Dawson's Creek - Virtual Season 7

706.
Luna di settembre
(plenilunio/I frutti)

PRESIGLA

Vediamo in lontananza la sagoma di New York. La panoramica si restringe ad un lungo tratto di autostrada e poi ad una jeep che la percorre. Nell’auto Dawson è alla guida e Joey è seduta accanto a lui. Ridono, mentre due ragazzini pieni di energia e di vita, Alex e Lily, saltano e si muovono animatamente nel sedile posteriore.

“Oh, diamine, Alex, siamo quasi arrivati. Non mi sembra vero, stiamo andando a New York!” strilla Lily, saltando su e giù nel sedile dietro a quello di Dawson.

“Lily, calmati. Modera l’entusiasmo. Non vorrai farti notare” dice Alex, cercando di sembrare tranquillo, ma l’eccitazione è evidente nella sua voce.

“Non preoccuparti Lily. Tuo fratello si è fatto notare, non sarai la sola” Joey ride, sentendo la gomitata di Dawson sul braccio.

“Ehi, non darle retta. Ho sentito che sembrava proprio una turista quando si è trasferita qui” dice Dawson, scambiando un’occhiata con Joey che gli mostra la lingua, facendolo ridere. L’eccitazione dei bambini è contagiosa. Si comportano anche loro come ragazzini e se ne fregano. È troppo divertente, e non lo fanno da secoli. Crescere può essere davvero noioso a volte.

“Joey, da cosa ti vestirai per Halloween?” chiede Lily, spostandosi dal sedile per infilarsi tra Dawson e Joey.

“Devo vedere quello che è rimasto” risponde.

“Dobbiamo stare attenti quando siamo nel negozio di costumi perché Joey si spaventa facilmente e non vogliamo che si tiri indietro per paura all’ultimo momento e non venga con noi alla festa” dice Dawson, osservando Lily ed Alex cominciare a ridacchiare e ignorando l’occhiataccia di Joey.

“Zia Joey, sei una fifona?” chiede Alex, un po’ sorpreso.

“No, non lo sono. Dawson sta solo esagerando, vero?” dice con fermezza, aspettando la conferma di lui.

“Veramente no, Joey. Hai paura della tua stessa ombra” ride Dawson, ottenendo uno schiaffo scherzosa da Joey e tirandosi leggermente indietro mentre guida “Attenzione”

“Beh, io non ho paura di niente e avrò un bellissimo costume e Alex ed io avremo tantissimi dolci e ci divertiremo un mondo alla tua festa Dawson” dice Lily con sicurezza, facendo ridere Joey e Dawson.

“No, avrò io il costume migliore alla festa e molti più dolci di te e le cose migliori da scambiare alla fine” protesta Alex, cercando di acquisire un vantaggio “E tu ti divertirai alla festa solo perché ci sarò io e non sarai l’unica bambina”. Si fanno la linguaccia a vicenda, ma non riescono a rimanere arrabbiati e scoppiano a ridere.

“Ok ragazzi, basta. Siamo quasi arrivati e sarò io a divertirmi più di tutti alla festa. Punto” li stuzzica Dawson, accorgendosi che Joey, Alex e Lily lo stanno guardando e cercano di non ridere.

“Davvero maturo, Dawson” Joey sbuffa, alzando gli occhi.

“Sto subendo il tuo fascino, emano quello che mi hai trasmesso tu” scandisce ad alta voce Dawson, bloccando lo schiaffo di Joey. Ma Alex e Lily cominciando a giocare alla lotta con loro dal sedile posteriore “Ehi, attenzione al guidatore! Non fatemi accostare l’auto” dice, sentendosi eccitato e impaziente in attesa del pomeriggio, quando Halloween comincerà.

Capeside, esterno della casa di Jack. Mezzogiorno

“Ciao, ciao” Jack enfatizza il saluto mentre lui e Doug sono in piedi nel portico con Amy e Grams.

“Papà ti vuole bene, tesoro” Jack continua, tubando.

Doug si schiarisce leggermente la gola per richiamare l’attenzione di Jack “Credo che dovremmo andare se non vogliamo essere in ritardo”

“Lo so” Jack sospira giocherellando con il piede di Amy “E’ molto peggio di quanto pensassi”

“Staremo benissimo” Grams non riesce a fare a meno di sorridere al nervosismo di Jack “Amy mi aiuterà a distribuire dolci ai bambini grandi, vero cara?”

Amy risponde alla domanda di Grams con una risatina.

“Sono certo che starete bene” dice Doug toccando la guancia di Amy “Ma qualsiasi cosa succeda puoi chiamare la stazione o anche Gale o Bessie. Ho memorizzato tutti i loro numeri sul telefono. E ho fatto lo stesso con quelli di Dawson e Joey. Ci sono sia i telefoni di casa che i cellulari”

“E io ho tirato fuori i suoi giochi preferiti” aggiunge Jack “Oh, ho comprato quei crackers a forma di animale che le piacciono. Li ho messi nel secondo scaffale del pensile. Ho preso il suo pigiama per stanotte e i vestiti per domani. Sono sopra al cassettone”

“Basta così” Doug mette la mano sulla spalla di Jack “…adesso stai perdendo la testa”

“Lo so” Jack sospira “Ma non l’ho mai lasciata per tutta la notte prima. Forse non dovremmo andare. Forse è davvero stupido lasciare la mia Amy da sola per la notte per andare ad una festa in un’altra città”

“Saro qui io” dice Grams, sorridendogli rassicurante mentre glielo ricorda “Voi due andate e divertitevi. Ve lo meritate”

“Ha ragione” dice Doug “Amy starà bene. Non avresti potuto trovare una baby sitter neanche volendo”

“Giusto” concorda Jack “Ma è difficile lo stesso lasciare la mia bambina, vero?” rivolge la fine della frase ad Amy che lo guarda ignara. Sembra che non abbia problemi con la partenza di Jack.

“Cio, Cio” ripete meccanicamente

“E’ la sua versione di Ciao” spiega Grams a Doug tra le risate.

Doug non può fare a meno di ridere con lei all’attitudine disinvolta di Amy.

“Credi che le mancherò?” Jack sembra preoccupato.

“Certo” dice facendo del suo meglio per consolarlo “Ma sarò più facile per lei, dato che mi conosce benissimo. La terrò occupata, promesso”

“Starà bene” dice Doug mentre fa un passo indietro nel tentativo di avvicinarsi all’auto.

“Starà bene” incalza Grams.

“Starà bene” Jack ripete a sé stesso per farsi coraggio “Ciao, ciao tesoro” dice ancora, piazzandole un bacio in cima alla testa “Papà ti vuole bene”

Lui e Doug cominciano a scendere i gradini del portico e Doug tira i loro bagagli sul sedile posteriore dell’auto. Jack si siede al volante e Doug accanto a lui, mettendo un CD di Bette Midler nel lettore.

“Assolutamente no” dice Jack spegnendo il lettore “Sono già teso come una corda per aver lasciato Amy. Non sono in grado di sopportare la tua musica adesso”

“Non c’è niente come la divina Miss M per lenire un’anima tormentata” argomenta Doug sporgendosi per riaccendere la musica.

“Accendila e io non risponderò delle mie azioni” scherza Jack.

“Stai davvero minacciando un pubblico ufficiale?” Doug cerca di restare serio ma un sorriso lo tradisce.

“Starà bene” sospira Jack “Vero?”

Doug sospira e alza gli occhi al cielo mentre Jack mette in moto.

Appartamento di Dawson, a New York

“E ci saranno anche i dolci, giusto Joey?” chiede Lily, mentre entrano tutti e quattro nell’appartamento di Dawson. Lui chiude la porta dietro di sé.

“Cosa?” Joey strizza l’occhio a Dawson girandosi “Tua madre non ti ha detto niente?”

“Detto cosa?” chiede Alex sospettoso.

“Credevo che Bessie lo avrebbe fatto” Dawson lascia i bagagli sul pavimento, vicino al divano e si gira verso gli altri tre, guardando i due ragazzini con uno sguardo preoccupato. “Non so come dirvelo ragazzi…” e guarda Joey in cerca di aiuto. Gli sguardi dei ragazzini rimbalzano dall’uno all’altro.

“Beh, è solo che New York è molto diversa da Capeside” continua Joey al posto suo, fingendosi preoccupata quanto lui.

“Diversa come?” chiede perentoria Lily

“Mi dispiace sorella, ma qui non si distribuiscono dolci per Halloween e tanto meno alle feste di Halloween”

“Ci stai mettendo alla prova” dice Alex “Non ascoltarli Lily. Stanno solo provando ingannarci”

“Si” Lily sembra voler convincere sé stessa “Dawson e Joey stanno solo provando a ingannarci”
“Come volete” sospira Dawson “Joey ed io stavamo solo cercando di prepararvi a quello che vi aspetta. Ricordatevi di ringraziare quando le persone vi offriranno le mele” dice, andando verso la cucina e versandosi un po’ d’acqua.

“Mele?” all’improvviso Alex sembra meno sicuro di prima.

“Mele” Joey concorda con Dawson “E filo interdentale e centesimi”

“E che dovremmo farci con i centesimi?” chiede Lily, quasi a terra dal panico.

“Conservarli o spenderli. Esistono ancora i soldi di cioccolata, giusto?” Dawson offre il suo consiglio dalla cucina.

“Sii serio” sbuffa Alex.

