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Luna di settembre
(plenilunio/I frutti)
PRESIGLA
Vediamo in lontananza la sagoma di New York. La panoramica si restringe ad
un lungo tratto di autostrada e poi ad una jeep che la percorre. Nell’auto
Dawson è alla guida e Joey è seduta accanto a lui. Ridono, mentre
due ragazzini pieni di energia e di vita, Alex e Lily, saltano e si muovono
animatamente nel sedile posteriore.
“Oh, diamine, Alex, siamo quasi arrivati. Non mi sembra vero, stiamo
andando a New York!” strilla Lily, saltando su e giù nel sedile
dietro a quello di Dawson.
“Lily, calmati. Modera l’entusiasmo. Non vorrai farti notare”
dice Alex, cercando di sembrare tranquillo, ma l’eccitazione è
evidente nella sua voce.
“Non preoccuparti Lily. Tuo fratello si è fatto notare, non sarai
la sola” Joey ride, sentendo la gomitata di Dawson sul braccio.
“Ehi, non darle retta. Ho sentito che sembrava proprio una turista quando
si è trasferita qui” dice Dawson, scambiando un’occhiata
con Joey che gli mostra la lingua, facendolo ridere. L’eccitazione dei
bambini è contagiosa. Si comportano anche loro come ragazzini e se ne
fregano. È troppo divertente, e non lo fanno da secoli. Crescere può
essere davvero noioso a volte.
“Joey, da cosa ti vestirai per Halloween?” chiede Lily, spostandosi
dal sedile per infilarsi tra Dawson e Joey.
“Devo vedere quello che è rimasto” risponde.
“Dobbiamo stare attenti quando siamo nel negozio di costumi perché
Joey si spaventa facilmente e non vogliamo che si tiri indietro per paura all’ultimo
momento e non venga con noi alla festa” dice Dawson, osservando Lily ed
Alex cominciare a ridacchiare e ignorando l’occhiataccia di Joey.
“Zia Joey, sei una fifona?” chiede Alex, un po’ sorpreso.
“No, non lo sono. Dawson sta solo esagerando, vero?” dice con fermezza,
aspettando la conferma di lui.
“Veramente no, Joey. Hai paura della tua stessa ombra” ride Dawson,
ottenendo uno schiaffo scherzosa da Joey e tirandosi leggermente indietro mentre
guida “Attenzione”
“Beh, io non ho paura di niente e avrò un bellissimo costume e
Alex ed io avremo tantissimi dolci e ci divertiremo un mondo alla tua festa
Dawson” dice Lily con sicurezza, facendo ridere Joey e Dawson.
“No, avrò io il costume migliore alla festa e molti più
dolci di te e le cose migliori da scambiare alla fine” protesta Alex,
cercando di acquisire un vantaggio “E tu ti divertirai alla festa solo
perché ci sarò io e non sarai l’unica bambina”. Si
fanno la linguaccia a vicenda, ma non riescono a rimanere arrabbiati e scoppiano
a ridere.
“Ok ragazzi, basta. Siamo quasi arrivati e sarò io a divertirmi
più di tutti alla festa. Punto” li stuzzica Dawson, accorgendosi
che Joey, Alex e Lily lo stanno guardando e cercano di non ridere.
“Davvero maturo, Dawson” Joey sbuffa, alzando gli occhi.
“Sto subendo il tuo fascino, emano quello che mi hai trasmesso tu”
scandisce ad alta voce Dawson, bloccando lo schiaffo di Joey. Ma Alex e Lily
cominciando a giocare alla lotta con loro dal sedile posteriore “Ehi,
attenzione al guidatore! Non fatemi accostare l’auto” dice, sentendosi
eccitato e impaziente in attesa del pomeriggio, quando Halloween comincerà.
Capeside, esterno della casa di Jack. Mezzogiorno
“Ciao, ciao” Jack enfatizza il saluto mentre lui e Doug sono in
piedi nel portico con Amy e Grams.
“Papà ti vuole bene, tesoro” Jack continua, tubando.
Doug si schiarisce leggermente la gola per richiamare l’attenzione di
Jack “Credo che dovremmo andare se non vogliamo essere in ritardo”
“Lo so” Jack sospira giocherellando con il piede di Amy “E’
molto peggio di quanto pensassi”
“Staremo benissimo” Grams non riesce a fare a meno di sorridere
al nervosismo di Jack “Amy mi aiuterà a distribuire dolci ai bambini
grandi, vero cara?”
