feeling warm
The temperature could drop away
Like four seasons in one day
Alla menzione di Jen, il petto di Jack si stringe. Joey si accorge della sua
reazione e mentre Dawson reclama il proprio turno e prende Amy dalla ginocchia
di Jack, gli accarezza il braccio per consolarlo. Jack le sorride. Poi lei si
guarda intorno appoggiandosi alla spalliera della sedia e beve un sorso dal
proprio bicchiere semi vuoto. Vede Doug che parla con Audrey, Pacey ed Andie.
Più in là, Grams che osserva Alex e Lily che si inseguono a vicenda.
Seduto accanto a lei, Mike che parla con Gale e John. Doug, Audrey, Pacey ed
Andie sembrano impegnati in una conversazione e lei sorride.
Amy ridacchia e Joey si gira per vedere Lily che la solleva “Jack possiamo
portare Amy con noi?” sta chiedendo, indicando se stessa ed Alex, che
è in piedi accanto a lei. Amy sembra più che desiderosa di seguirla,
e Jack acconsente.
“Solo non datele niente da mangiare, ok?”
“Chi diavolo è, un gremlin?” chiede Dawson, ridendo appena.
“Ha, ha, divertente. Ne riparliamo quando avrai dei figli tuoi”
“Beh, puoi metterti comodo mentre aspetti che succeda” scherza
Dawson. Ma incrocia lo sguardo di Joey e lei sorride scandendo silenziosamente
‘drama queen’ nella sua direzione. Dawson ricambia il sorriso e
osserva Alex e Lily giocare con Amy. E sembra così giusto che Lily che
tenga Amy, vedere sua sorella con la figlia di Jen, come se fosse parte della
famiglia. E lo è. Guarda attorno a se mentre tutto il gruppo è
finalmente riunito e sorride. Lo sono. Nella buona e nella cattiva sorte, sono
una famiglia, il tempo o la distanza non contano.
Doug si siede accanto a Jack e gli dà un bacetto sulla guancia, dicendo
“Mi sei mancato”. Ha cercato di parlare a bassa voce perché
il resto del gruppo non sentisse. Ma fallisce l’obiettivo.
You can tell a man from what he has to say
Everything gets turned around
And I will risk my neck again
Pacey sospira drammaticamente, alzando gli occhi al cielo “Potresti smetterla
di ricordare al resto di noi quanto siamo soli?”
“Soli?” risponde Audrey, seduta tra lui ed Andie “Questa
è un’interpretazione sbagliata dei fatti. Noi non siamo soli, noi
abbiamo tutti gli altri”.
You can take me where you will
Up the creek and through the mill
“Ecco, ecco” dice Andie mentre il gruppo ride.
“Accetto la correzione” dice Pacey “Infatti, penso che dovremmo
brindarci su”
“Solo un momento” dice Joey “Mi serve qualcosa da bere”
e si china in avanti mentre Dawson fa lo stesso, e involontariamente, sfiora
la mano di Dawson. Per un breve momento i loro sguardi restano allacciati. Migliaia
di cose scambiate in questo singolo sguardo, in questo singolo tocco.
Like all the things you can't explain
Four seasons in one day
Lentamente, un sorriso appare sul viso di Dawson. È caldo e lento, e
i suoi occhi dicono molto più del sorriso comunque. Mentre il sole tramonta
sul ruscello dei Potter, Joey ricambia il sorriso.
Blood dries up
Like rain, like rain
E così la serata trascorre, e le persone riunite se la godono insieme,
proprio come fanno i vecchi amici. L’ultima cosa che vediamo mentre l’immagine
svanisce sono tutti loro che parlano e ridono.
Fills my cup
Like four seasons in one day
TITOLI DI CODA.
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