Joey non riesce a non ridere “Non credo esistessero più neanche quando eravamo piccoli noi”.

“Davvero Dawson” prega Lily “Stai scherzando o no?” chiede, camminando per raggiungerlo in cucina, con Joey ed Alex alle calcagna.

“Beh, forse qualcuno offrirà occasionalmente Smarties o quei dolcetti al burro di arachidi con la carta nera e arancione. Se sei fortunata”

Lily fa una smorfia “Och”

“Non sono neanche veri dolcetti” Alex non può fare a meno di brontolare. È ormai convinto che Dawson e Joey stiano dicendo la verità.

“Quand’è che sei diventato così schizzinoso?” chiede Joey “Un dolcetto è un dolcetto”

“Difficilmente. Quelle cose nere e arancione sono schifezze. È quello che si mangia quando tutti gli altri dolcetti di Halloween sono finiti, perfino gli Smarties”

“Oh” Joey non nasconde un sorriso.

“Procediamo con il programma Jo” Dawson ride mentre si appoggia alla barra degli strumenti “Ti ricordi quanto erano grasse quelle cose al burro di arachidi, vero?”

“Si” sorride al ricordo “Anche se Halloween non era per niente la mia vacanza preferita”

“Tu sei una fifona di fama mondiale” Dawson ribadisce quello che ha detto nell’auto con un sorriso, indicandola con l’indice e socchiudendo gli occhi scherzosamente.

“Il fatto che sia stata il bersaglio costante dei tuoi scherzi non ha aiutato” dice Joey, fingendo di essere offesa, mentre Lily ed Alex osservano lo scambio leggermente annoiati. Tutto quelli che li interessa è sapere se otterranno dei dolci.

“Certo, dai pure la colpa a me” dice Dawson “Non volevi nemmeno fare dolcetto o scherzetto a casa di Grams. Hai quasi pianto l’unica volta che Bessie ci ha portato. Seguitemi” dice e loro lo fanno. Dawson le sorride girandosi e lei gli sorride di rimando mentre i bambini corrono verso la stanza che Dawson ha assegnato loro di sopra.

“Dolcetto!” sentono dire ad Alex quando finalmente raggiunge la sua meta.
“Ci hai preso in giro” Lily fa il broncio prima di sorpassarli correndo in direzione di Alex. Dawson e Joey ridono salendo lentamente le scale. Quando arrivano, entrambi i bambini hanno già ispezionato la borsa con i dolcetti.

“Sono quelli buoni” dice Alex con un cenno di approvazione.

“Possiamo?” Lily apre la borsa senza attendere la risposta.

“Certo, ragazzi” dice Dawson, sorridendo e appoggiandosi al muro, osservandoli a braccia conserte.

“Non troppi” Joey fa un timido tentativo di mantenere la disciplina “Dawson, staranno male tutta la notte se mangiano troppi dolci”

“Beh, non importa” Dawson scrolla le spalle “Dal momento che passerai la notte qui, possiamo lavorare in coppia”

“Carino, però, preferisco lo stesso non doverlo fare. Non voglio che stiano male”

“Non succederà…spero. Cioè, quanti dolci siamo stati in grado di mangiare quando eravamo bambini senza mai stare male? E dimmi, sarai una di quelle madri che non danno mai dolci ai loro figli e li fanno mangiare hamburger di soia invece di portarli da McDonalds?” le chiede, prendendola in giro.

“No” Joey incrocia le braccia sul petto, imitando la sua posa e aggrottando leggermente la fronte.

“Lo sarai, vero?” la stuzzica.

“No” libera le braccia “Stai attento!” avvisa Alex mentre lui rincorre Lily giù per le scale. Entrambi si portano dietro i loro dolci.

Lo sguardo soddisfatto di Dawson parla da solo.

“Okay, hai ragione. Non dovrebbero essere niente che non possiamo fronteggiare insieme” sospira Joey.

L’improvviso suono di vetri rotti la smentisce.

“Mi dispiace” dice Lily in lontananza “Ho solo visto una fotografia di Pacey qui e aveva una buffa barba. Volevo solo vederla meglio”

“Basta che non tocchi niente altro” strilla Joey mentre Dawson la supera “Penso sia meglio se prendo la scopa e la paletta”.

Un negozio di costumi, New York

Un piccolo, anzi minuscolo negozio di costumi nel centro di New York. Dawson è in piedi al centro del negozio in attesa dei costumi che ha ordinato. È un po’ spaventato dal tempo che la commessa sta impiegando per trovarli.

“Dawson questo posto è piuttosto strano” dice Joey in piedi accanto a lui, guardandosi intorno ad occhi aperti “Ed ha anche un curioso odore”

Dawson ride piano all’espressione del viso di Joey “E’ il miglior negozio di costumi di New York, Joey. Ho avuto l’indirizzo da uno dei costumisti. E tu sai come sono ad Halloween: più strano è, meglio è” le da un colpetto con il gomito.

“Ehi, Lily, guardami” Dawson e Joey si girano in tempo per vedere Alex mettersi una maschera sulla faccia. Sembra più o meno quella di un mostro marino. Joey e Dawson si guardano in modo complice e sorridono.

“Alex, è volgare. Mi piace di più questa” Lily si mette in testa una tiara e prende in mano uno scettro.

“Lily, dovresti parlare con Joey per quel costume. Ho sentito che una volta ha partecipato ad un concorso di bellezza” Dawson si allontana giusto in tempo mentre lei cerca di dargli un pizzicotto sul braccio.

Joey sorride timidamente mentre abbassa gli occhi e poi li rialza. Una persona nell’angolo del negozio attrae la sua attenzione “Quello è Ethan” e cammina velocemente verso di lui aprendosi la strada nel mare di costumi.

In un batter d’occhio lo ha trascinato verso Dawson “Dawson, dov’è Samantha?” si guarda intorno rapidamente, localizzando Samantha, che si è allontanata pochi minuti prima cercando di trovare il costume giusto.

“Rimani qui” fa segno a Ethan che le lancia uno sguardo piuttosto confuso mentre lei insegue Samantha. Ethan guarda Dawson, che annuisce semplicemente. Sono entrambi completamente confusi. Si voltano insieme per guardare le donne, con espressione vuota.

Mentre tornano verso Ethan e Dawson, Joey sta sussurrando a bassa voce qualcosa a Samantha. “Samantha, questo è Ethan”. Si salutano con un cenno del capo. Samantha guarda Dawson con espressione perplessa e Ethan guarda Joey, alzando gli occhi al cielo e scuotendo la testa.

“Umm Joey, posso parlarti un attimo?”

“Dawson, sono…” lui la spinge fuori dalla porta.

“Che cosa stai facendo?” le lascia andare il braccio.

“Ho pensato che forse dovevano incontrarsi” Joey gli sorride e sembra piuttosto fiera di sé stessa. “Adesso tornerò dentro e mi accerterò che quei due stiano parlando. Spostati” ride mentre scivola dietro di lui. Lui sembra voler dire qualcos’altro ma rimane lì in piedi per un attimo scuotendo la testa, poi si unisce ai tre.

“Mi dispiace. Allora, dove eravamo rimasti?” Joey guarda Ethan e poi Samantha. Regna il silenzio.

“Beh, dato che dovete entrambi prepararvi per stasera, perché non cercate e ve la spassate insieme? Ho un’idea…” Joey guarda Dawson come avesse avuto la migliore idea di sempre. Samantha sbatte lentamente le palpebre guardando Joey, cercando di decidere se sta davvero cercando di fare la paraninfa. Ethan si limita a guardarla con espressione perplessa.

“Joey, che ti è preso?” dice Dawson, pensando che preferirebbe sprofondare piuttosto che assistere a quel momento d’imbarazzo “Mi scuso per tutto questo Sam. Non ho idea su cosa le sia successo oggi” Dawson lancia a Joey un’occhiata che dice ‘ancora una sola parola e la pagherai’ ma poi non può fare a meno di sorridere davanti all’espressione innocente di lei. Figuriamoci.

“Signore, mi scusi…” la commessa chiama dal retro del negozio.

“Chi di noi desidera?” dice Dawson a voce piuttosto alta.

“L’altro gentiluomo” risponde la signora ed Ethan comincia ad andare verso il retro, sollevato, ma la commessa gli va incontro a metà strada.

Joey trova lo scambio tra Ethan e la commessa molto interessante. Lo osserva sfoderare il proprio fascino e sorprende Samantha che lo osserva anche lei “Oh per favore” mormora sottovoce, girandosi e andando a controllare altri costumi.

Ethan ritorna con il suo costume in una scatola “Dawson, vuole che tu vada sul retro e prenda il resto dei costumi” dice Ethan. “Grazie, e … beh, di nuovo piacere di averti visto” risponde Dawson allontanandosi. Ethan guarda la commessa andare nel retro e Dawson seguirla proprio mentre alcune scatole stanno per cadere a terra. Poi si gira verso Joey “Bel tentativo” dice, facendole l’occhiolino e agitando la mano in segno di saluto mentre esce dal posto. Joey sembra leggermente delusa dal fallimento del proprio grande piano. Poi sorride. Ci saranno altre occasioni.

“Joey, Lily, Alex venite a prendere i vostri costumi” Dawson grida facendo smettere di giocare i ragazzini e affrettare Joey per aiutarlo.

Presto tutti loro, compresa Samantha, hanno i propri costumi e sono pronti ad andare via.