Amy risponde alla domanda di Grams con una risatina.
“Sono certo che starete bene” dice Doug toccando la guancia di
Amy “Ma qualsiasi cosa succeda puoi chiamare la stazione o anche Gale
o Bessie. Ho memorizzato tutti i loro numeri sul telefono. E ho fatto lo stesso
con quelli di Dawson e Joey. Ci sono sia i telefoni di casa che i cellulari”
“E io ho tirato fuori i suoi giochi preferiti” aggiunge Jack “Oh,
ho comprato quei crackers a forma di animale che le piacciono. Li ho messi nel
secondo scaffale del pensile. Ho preso il suo pigiama per stanotte e i vestiti
per domani. Sono sopra al cassettone”
“Basta così” Doug mette la mano sulla spalla di Jack “…adesso
stai perdendo la testa”
“Lo so” Jack sospira “Ma non l’ho mai lasciata per
tutta la notte prima. Forse non dovremmo andare. Forse è davvero stupido
lasciare la mia Amy da sola per la notte per andare ad una festa in un’altra
città”
“Saro qui io” dice Grams, sorridendogli rassicurante mentre glielo
ricorda “Voi due andate e divertitevi. Ve lo meritate”
“Ha ragione” dice Doug “Amy starà bene. Non avresti
potuto trovare una baby sitter neanche volendo”
“Giusto” concorda Jack “Ma è difficile lo stesso lasciare
la mia bambina, vero?” rivolge la fine della frase ad Amy che lo guarda
ignara. Sembra che non abbia problemi con la partenza di Jack.
“Cio, Cio” ripete meccanicamente
“E’ la sua versione di Ciao” spiega Grams a Doug tra le risate.
Doug non può fare a meno di ridere con lei all’attitudine disinvolta
di Amy.
“Credi che le mancherò?” Jack sembra preoccupato.
“Certo” dice facendo del suo meglio per consolarlo “Ma sarò
più facile per lei, dato che mi conosce benissimo. La terrò occupata,
promesso”
“Starà bene” dice Doug mentre fa un passo indietro nel tentativo
di avvicinarsi all’auto.
“Starà bene” incalza Grams.
“Starà bene” Jack ripete a sé stesso per farsi coraggio
“Ciao, ciao tesoro” dice ancora, piazzandole un bacio in cima alla
testa “Papà ti vuole bene”
Lui e Doug cominciano a scendere i gradini del portico e Doug tira i loro bagagli
sul sedile posteriore dell’auto. Jack si siede al volante e Doug accanto
a lui, mettendo un CD di Bette Midler nel lettore.
“Assolutamente no” dice Jack spegnendo il lettore “Sono già
teso come una corda per aver lasciato Amy. Non sono in grado di sopportare la
tua musica adesso”
“Non c’è niente come la divina Miss M per lenire un’anima
tormentata” argomenta Doug sporgendosi per riaccendere la musica.
“Accendila e io non risponderò delle mie azioni” scherza
Jack.
“Stai davvero minacciando un pubblico ufficiale?” Doug cerca di
restare serio ma un sorriso lo tradisce.
“Starà bene” sospira Jack “Vero?”
Doug sospira e alza gli occhi al cielo mentre Jack mette in moto.
Appartamento di Dawson, a New York
“E ci saranno anche i dolci, giusto Joey?” chiede Lily, mentre
entrano tutti e quattro nell’appartamento di Dawson. Lui chiude la porta
dietro di sé.
“Cosa?” Joey strizza l’occhio a Dawson girandosi “Tua
madre non ti ha detto niente?”
“Detto cosa?” chiede Alex sospettoso.
“Credevo che Bessie lo avrebbe fatto” Dawson lascia i bagagli sul
pavimento, vicino al divano e si gira verso gli altri tre, guardando i due ragazzini
con uno sguardo preoccupato. “Non so come dirvelo ragazzi…”
e guarda Joey in cerca di aiuto. Gli sguardi dei ragazzini rimbalzano dall’uno
all’altro.
“Beh, è solo che New York è molto diversa da Capeside”
continua Joey al posto suo, fingendosi preoccupata quanto lui.
“Diversa come?” chiede perentoria Lily
“Mi dispiace sorella, ma qui non si distribuiscono dolci per Halloween
e tanto meno alle feste di Halloween”
“Ci stai mettendo alla prova” dice Alex “Non ascoltarli Lily.