Mentre lo fanno, Dawson tiene la porta aperta per far uscire Lily, Alex e Joey dal negozio, lasciando Samantha per ultima. Parla a bassa voce “Mi dispiace per tutto. Non so perché lo abbia fatto”

Rispondendo altrettanto piano “Andiamo, Dawson. Non riesci a immaginarlo?” e con ciò Samantha accelera il passo e raggiunge gli altri. Dawson sembra semplicemente pensieroso.

Un hotel a New York. Nello stesso momento

Due valigie giacciono sul pavimento, il letto è coperto di vestiti e la TV è su una stazione sportiva locale. Jack e Doug sono in piedi spalla contro spalla, provando i loro costumi da Men in Black, completi a tre pezzi, firmati.

“Okay, non posso mettermi questa cosa” si lamenta scherzosamente Jack, strappandosi la cravatta dal collo e tirandola sul cassettone di fronte.

“Dai, Jack, fai un profondo respiro e riprova” ride Doug, trovando la frustrazione del suo compagno un po’ comica.

“Ti prego, tu ogni tanto porti la cravatta con l’ uniforme, hai più pratica di me” Jack dice imbronciato, prendendosi il tempo di osservare Doug che si prepara “Io sono un’insegnante. Le cravatte non sono una delle voci richieste nel curriculum”

“Allora, lascia che ti aiuti, caro” ride Doug, afferrando la cravatta e spostandosi dietro di lui per aiutarlo “Stai così bene con questo completo però. Penso che dovrei parlare con il preside Peskin perché applichi un codice di abbigliamento per i docenti”

“Oh davvero? Beh, con te che mi aiuti ogni mattina, potrei di sicuro essere persuaso a portare la cravatta per lavoro più spesso” dice Jack, alzando le sopracciglia, facendo fare una risata soffocata a Doug. Condividono un momento di tenerezza.

“E’ piacevole cambiare scenario ogni tanto” dice Doug, abbracciando Jack, che adesso ha la cravatta allacciata.

“Si, una parte di me è davvero felice di essere fuori da Capeside per un po’, ma l’altra parte desidera veramente essere con Amy o almeno averla portata a vedere tutti quanti” sospira Jack, appoggiando il corpo all’indietro contro Doug.

“Lo so, anche per me è lo stesso. Ma godiamoci questo momento da soli, è passato tanto tempo dall’ultima volta” dice Doug, appoggiando il mento alla spalla di Jack.

“Stanotte sarà divertente comunque. Sarà un piacevole cambiamento anche stare fra adulti o almeno che la maggioranza degli ospiti abbia più di cinque anni” ride Jack mentre Doug annuisce.

“Si, sarà piacevole non doversi preoccupare che qualcuno stia per sputare sul mio completo” ride Doug, sentendo Jack soffocare una risata.

“Beh, forse dovremo tenere d’occhio Joey, se c’è dell’alcol in giro stasera. Lei è capace di sputare se Dawson la lascia bere troppo” ride Jack, ricordando i racconti su Joey ubriaca di Dawson e Pacey.

“Oh dio, io sono fuori servizio stasera, quindi se le cose sfuggono di mano… per lo meno alla festa…io non mi lascerò coinvolgere” ride Doug, alzando un sopracciglio verso Jack che ripete il suo gesto.

“Oh davvero? E se le cose dovessero sfuggire di mano più tardi?” Jack chiede con civetteria, osservando Doug che è leggermente imbarazzato.

“Beh, allora dovrò usare alcune delle mie tattiche di applicazione della legge per occuparmi della situazione” dice, lanciandogli un’occhiata.

“Capisco, beh sceriffo Witter prometto completa cooperazione se necessario” dice Jack avvicinandosi a Doug e abbracciandolo.

“Beh, a volte sedare una rissa non è tanto male” dice Doug scherzosamente, abbracciandolo a sua volta, piegandosi a baciarlo.

“Ricordati, stanotte ci dobbiamo divertire” dice Doug, tirandosi indietro proprio un attimo prima di baciarlo.

“Giusto, divertimento. Dimentica tutti il resto per ora” dice Jack dolcemente e Doug annuisce, riavvicinandosi e finalmente baciandolo.

Casa di Ethan. Più tardi

Ethan si sta preparando per la festa. Joey lo ha invitato e non ha smesso di parlarne per tutta la settimana, dicendo che questo suo amico faceva le migliori feste di Halloween quando erano ragazzini. E finalmente Ethan aveva scoperto il suo nome: Dawson. Lo aveva già incontrato prima di oggi: si era fermato in ufficio una volta per portarla fuori a pranzo. “Da amici” gli aveva detto Joey quando lui l’aveva stuzzicata. Sembrava un ragazzo simpatico, Dawson: educato, silenzioso, dal sorriso facile (soprattutto con Joey nei paraggi). Joey aveva detto d’impeto che era un famoso produttore televisivo e presto un famoso regista e lui era più o meno arrossito, in un modo che Ethan era sicuro gli aveva procurato più di uno sguardo di simpatia femminile.

Ethan controlla ancora l’orologio e torna a riflettere all’invito di Joey. Si è sorpreso all’inizio, soprattutto perché tutte le volte che aveva provato a passare del tempo con lei fuori dal lavoro, lei aveva educatamente rifiutato. Era arrivato in città da poco più di due mesi e sentiva davvero la mancanza di amici. A Filadelfia, era l’anima della festa, piuttosto selvaggio a volte. Probabilmente perché aveva bisogno di uno sfogo, a causa di…a causa di alcuni avvenimenti passati. Poi però aveva deciso di trasferirsi a New York e da allora c’era stato solo lavoro, lavoro, lavoro…e alcuni ossessionanti ricordi.

Dal soggiorno, pulito come uno specchio e in ordine, si dirige nella camera da letto, pulita come il soggiorno. Appoggiato sul letto c’è il suo costume e lui lo guarda divertito. Quando è stata l’ultima volta che si è mascherato? Ok, domanda sbagliata. Si ricorda fin troppo bene quando. Solennemente si siede sul letto, ed apre il primo cassetto del suo comodino, quel ricordo gli riempie la mente. Tira fuori una busta piena di fotografie e le scorre con una espressione addolorata.

Dio, erano così giovani. E non ce l’hanno fatta. Tuttavia, quello che lo snerva di più è che suo padre abbia avuto ragione. Suo padre. Pensa a lui fissando le fotografie, senza più vederle. Alto, scuro, proprio come lui. Ben strutturato e disciplinato dopo aver speso tutta la vita nell’esercito. L’esercito, questa era anche la sua strada finché la vita non si era messa di mezzo e lui aveva dovuto fare una scelta. Una scelta che gli era costata l’amore e l’orgoglio di suo padre. E non l’aveva ancora riconquistato, neanche dopo quello che era successo l’anno precedente. Piuttosto il contrario. In un modo o nell’altro sapeva che il suo padre lo incolpava di tutto.

Il suo sguardo torna alle fotografie che tiene in mano. Per un momento, fissa la prima e sorride, perso nei propri ricordi…poi si riprende, come fa sempre, e mette via le foto.

Comincia a svestirsi per mettere il suo costume da supereroe. Non è quello che sono la maggior parte delle persone, comunque? Facciamo un passo falso, cadiamo e poi ci alziamo e ricominciamo da capo.

Dopo aver finito, osserva il riflesso nello specchio e non può fare a meno di ridere, Joey gli ha promesso che sarebbe stato divertente se tutti si fossero acchittati, per usare le sue parole (piuttosto un ordine: “Tutti devono venire in costume!” dicendo che erano le istruzioni di Dawson). È sicuro che lo sarà.

Lei ha detto anche che lui potrebbe incontrare qualcuno di interessante. Non è sicuro su cosa esattamente intendesse ma non sarebbe male se lei avesse ragione.

Con un ultimo sguardo allo specchio, esce dalla camera da letto.

Interno dell’appartamento di Dawson

“Non sapevo di dover portare una calzamaglia” piagnucola Alex mentre Dawson e Joey aiutano lui e Lily ad indossare i loro costumi.

“Ma devi farlo Alex, altrimenti io non posso essere Campanellino” lo prega Lily.

“Forse posso essere qualcun altro. La calzamaglia è una cosa da ragazze. Posso essere un hippie come Dawson e Joey” dice guardandoli. Sono vestiti in puro stile hippie. Joey ha persino delle margherite tra i capelli e sul vestito.

“Non c’è Campanellino senza Peter Pan. E io voglio essere Campanellino. Devo essere Campanellino”

“La calzamaglia non è una cosa da ragazze” Joey cerca di rimediare alla situazione e si attiene alla strategia. Sono già in ritardo. Dovevano essere già fuori da cinque minuti per sistemare la casa della festa.

“I lottatori portano la calzamaglia e non sono ragazze” suggerisce Dawson.

“Credo di no” Alex sembra persuaso per il momento “E posso volare”

“Anche io” dice Lily con orgoglio “E ho le ali!”

“Siete tutti e due fantastici” Joey sorride alla scena “Perché non vi mettete in piedi contro il muro perché Dawson vi possa fotografare?”

“E’ una grande idea” dice Dawson mentre tira fuori la macchina fotografica da uno dei cassetti.

Alex e Lily si mettono orgogliosamente in posa alcune volte mentre Dawson scatta felice.

“Non sono carini?” dice Joey mentre Alex e Lily fanno del loro meglio per imitare Peter Pan e Campanellino in volo.

“Mi ricorda quella volta che tu, io e Pacey siamo diventati i Tre Moschettieri” dice lui, continuando a scattare fotografie mentre Alex e Lily entrano sempre più nella loro parte. Alex ha completamente dimenticato le sue precedenti lamentele.

“Giusto. Mia madre ha impiegato quasi due mesi per fare quei costumi” dice Joey con un sorriso. Ha persino dipinto un paio di baffi sul suo viso per fare il paio con i ragazzi.

“E poi tu hai rotto la tua spada litigando con Pacey” Dawson ride al ricordo “Eri quasi in lacrime”

“Ma tu mi hai dato la tua spada” Joey si lascia andare per un attimo ai ricordi, guardando Dawson con dolcezza. Lui era andato verso di lei, le aveva messo un braccio attorno e le aveva dato la propria spada senza dire una parola. Questo era Dawson. Questo era sempre stato e questo sarebbe stato sempre.

“Dio, siamo vecchi. Diventiamo nostalgici della nostra giovinezza” scherza Dawson mentre continua a fotografare Alex e Lily.

“Eravamo in quarta, giusto?” chiede Joey incerta sulla data esatta.

“No” dice Dawson scuotendo la testa “Terza”

“Oh, è vero” Joey sorride ancora mentre il ricordo si fa più chiaro “La quarta è stato l’anno che tu sei venuto mascherato da Elliot e nessuno ha riconosciuto il tuo costume”

“Si, era una felpa rossa con il cappuccio, molti pensavano che non avessi fatto la fatica di mascherarmi”

“Perlomeno quest’anno il tuo è chiaramente un costume” dice lei, guardando il proprio vestito e poi quello di Dawson.

“Non molto originale, lo so” ammette Dawson “Ho avuto così tanto da fare con i piani concreti per la festa, il lavoro, e il trasloco in città. Dovevo rinunciare a qualcosa”

“E questo qualcosa sono i nostri costumi per Halloween” risponde lei lanciandogli quello che dovrebbe essere uno sguardo di derisione, anche se veramente i costumi le piacciono. (Okay, lo adora…così carino con tutte quelle margherite!). Ma non si lascia sfuggire l’occasione di dargli il tormento per questo, almeno per un poco.

“Si trattava di trascurare i costumi o il pagamento dell’affitto di questo mese. Non avevo tempo per tutto. E in un certo qual modo mi piace la mia nuova casa”

“Solo in certo qual modo?” dice lei, sollevando le sopracciglia.

“Va bene, io assolutamente adoro il mio nuovo appartamento. Meglio?” ammette.

“Molto meglio” risponde Joey con un enorme sorriso “E sai che questi costumi non sono poi così insignificanti. In un certo senso sono entrata nello spirito della cosa. Mi fanno venire voglia di ritirarmi, rientrare in sintonia e tutte quelle cose come ‘Fate l’amore, non fate la guerra’” dice facendo il segno della pace con le dita.

“Si, l’ultima parte mi piace” dice Dawson, abbassando finalmente la macchina fotografica e ammiccando verso di lei, facendola ridere “E sento quasi l’odore del patchouli”

La casa di Halloween

È ancora pomeriggio presto, ma è tutto pronto. Una casa grande e antica è decorata per Halloween: zucche, scheletri…la casa stessa sembra un poco tetra. Proprio come dovrebbe sembrare una casa ad Halloween.

“C’è nessuno?” l’ospite vestita da Catwoman chiama a voce alta mentre prova ad aprire la porta d’ingresso. Si accorge che è chiusa. Sospira.

“Salve” un altro ospite vestito da Batman arriva dal fianco della casa. Samantha lo osserva.

“Batman?” chiede con un ghigno divertito, l’unica parte visibile della sua faccia.

“Catwoman?” l’uomo vestito da Batman sembra altrettanto divertito e nascosto alla vista “Ho appena controllato il retro e non c’è ancora nessuno. Credo che siamo i primi arrivati”

“Bene, bene, bene” lei sorride di nuovo “Non so se dovrei fidarmi della mia nemesi”

“Catwoman era uno degli eroi o dei cattivi? Non mi ricordo”

“Un po’ tutti e due. È parte del suo fascino. Sotto molti aspetti, è proprio come Batman”

“Bene allora” Batman fa balenare un sorriso “Non so se dovrei fidarmi della mia nemesi”

“Abbiamo Catwoman e Batman. Ti prego dimmi che non hai portato un amico mascherato da Pinguino”

“No, sono solo stanotte. E tu?”

“Non sono venuta con un amico vestito da Pinguino o con nessun altro se è per questo” dice lei e scrolla le spalle.

“Batman e Catwoman che vanno ad una festa senza accompagnatori. C’è qualcosa di sbagliato in questa scena”

Stanno ridendo quando sento delle voci che provengono dal retro della casa.

“Salve”

“Hmmm” Catwoman contempla la scena davanti a sé mentre due uomini li avvicinano “Il gatto, il pipistrello e…”

“Men in Black. Doug Witter” tendendo la mano “Piacere di conoscervi”

“Jack McPhee” si presenta Jack.

Batman porge la mano anche lui “Bruce Wayne” dice con una risata, non volendo abbandonare il misterioso gioco che lui e Catwoman stanno giocando.

“Selina Kyle” Catwoman compete con il suo largo sorriso e stringe la mano a tutti.

“Dove sono tutti gli altri?” Doug dà un’occhiata alla casa vuota “Sembra proprio una situazione sospetta”

“Beh, è Halloween. Tutto sembra sospetto” dice Jack scherzosamente “ E comunque non sei fuori servizio?” gli ricorda.

“Non parliamo di lavoro” sentono una voce fluttuare dall’ingresso “Esigo che lasciate i discorsi di bottega fuori di qui” dice Dawson mentre si unisce al gruppo con Joey, Alex e Lily subito dietro di sé.

“Che cosa vi ha trattenuto tanto?” chiede Jack

“Fotografie” risponde Joey con un sorriso “Un mucchio di fotografie”

“Bene” Dawson tira fuori una chiave e apre la porta d’ingresso. “Che la festa cominci” Finge di non notare lo sguardo curioso che Joey lancia nella sua direzione mentre entra in casa. Ha un asso nella manica. Lei lo “sa”. Solo una riunione tra amici? Si, certo…

Poco dopo, in piena festa

È passato un certo tempo da quando sono arrivati tutti. Dopo aver visto un film horror su uno schermo grande, stanno tutti mangiando quello che Dawson ha preparato.

Lily comincia a chiedersi quando comincerà un po’ di azione. Hanno sperimentato solo un lieve spavento nel bel mezzo del film, quando hanno sentito uno strano rumore provenire dal retro, ma suo fratello è andato a controllare ed è tornato dicendo che non era niente.

Lasciando il gruppo di adulti senza che loro se ne accorgano, sale le scale. Il corridoio è buio, e le ombre sembrano quasi muoversi attraverso il muro.

Prosegue a camminare esitante, cercando il suo amico con gli occhi. Improvvisamente, senza preavviso, sente una mano afferrarle la spalla.

“Eeeee!!!” strilla.

Velocemente la persona invisibile la fa girare su sé stessa. È Alex.

“Ehi, rilassati!” la rassicura “Sono solo io. Caspita, perché sei così nervosa?”

“E’ buio qui” replica “ E mi fa rabbrividire. Per favore non venirmi alle spalle così di soppiatto”

Alex ride. “Oh, smettila di comportarti come una bamboccia!” scherza “Ehi, hai sentito? Zia Joey pensa di aver visto un fantasma” Lily gli lancia un’occhiata.

“Quando?”

“Più o meno dieci minuti fa, quando è andata in cucina per prendere un po’ d’acqua. È per questo che sto ispezionando il posto”

“Allora pensi che l’abbia visto?” chiede lei, cominciando ad entrare nello spirito di Halloween “Voglio dire, non credo che sia una bugiarda, giusto?”

“C’è differenza fra essere bugiardi ed essere superstiziosi” le dice Alex “Non esistono cose come i fantasmi. Sono solo giochi di luci nei film. Halloween ci fa vedere cose che non ci sono veramente”

“Ma se ti sbagliassi?” Lily sospira “Se i fantasmi ci fossero davvero? E ce ne fosse uno in questa casa?”

Alex sta per replicare, ma sente un gran fracasso. Rapidamente i due ragazzini corrono verso il suono. Cioè verso il bagno.

La porta è stata lasciata aperta, il vapore filtra dall’interno.

“C’è qualcuno nella doccia…meglio chiamare Bill Murray!” scherza Alex.

Lily apre la porta con attenzione, accendendo la luce e rimane a bocca aperta alla vista che le si para davanti.

“Che cos’è?” chiede Alex sbirciando oltre la spalla di lei.

Lei apre del tutto la porta. Sullo specchio, illuminate dalle luci della strada, le parole “La pagherete tutti” sono scritte a grandi lettere.

I due gridano simultaneamente, correndo dabbasso più veloci che possono proprio un attimo prima che le luci si spengano.

Fuori dalla casa. Più tardi

“Come ci sei riuscito?” Joey chiede a Dawson, mentre le loro torce si muovono avanti e indietro sul prato “Calmarli come hai fatto. Credevo che Lily stesse per cominciare a piangere da un momento all’altro”.

Dawson scrolla le spalle, orgoglioso della sorellina ma non può dire questo a Joey.

“Un tizio giù allo studio quattro conduce uno show per bambini” la informa Dawson “Gli ho chiesto qualche suggerimento. Ho pensato che visto che vivo così lontano, posso sempre fare un buon lavoro come fratello maggior nel poco tempo che passo con lei”

“Ah” asserisce lei, mentre arrivano sul lato della casa. Lì, sul muro sporge la scatola dei fusibili “Beh?”

“Hmmm” Dawson borbotta “Non capisco…forse l’ha colpito un fulmine o qualcosa del genere”

“Vuoi dire che non sei stato tu?” chiede Joey lanciandogli un’occhiata “Andiamo…Halloween? La fissazione di spaventare i tuoi amici? Non è la luce la prima ad andarsene di solito?” Dawson soffoca una risata.

“Ti prego!” la prende in giro “Ero un ragazzino allora, Jo! Ho smesso di farlo al liceo. Subito dopo che alcuni dei miei amici pensarono che fosse divertente spaventarmi con un cadavere cosparso di sangue, un cadavere troppo intelligente per il proprio bene”

“Lo giuri?” chiede, non credendogli affatto “Perché oggi è stato tutto così strano!”

“Strano?” chiede Dawson “Che vuoi dire?”

“Beh”, sospira “ Prima quando sono tornata nel mio appartamento per prendere alcune cose che avevo dimenticato, posso giurare che qualcuno mi stava seguendo. Poi sulla strada quell’immondizia doveva proprio cadere fuori davanti a me…”

Dawson la guarda molto intensamente, come se stesse soppesando le sue parole, sprofondato nei propri pensieri.

“Molto interessante” afferma “ E hai sperimentato qualche tipo di paranoia galoppante prima di oggi?” Joey gli lancia un’occhiata fredda. Lui ride.

“Non è divertente, Dawson!” gli dice “Stai di nuovo facendo i tuoi vecchi scherzi?”

“Vecchi scherzi?” indaga.

“Non fare lo scemo, Dawson” sospira “Ti ricordi? Sedute spiritiche? Bambolotti morti? Dita mozzate nel mio cibo?”

“Ehi, quello era Venerdì 13, Jo!” le ricorda “Non Halloween. Facilmente confuso con un film su una sega circolare dallo stesso nome che è stato visto troppo spesso nelle notti del cinema ad Halloween!”

Joey fa un passo verso di lui, puntando un dito accusatore verso di lui, con sguardo minaccioso.

“Ehi, non dare la colpa a me!” dice “Io odiavo quei film, ti ricordi?”

“Perfettamente” risponde con un cenno della testa.

Joey lo guarda negli occhi, per assicurarsi di avere la sua completa attenzione.

“Giuri che non lo stai facendo tu?” gli chiede un’ultima volta.

“Si” dice onestamente “Joey, ti giuro che non sono stato io a seguirti cercando di spaventarti. Hai la mia parola”

Lei gli sorride.

“Adesso rilassati, okay?” la incoraggia “Divertiti un po’. E’ questo lo scopo di questa festa, giusto?”

Dawson prova qualche altro interruttore, facendo accendere le luci nella casa.

“Ah-ha!” dice, girandosi orgoglioso verso di lei “Facilissimo!” Joey alza gli occhi al cielo e poi gli sorride.
“Hai ragione però” Dawson accenna dopo un attimo “Tutta questa nottata è un déjà vu. Un tipo che conosco a malapena mostra interesse per la mia ex. Manca soltanto una seduta spiritica”

“O un serial killer che ha bisogno di indicazioni” aggiunge Joey.

“O Pacey con l’invitata che brandisce un coltello!” ride Dawson.

“Altrimenti non si può chiamare festa” Joey ride insieme a lui, ricordando quella donna tremenda.

“L’ho chiamato e gli ho chiesto se riusciva a venire alla riunione. Mi ha detto che non poteva” accenna Dawson “Non sembra davvero la stessa cosa. Niente Jen, niente Pacey”

“Lo so. È strano. Ma è questo che succede, credo. Siamo destinati a perdere qualcuno lungo la strada”, dice, in tono serio.

“Non dev’essere per forza così, però. Cioè. Guarda noi. Siamo ancora qui”

“Si, è vero” dice lei, guardandolo e sorridendo.

Improvvisamente il momento è rotto da un forte grido che viene dall’interno. Dawson e Joey si fissano l’un l’altro sorpresi.

“Era Lily!” gli dice Joey

Velocemente, corrono dentro.

Seminterrato della casa.

Mentre Dawson e Joey cercano Lily ed Alex, Ethan e Samantha stanno per esplorare il seminterrato. Sono entrambi ancora nei loro costumi, quindi continuano a non avere idea di chi sia l’altro. Neanche un sospetto. Anche se si sono già incontrati quel giorno, hanno entrambi cancellato dalla memoria quel momento imbarazzante.

“Allora, dimmi ‘Bats’” scherza Samantha “Cosa stiamo cercando?”

“Torce” risponde lui “O candele. Qualcosa che ci permetta di vedere”

Lei gli rivolge un ghigno.

“Pensavo che i pipistrelli potessero vedere al buio” chiede

“Come i gatti” replica lui “Sfortunatamente, è solo una diceria. Guarda qui. Questa gente è davvero amante dei pacchi!”

I due cominciano ad esaminare scrupolosamente le scatole. Continuano a cercare, guardandosi furtivamente a vicenda. Alla fine Samantha lo coglie in flagrante.

“Cosa?” chiede “Che c’è?”

“Niente” replica lui scuotendo la testa. “E’ solo che sembri avere qualcosa per la testa”

Lei sospira.

“Chi sei?” chiede lei “E’ tutta la notte che cerchi di proteggermi e non so nemmeno il tuo nome. Non ho bisogno della tua protezione comunque” dice, con tono tranquillo.

“Aw, la donna forte” scherza “Scusa, non posso dirlo” risponde “Non posso abbandonare la mia identità segreta”

Samantha alza gli occhi al cielo.

“Inoltre, neanche io so il tuo nome, giusto?” le ricorda “Sono un amico di Joey. Fermiamoci qui”

“Non sei il cameriere, vero?” chiede

Ethan ride.

“No, non sono Pacey!” fa una risata soffocata. Lei gli sorride, con uno sguardo lungo e consapevole. “Cosa?” chiede lui “Ho qualcosa fra i denti?”

Samantha scuote la testa.

“No, è solo che chiunque tu sia, stai davvero bene con questo costume” dice lei, a voce bassa e seducente.

Ethan le sorride. Ad un tratto si accorgono con sorpresa di tenersi per mano. Come è successo? Non lo sanno, ma è …eccitante. I loro visi di avvicinano mentre chiudono gli occhi. Però, prima che possa accadere qualcosa, sentono una voce gridare dalle scale.

“La corrente è tornata” urla Dawson “Tutti in cucina! Abbiamo un problema!”

Samantha sospira, poi si dirige verso le scale. Ethan la segue velocemente. Che cosa è successo?

Cucina della casa.

Poco dopo gli otto si ritrovano in cucina. Dawson tra passeggiando avanti e indietro mentre Joey cerca di consolare Lily e Alex. Ethan è seduto al tavolo come Jack e Samantha. Doug infine è in piedi a guardia della porta.

“Allora, le luci funzionano, giusto?” chiede Ethan, diventando leggermente impaziente “Qual è il problema quindi?”

“C’è qualcun altro qui” risponde Joey “C’è qualcun altro in casa. Oltre a noi otto”

“Questo è assurdo, Joey” la sfida Jack “chi?”

“E’ un fantasma!” sbotta Lily “C’è un fantasma di sopra!”

Doug cerca di calmarla usando la logica.

“Un fantasma?” chiede, strofinandole i capelli “Mi stai dicendo che tu hai visto una vera anomalia spettrale?”

Silenzio.

“Uh, non esattamente” risponde Alex “Era piuttosto una scritta. Qualcuno ha scritto sullo specchio!”

“Oh, quindi ne deduco che solo i poltergeists possono farlo?” dice Doug, cercando di trasformare il tutto in un buffo aneddoto.

“Fantasma o no, c’è qualcuno qui” risponde Samantha, credendo a Lily “Potrebbe trattarsi di uno psicopatico!”

“Potrebbe trattarsi di Dawson!” brontola Jack, guardando accusatorio il loro ospite. Prima che Dawson possa rispondere Joey scuote la testa.

“No” lo difende “Dawson era fuori con me quando è successo”

“E allora?” chiede Jack “Stai dicendo che abbiamo un vero fantasma qui?”

Uno sguardo severo attraversa il viso di Doug. Okay, se tutto tendono a credere alla teoria del fantasma o a quella di un estraneo in casa, deve prendere la cosa sul serio.

“Non lascerò niente di intentato” afferma “Se c’è qualcuno qui, lo troverò. Voglio che rimaniate tutti qui, per ogni evenienza”

Ethan si alza rapidamente

“No, assolutamente no” protesta, andando verso Doug “Non resterò qui ad aspettare per vedere quello che succede. Lo faremo insieme…”

Ma prima che possa dire qualsiasi altra cosa, sentono un forte rumore proveniente dal soggiorno.

Tutto il gruppo si alza dalle sedie e si stringe, rivolto verso la direzione da cui proveniva il rumore. Dopo un paio di secondi, Doug si riprende e si lancia dentro

“FERMI TUTTI!”

Con sua grande sorpresa non c’è nessuno lì. L’unico segno di vita è il leggero chiarore dello schermo televisivo. Sospirando Doug si gira verso il gruppo.

“Va bene! Chi ha lasciato la televisione accesa?” chiede

Gli altri sette entrano nel soggiorno lentamente. Il film Halloween scorre sullo schermo. Il volume è stato alzato al massimo e Dawson afferra il telecomando e lo abbassa.

“Non era acceso quando siamo tornati” gli dice Samantha “C’è un timer in questa cosa?”

Nessuno risponde.

“Okay…comincio a credere alla teoria del fantasma ogni momento di più” sussurra.

“Andiamo…i fantasmi non esistono!” ribatte Jack, ma non suona davvero convincente.

Proprio mentre Jack finisce la frase, la porta d’ingresso si spalanca. Tutti fanno un salto.

“Devo supporre che sia soltanto il vento?” scatta Joey.

Dawson corre verso la porta, sbattendola e chiudendola.

“Niente panico” suggerisce “Qualsiasi cosa sia non riuscirà ad entrare!”
“E se fosse già dentro?” geme Lily.

Joey si inginocchia accanto a lei mentre Dawson le mette le mani sulle spalle ed Alex le resta vicino.

“Ssh, andrà tutto a posto” la rassicura Joey “Doug è un poliziotto. Ti proteggerà. Giusto?”

Joey guarda Doug, che annuisce.

“Li porterò di sopra” guarda Dawson in cerca di approvazione approvazione e lui annuisce “Poi scopriremo che cosa sta succedendo qui”.

“Stai attento!” lo avvisa Jack “Okay?”

Doug sorride, afferrando la mano di Jack per un attimo. Poi conduce Lily ed Alex di sopra.

Pochi momenti dopo…

Dopo una discussione, il resto di loro decide di separarsi…nonostante l’avvertimento di Dawson che è così che la gente viene uccisa nei film horror. Joey va con Jack mentre Dawson resta con Samantha ed Ethan.

I tre stanno cercando fuori, nell’eventualità che qualsiasi cosa sia uscito dalla porta sia ancora lì.

“Buon dio, sto tremando” mormora Samantha “Sto tremando sul serio. Non mi sono mai sentita così scossa prima”

“E’ comprensibile” le dice Ethan con un sorriso “Fa proprio freddo fuori. Io ci sono abituato, però”

Lei ride “Aw, abbiamo un vero uomo!” scherza.

“Un sorriso?” chiede lui “Guarda un po’…sono riuscito davvero a farti sorridere”

“Solo per un attimo” replica lei.

Mentre la cosa continua, Dawson presta attenzione ad ogni dettaglio del loro scambio. Uno sguardo divertito gli compare in viso mentre comincia ad accorgersi che sono…attratti l’uno dall’altro.

“Vado a controllare il capanno” dice Ethan.

Immediatamente, Dawson vuole raggiungerlo

“Verrò con te!”

“Ehi!” Ethan lo ferma, sogghignando “Chi è il supereroe qui, hu?”

Dawson alza gli occhi al cielo e borbotta “Come vuoi” mentre Ethan si avvicina al capanno. Lui si gira verso Samantha.

“Guarda che tipo!” brontola, aspettando la reazione di Samantha alle prossime parole “E’ rumoroso, concentrato su sé stesso, invadente, uno porco vanaglorioso…”

“Coraggioso?” aggiunge Samantha “E carino, anche” con un sorriso che le incurva le labbra.

Dawson sogghigna.

“Come fai a dirlo? Non hai ancora visto la sua faccia” ride “Ma lui ti piace, vero?” chiede sorridendo.

Lei sogghigna in risposta, un luccichio sfacciato negli occhi

“Come fai a dirlo” indaga.

“Sono un tipo percettivo” replica, ridendo ancora una volta “Garantito, non tanto percettivo quando si tratta di me stesso”

“Lo puoi ben dire” dice lei mentre guarda oltre , verso il punto dove Ethan è scomparso “Ti ci sono volute tre settimane per capire che volevo che mi chiedessi di uscire”

Dawson ride “Ho la sensazione che lui non ci metterà così tanto. Buon per te. Stavo solo scherzando prima. Il ragazzo mi piace”

“Bene” dice lei con un sorriso “E giusto per la cronaca, anche io non avrò nessun problema con qualsiasi ragazza ti capiti di avere una cotta” aggiunge, con un gesto magnanimo.

“Ah” Dawson ride “Non credo che mi dovrò preoccupare di questo per un po’, vero? Sono il peggior malato del lavoro, ricordi?”

Samantha incrocia le braccia, fissandolo dubbiosa

“Una volta lo pensavo, sai?” gli dice “Ma non lo sei Dawson. È buffo come tu riesca sempre a trovare il tempo per stare con Joey” Dawson reprime un sospiro con un’espressione che dice ‘Ancora la solita discussione’ “Non guardarmi così, Dawson Leery, è vero. E stanotte, più ti osservo insieme ai tuoi vecchi amici…è come se tu diventassi un altro. Ti apri. Ti diverti. Ti diverti davvero, non come a quelle feste a L.A. Questa tua festa di Halloween…a parte il possibile elemento soprannaturale…è stata proprio una bella idea”

Dawson scrolla le spalle

“Averli intorno…” spiega “mi ricorda da dove vengo, credo. Le mie responsabilità non mi pesano. È difficile credere di aver passato cinque anni parlando a mala pena con tutti loro. Ma dopo quello che è successo a Jen…forse ho solo capito quanto sono importanti per me”

“Vuoi un consiglio?” chiede Samantha “Comportati così al lavoro. Ti risparmierà un crollo nervoso”

Dawson ride. Un momento dopo Ethan esce dal capanno.

“Niente” annuncia “Ce ne dobbiamo andare?”

“Certo” dice Dawson con un ghigno in faccia “Credo di aver visto qualcosa laggiù che ci potrebbe aiutare”

Nel frattempo, dentro la casa…

Di sopra, Doug avanza furtivamente e lentamente verso il bagno. Lily e Alex lo seguono da vicino, nessuno dei due sa cosa aspettarsi. Entrambi pensano che, da un momento all’altro, il fantasma ritornerà.

Doug, invece, non è minimamente superstizioso. Ha già cominciato a capire che cosa sta succedendo e asseconda gli eventi.

“State vicino a me” istruisce i ragazzini mentre si avvicina al bagno.

Li dentro, vede esattamente lo stesso messaggio che hanno visto Lily ed Alex. “La pagherete tutti” compitato lettera per lettera sullo specchio.

Entra. Alex e Lily restano sulla porta, pietrificati.

“E’ tutto a posto” li rassicura Doug “Non c’è nessuno”

Si inginocchia a ispezionare il pavimento. Qualcosa attira la sua attenzione, e osserva più da vicino. Sporco sulle piastrelle.

“Oh mio dio…” sussurra

“Che cos’è?” chiede Lily.

“C’è qualcuno” annuncia lui “C’è sicuramente qualcuno qui!”

Proprio mentre lo dice, la tenda della doccia si muove e vedono una silhoutte. Con un gesto protettivo Doug mette un braccio davanti ai ragazzini mentre Lily prende la mano di Alex.

Di nuovo nel seminterrato, poco dopo…

Un paio di occhi osserva silenziosamente Jack e Joey scendere le scale.

“Non capisco perché sono tutti così agitati per questo” dice Jack “E’ solo Dawson che sta di nuovo facendo i suoi vecchi trucchi”

“Non ne sono così sicura” risponde Joey “E se fosse davvero un fantasma? Non pensi che sia possibile?”

“Ha importanza?” chiede Jack “Fantasmi? Dawson? Tutto quello che so è che vedrò il mio uomo in azione” dice, lanciando un’occhiata a Joey con una risata soffocata “Capeside ha il tasso di criminalità più basso che conosca”

“Oh, che vergogna!” risponde sarcastica Joey “Preferiresti che vivesse nella Grande Mela, dove la polizia è coinvolta quotidianamente nelle sparatorie?”

“Ehi, almeno ti vedremmo più spesso, giusto?” lui scrolla le spalle “A volte ho bisogno di avere vicino i miei amici” dice, la mente alla questione della custodia di Amy.

Joey se ne accorge e si abbracciano brevemente.

Però, un momento dopo, un barattolo cade da uno scaffale. Mettendosi davanti a Joey, Jack va ad indagare.

“Aspetta qui!” le ordina.

“Oh, andiamo Jack” lei prova a discutere, ma lui non gliene dà modo.

Joey guarda impotente mentre Jack gira l’angolo. Sparisce e non parla per qualche minuto.
“Jack?” Joey lo chiama “Va tutto bene?”

La risposta è un gran fracasso. La lampadina che pende dal soffitto si fulmina, lasciando il seminterrato completamente al buio.

Joey rimane senza fiato, girando rapidamente su sé stessa.

“Jack?” lo chiama di nuovo “Ti prego dimmi che sta…”

Prima che riesca a finire la domanda, una mano le stringe la spalla da dietro.

“Nooooo!” grida, spingendo via rudemente il suo assalitore.

Poi corre su per le scale più veloce che può, sentendo il rumore di passi che corrono dietro di lei. Non ha il coraggio di guardarsi alle spalle, spaventata da quello che potrebbe vedere.

Finalmente raggiunge la porta, spalancandola. Prima che riesca ad allontanarsi finisce contro qualcun altro…qualcuno che la afferra per le spalle.

Grida ancora, prima di accorgersi che si tratta di Dawson.

“Joey, calmati, sono solo io!” le dice “Che succede? Che c’è che non va?”

“Ha preso Jack!” grida lei “Oh dio, è proprio dietro di me. Le luci si sono spente e…”

In quel momento una mano la afferra da dietro. Joey si gira e vede una persona con una felpa scura con il cappuccio che appare dietro di lei.

Allora urla ancora…

Casa di Halloween, il portico d’ingresso

Il tempo sembra fermarsi nei secondi che servono a Joey per capire di chi si tratta.

“Audrey?” chiede incredula “Sei proprio tu?”

“Chi credevi che fossi, Bunny?” Audrey esce dall’ombra e si svela del tutto, continuando a ridere tenendosi lo stomaco “Il fantasma del Natale, ops di Halloween, passato. Avresti dovuto vedere la tua faccia!”

Joey si accorge che sono tutti lì e che stanno tutti ridendo o sorridendo.

“Grandioso! Quindi posso immaginare che tutti quanti sapevano tranne me?” dice, fingendo di essere arrabbiata, le mani sui fianchi.

“No” dice Lily ridacchiando “Ma io lo sapevo dall’inizio. Mio fratello ha chiesto il mio aiuto. Credi davvero che io mi spaventi tanto facilmente? Oh per favore” dice, alzando gli occhi al cielo e facendo ridere Dawson mentre battono il cinque.

“Tu lo sapevi e non me l’hai detto?” dice Alex, guardandola incredulo.

“Beh, se lo avessi fatto, dove sarebbe stato il divertimento?”

Alex si limita a fissarla e Lily scrolla le spalle.

“Io l’ho scoperto solo quando eravamo di sopra” dice Doug a propria discolpa.

“E io quando eravamo nel seminterrato ma Audrey mi ha pregato di non dirtelo” le spiega Jack ridendo.

“Dawson ce lo ha detto quando stavamo cercando fuori” aggiunge Ethan, e Samantha annuisce.

L’attenzione di Joey torna su Audrey “Non me lo aspettavo! Sai che mi hai praticamente spaventato a morte, vero?” dice, mentre un largo sorriso le compare sul volto e finalmente si slancia ad abbracciarla.

“Non solo io” dice Audrey orgogliosa “Anche Dawson. Mi ha specificamente chiesto che tu fossi l’ultima a saperlo”

“Tu” Joey si gira verso Dawson con uno sguardo quasi minaccioso negli occhi “Avrei dovuto saperlo che avresti ricominciato con i tuoi vecchi trucchi”

Dawson può solo sorridere imbarazzato “E ovviamente, tu sei sempre stata il mio bersaglio preferito” dice mentre cammina verso la porta e la apre facendo segno agli altri di rientrare in casa.

“Come vuoi” dice, mentre prende Audrey sottobraccio ed entra. Tutti gli altri le seguono, ancora divertiti.

“Quand’è che voi due avete preparato il piano?” chiede ad Audrey, mentre entrano in soggiorno e Dawson appare al fianco di Audrey “Credevo che fossi in Europa”

“Avrei dovuto chiamarti prima” si scusa Audrey “Ma ho chiamato Dawson la settimana scorsa quando sono tornata nei cari vecchi Stati Uniti d’America perché pensavo fosse ancora a L.A.” dice, sorridendo a Dawson che ricambia il sorriso. “Beh, è venuto fuori che il ragazzo aveva preso e si era trasferito dall’altro lato del paese e io non sapevo niente. Una ragazza si perde parecchie chicche galoppando per l’Europa. Comunque, dopo aver chiamato Dawson la settimana scorsa lui mi ha richiamato e mi ha chiesto di aiutarlo a farvi uno scherzo. E fatemelo dire, avete davvero bisogno di lasciarvi andare. So che probabilmente è difficile per voi divertirmi quando io sono così lontana ma…”

“Posso parlare adesso?” Joey interrompe quello che sta rapidamente diventando uno degli incoerenti soliloqui di Audrey e Dawson ride mentre Audrey ha un’espressione impassibile.

“Se proprio devi”

“Quando ti ho chiamato qualche giorno fa hai detto di essere ad Amsterdam”

“Si. Dovrei proprio smettere di cantare e diventare attrice”

“Quindi non eri dall’altra parte del mondo…”

“Ero dall’altra parte del paese. Dawson non voleva che la copertura saltasse. E mi hai mai visto perdermi un imbroglio?”

Poco dopo…

Dentro la casa, le identità non sono ancora state rivelate. Mentre il gruppo di vecchi amici continua a ricordare i vecchi tempi, Ethan è rimasto a osservare la donna con il costume da Catwoman. La guarda attraverso la maschera con apprezzamento. Lei gli lancia un’occhiata e allora lui gira la testa ancora una volta. ‘Lo sta facendo da quando siamo rientrati’ pensa fra sé. La osserva uscire dalla stanza ed è indeciso. Poi si alza e la segue.

Si guarda intorno nell’ingresso quando sente un suono curioso, come delle fusa. Si gira e si trova faccia a faccia con la figura sensuale che ha ammirato tutta la notte.

“Bene, ho catturato la tua attenzione” dice avvicinandosi a lui “La domanda è, chi sei?”

“Toglierò la mia se tu farai lo stesso” dice lui vedendo le sue labbra curvarsi in un sorriso.

“Okay, ce le toglieremo al tre” allunga la mano verso la propria maschera. Lui fa lo stesso.

Contano insieme “Uno…due…tre” Si sfilano entrambi la maschera e si guardano con sguardo interrogativo e poi si fissano intensamente.

“Samantha, giusto?” Ethan fa uno sforzo per ricomporsi continuando a fissarla “La ragazza del negozio di costumi?”

“Incredibile” dice lei ridendo, gli occhi che lo fissano intensamente “E tu sei l’amico di Joey giusto?” ora lo guarda dritto negli occhi. Riesce solo a pensare ‘I suoi occhi brillano’.

“Si Ethan” le porge la mano da stringere, un tantino formale forse, ma sempre educato.

“Sembra che siamo destinati ad essere una coppia che ci piaccia o no” dice divertito, ma incapace di nascondere che l’idea gli piace comunque.

“Si, così sembra” risponde lei e lui giurerebbe di aver visto uno guizzo pericoloso e seducente negli occhi di lei. Lui sorride.

“Bene, per quanto ami condividere questo piccolo interludio con te, penso che faremmo meglio a tornare prima che tutti quanti comincino a cercarci”.

Mentre rientrano, attirano l’attenzione di Dawson, che sorride complice mentre si versa un drink dal minibar.

“Te lo dicevo” Joey gli arriva alle spalle solleticandolo un pochino sulla vita. Dawson sospira. “Okay, okay, quindi avevi ragione. Ti fa sentire meglio?” scherza lui.

“Si” risponde lei seriamente e Dawson ride.

Lei rimane accanto a lui, il bicchiere in mano osservando Samantha ed Ethan parlare mentre il resto del gruppo è ora ipnotizzato da un altro film horror. Lui sente Lily reprimere un rantolo ed Alex prenderla in giro per questo “Come lo sapevi?” e la guarda rapidamente con la coda dell’occhio.

“Una donna sa queste cose” lui le lancia un’occhiata perplessa, che si trasforma in un sorriso e in una risatina soffocata di sorpresa che gli sfugge dalle labbra.

Joey si allontana e i suoi occhi la seguono mentre un sorriso gli aleggia sulle labbra.

Più o meno un’ora dopo

“Bene, la festa è ufficialmente conclusa” dice Dawson alzandosi e spegnendo il lettore DVD con il telecomando. Tutti brontolano.

Jack e Doug si stanno dividendo un contenitore di pop corn, come Alex e Lily, che sono spaparanzati sul divano accanto a Doug. Samantha mangia una mela caramellata seduta sul pavimento ed Ethan legge una rivista, seguendo il film con scarsa attenzione. Joey ed Audrey sono sedute insieme in un piccolo divano e alle parole di Dawson, Joey alza le mani e sorride.

“Oh” dice sorridendo “Non sei l’unico ad avere delle sorprese, Dawson”

Mentre tutti la guardano con anticipazione, lei va verso la sua borsa e vi pesca un involto.

“Empire State Building?” dice, agitando l’involto che ha in mano “Pensavo che una visita notturna lassù sarebbe il modo perfetto di concludere la giornata”.

La sua proposta riceve molti sorrisi e cenni di approvazione. Tutti sono contenti di prolungare un pochino la serata.

“Okay allora, prendete tutti le vostre cose e andiamo!” dice allegramente. E mentre gli altri si preparano Audrey le si avvicina.

“Mi sei mancata sul serio” dice mentre la abbraccia ancora e poi si scosta appena.

“Anche tu” risponde Joey, sorridendo. È vero.

“Ma ti ricordi quello che ho detto prima, che ero sulla costa occidentale?”

“Si?” chiede Joey, il sospetto riacceso dal tono di Audrey. È il suo tono da ‘Devo dirti qualcosa e non so davvero come’.

“Beh, ho fatto una sosta ai box nel frattempo”

“Si?” chiede ancora Joey

Audrey fa un pausa, cercando di trovare le parole giuste.

“Sono andata a trovare Pacey”

“Oh” ora ha la completa attenzione di Joey “E…”

“E sta bene. Più che bene, Joey”

“Quindi è sempre a New Orleans, giusto?”

“Giusto. Jo, era completamente rilassato e felice, proprio nel suo elemento”

“Hai visto il suo nuovo ristorante?”

“Mi ha fatto da guida. Non ci crederai, il posto è grande”

“Quindi lui stava…bene?”

“Si. È davvero felice”

“Allora sono felice per lui” Joey non riesce a trattenere un piccolo sorriso.

“Si, lo sei, vero Bunny?”
“Si. Ho pensato di chiamarlo o qualcosa del genere ma non voglio fargli pressioni. Lo sai? Sono sicura che ha bisogno di spazio e io glielo lascerò. Ma spero che presto riuscirò a prendere il telefono, o che lo farà lui, e che saremo capaci di comportarci di nuovo da amici. È davvero tutto quello che voglio. E spero che lo voglia anche lui”

Audrey le sorride “Sono sicura che lo vuole anche lui. Come hai appena detto,penso che abbia solo bisogno di un po’ di spazio per risolvere alcune cose. Ma alla fine lo vorrà, non preoccuparti” dice, mettendole un braccio attorno alle spalle e dandole una leggera stretta.

“Dio, dico davvero, mi sei mancata” ripete Joey mentre Audrey ride e si abbracciano di nuovo.

“Zia Joey” Alex si avvicina con un gran sorriso “Siamo pronti”

“Andiamo allora!” dice allegramente.

New York. Notte

Nove persone in piedi su un marciapiede. I loro occhi percorrono la struttura dell’Empire State Building. Lo scheletro d’acciaio incombe sulle strade di New York. In questo periodo dell’anno è illuminato in arancio, blu e bianco.

“Andremo lassù, zia Joey?” Alex indica il cielo sentendosi leggermente a disagio al pensiero.

“Alex, un viaggio a New York non è tale finché non si sale in cima all’Empire State Building. Andiamo” Joey fa segno con il braccio mentre comincia ad attraversare la strada velocemente schivando le auto.

Grida agli altri “Dobbiamo muoverci se vogliamo essere sicuri di arrivare in cima prima della chiusura”. Si volta continuando a camminare, osservando tutti gli altri seguirla a fatica. Dawson e Audrey camminano a braccetto. Lily ed Alex, vicino a loro ancora nei loro costumi, fanno oscillare le braccia e si spingono a vicenda a intervalli regolari.

Jack e Doug camminano vicini e Jack sfiora gentilmente la mano di Doug. Getta uno sguardo ad Ethan e Samantha che sembrano profondamente immersi in una conversazione. Aspetta tutti gli altri, sorridendo sicura che sarà un’esperienza magica per ognuno di loro.

“Zia Joey, è un edificio spaventosamente alto” Alex guarda di nuovo in su, ora che è più vicino alla struttura “Pensavo che fossi una fifona” e guarda verso Joey che sogghigna.

Joey alza le mani quando la raggiungono tutti “Okay, ho già preso i biglietti per tutti. Ci farà risparmiare tempo e non dovremo fare la fila”

“Beh, ecco Miss Organizzazione” Audrey lascia il braccio di Dawson e prende quello di Joey “Ma Joey, non c’è nessuna fila” guarda dentro e vede le guardie notturne e alcune persone che stanno uscendo dall’edificio.

“Prendetene uno ciascuno” dice Joey a voce alta, ignorando il commento di Audrey. Lei afferra un biglietto dalla mano di Joey e le due si scambiano uno sguardo. Audrey le fa l’occhiolino e Joey ride. Quindi, come da istruzioni, va verso l’ingresso.

Dawson è il successivo e cerca di prendere il biglietto dalla mano di Joey, ma lei glielo sfila via “No, tu ed io entriamo per ultimi”

Dawson si limita a sollevare un sopracciglio e si toglie di mezzo mentre lei porge i biglietti a Lily ed Alex. “Seguite Audrey e rimanete con lei, ok?” entrambi annuiscono e cominciano a correre dentro “E niente corse” grida Joey da fuori. “Vale anche per te Lily” aggiunge Dawson.

Jack, Doug, Ethan e Samantha prendono i loro biglietti da Joey ed entrano nell’edificio lasciando indietro Joey e Dawson sul marciapiede.

“Sai una cosa? È stata una idea magnifica. Come hai detto, è il modo perfetto per finire Halloween. Penso che siamo una grande squadra” dice lui sorridendo.

Joey gli sorride in risposta “Certo che lo siamo. Ovviamente quando uno di noi non sta nascondendo informazioni all’altro” Dawson fa un colpo di tosse e poi entrambi scoppiano a ridere.

“Sono stato a New York varie volte ma non ho mai visitato l’Empire State Building” dice infine Dawson e si scambiano uno sguardo.

“Beh, sai Dawson, dicono che un sacco di magie sono avvenute in cima a questo edificio” Joey sorride e poi abbassa lo sguardo a terra. In qualche modo, parlare di magia la manda in confusione. Ha un amico che le sta sempre accanto. Pura magia, ricorda. Le succede di continuo ultimamente – piccoli ricordi, piccoli momenti che la colgono di sorpresa nelle situazioni più inaspettate.

Ancora con lo sguardo abbassato vede che Dawson sposta i piedi e solleva gli occhi “Possiamo?” Dawson tiene la porta aperta per lei e insieme entrano nell’atrio. E’ vuota. Ne deducono che sono già saliti tutti.

Dopo qualche minuto Dawson e Joey escono dall’ascensore e vanno sulla terrazza panoramica. Dawson si dirige a sinistra mentre Joey va a destra per assicurarsi che ci siano tutti e che tutto sia a posto.

Cammina verso Doug e Jack. Doug ha la mano sulla schiena di Jack e lo accarezza leggermente. Si girano sentendo qualcuno avvicinarsi “Vado là a parlare un momento con Dawson” dice Doug andando via, e lanciando uno sguardo a Jack.

“A Jen sarebbe piaciuta questa notte” Jack sospira, pensando a quando lui e Jen studiavano a New York.

Joey lo abbraccia e poi si scosta “Mi piace pensare che lei sia qui con noi” sussurra.

Jack annuisce e guarda fuori le luci di New York “Sono contenta che tu e Doug siate venuti” dice Joey mentre tocca gentilmente la schiena di lui e poi lo lascia solo con i suoi pensieri.

Cammina verso Dawson ma prima si ferma a guardare Audrey con Alex e Lily.

“Voglio guardare in quella cosa” Alex indica il cannocchiale.

Audrey si avvicina al cannocchiale e guarda il prezzo “Questa è praticamente una rapina, solo per appoggiare gli occhi ad un pezzo di vetro e guardare cosa…luci?” Audrey cerca nella borsa nel tentativo di trovare degli spicci per Alex.

“Stai per oltrepassare il bordo?” Lily guarda Alex con uno sguardo piuttosto apprensivo.

“Ecco” Audrey porge ad Alex alcuni spicci “Ma non prendertela con me se tutto quello che vedrai saranno delle luci” Alex guarda Lily che ha ancora un’espressione piuttosto sofferente. Comincia a muoversi ma fa un passo indietro per prendere la mano di Lily e vanno insieme verso il cannocchiale. Inserisce le monete e la lascia andare per prima.
Ethan e Samantha sono in piedi sulla sinistra dei cannocchiali. “Nottata divertente, hu?” Ethan lancia un’occhiata in tralice a Samantha che continua ad aggiustare gli occhi sulle luci della città.

“Dawson mi ha detto che Halloween è sempre stato un momento interessante per questo gruppo”. Si gira attorno a guardare tutti quanti.

Anche Ethan si gira “Sembra che ci siamo imbattuti in un gruppo di persone interessanti”

“Questo è sicuro”. Si sorridono e poi si girano entrambi a guardare di nuovo le luci.

Joey cammina verso Dawson proprio mentre Doug si allontana. Lui si sta sporgendo dalla ringhiera. Sembra rilassato ma pensieroso. Lei si chiede cosa stia pensando.

“Ciao” dice. Dawson si gira verso di lei, sorridendo.

“Ciao” le fa eco.

Joey resta in piedi proprio accanto a lui “Wow, guarda queste luci”. Fa un profondo respiro e appoggia la fronte alla ringhiera, imitando Dawson. Le loro braccia si sfiorano.

Dawson guarda le luci “Non sono qui da molto ma questa città mi comunica così tanta energia e tanto potenziale”. Fissa lo sguardo su Joey e la vede sorride e poi chiudere gli occhi.

“Quando mi sono trasferita a New York, questa è stata una delle prime cose che ho fatto. Sono salita qui migliaia di volte ma sempre di giorno. Mi piace vedere la vita della città sotto di me”

“E’ una sensazione potente no?” dice lui. Mette le mani sulla ringhiera vicino a quelle di Joey “Ho capito bene,non sei mai stata quassù di notte?”

Joey scuote la testa e poi risponde “Si, ci sono stata. Con Jen, al liceo, quello volta che ti ho detto, quando siamo venute insieme, ti ricordi?” Dawson annuisce “Stavo in un certo qual modo aspettando un’occasione speciale per farlo di nuovo. E poi, dopo la morte di Jen…non volevo venirci da sola, sapendo che avrei pensato a lei” lo guarda e sorride apertamente mentre lui appoggia con dolcezza la mano sulle sue. Con un gesto naturale, istintivo le loro dita si intrecciano sotto lo sguardo di Joey

“Sono felice che tu abbia aspettato” lui le sorride dolcemente quando lei lo guarda. Lei osserva le loro mani intrecciate e un dolce sorriso le spunta in viso.

“Sono contenta anch’io di aver aspettato” dice, mentre si girano verso la città, fianco contro fianco.

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