Stanno solo provando ingannarci”
“Si” Lily sembra voler convincere sé stessa “Dawson
e Joey stanno solo provando a ingannarci”
“Come volete” sospira Dawson “Joey ed io stavamo solo cercando
di prepararvi a quello che vi aspetta. Ricordatevi di ringraziare quando le
persone vi offriranno le mele” dice, andando verso la cucina e versandosi
un po’ d’acqua.
“Mele?” all’improvviso Alex sembra meno sicuro di prima.
“Mele” Joey concorda con Dawson “E filo interdentale e centesimi”
“E che dovremmo farci con i centesimi?” chiede Lily, quasi a terra
dal panico.
“Conservarli o spenderli. Esistono ancora i soldi di cioccolata, giusto?”
Dawson offre il suo consiglio dalla cucina.
“Sii serio” sbuffa Alex.
Joey non riesce a non ridere “Non credo esistessero più neanche
quando eravamo piccoli noi”.
“Davvero Dawson” prega Lily “Stai scherzando o no?”
chiede, camminando per raggiungerlo in cucina, con Joey ed Alex alle calcagna.
“Beh, forse qualcuno offrirà occasionalmente Smarties o quei dolcetti
al burro di arachidi con la carta nera e arancione. Se sei fortunata”
Lily fa una smorfia “Och”
“Non sono neanche veri dolcetti” Alex non può fare a meno
di brontolare. È ormai convinto che Dawson e Joey stiano dicendo la verità.
“Quand’è che sei diventato così schizzinoso?”
chiede Joey “Un dolcetto è un dolcetto”
“Difficilmente. Quelle cose nere e arancione sono schifezze. È
quello che si mangia quando tutti gli altri dolcetti di Halloween sono finiti,
perfino gli Smarties”
“Oh” Joey non nasconde un sorriso.
“Procediamo con il programma Jo” Dawson ride mentre si appoggia
alla barra degli strumenti “Ti ricordi quanto erano grasse quelle cose
al burro di arachidi, vero?”
“Si” sorride al ricordo “Anche se Halloween non era per niente
la mia vacanza preferita”
“Tu sei una fifona di fama mondiale” Dawson ribadisce quello che
ha detto nell’auto con un sorriso, indicandola con l’indice e socchiudendo
gli occhi scherzosamente.
“Il fatto che sia stata il bersaglio costante dei tuoi scherzi non ha
aiutato” dice Joey, fingendo di essere offesa, mentre Lily ed Alex osservano
lo scambio leggermente annoiati. Tutto quelli che li interessa è sapere
se otterranno dei dolci.
“Certo, dai pure la colpa a me” dice Dawson “Non volevi nemmeno
fare dolcetto o scherzetto a casa di Grams. Hai quasi pianto l’unica volta
che Bessie ci ha portato. Seguitemi” dice e loro lo fanno. Dawson le sorride
girandosi e lei gli sorride di rimando mentre i bambini corrono verso la stanza
che Dawson ha assegnato loro di sopra.
“Dolcetto!” sentono dire ad Alex quando finalmente raggiunge la
sua meta.
“Ci hai preso in giro” Lily fa il broncio prima di sorpassarli correndo
in direzione di Alex. Dawson e Joey ridono salendo lentamente le scale. Quando
arrivano, entrambi i bambini hanno già ispezionato la borsa con i dolcetti.
“Sono quelli buoni” dice Alex con un cenno di approvazione.
“Possiamo?” Lily apre la borsa senza attendere la risposta.
“Certo, ragazzi” dice Dawson, sorridendo e appoggiandosi al muro,
osservandoli a braccia conserte.
“Non troppi” Joey fa un timido tentativo di mantenere la disciplina
“Dawson, staranno male tutta la notte se mangiano troppi dolci”
“Beh, non importa” Dawson scrolla le spalle “Dal momento
che passerai la notte qui, possiamo lavorare in coppia”
“Carino, però, preferisco lo stesso non doverlo fare. Non voglio
che stiano male”
“Non succederà…spero. Cioè, quanti dolci siamo stati
in grado di mangiare quando eravamo bambini senza mai stare male? E dimmi, sarai
una di quelle madri che non danno mai dolci ai loro figli e li fanno mangiare
hamburger di soia invece di portarli da McDonalds?” le chiede, prendendola
in giro.
“No” Joey incrocia le braccia sul petto, imitando la sua posa e
aggrottando leggermente la fronte.
“Lo sarai, vero?” la stuzzica.
“No” libera le braccia “Stai attento!” avvisa Alex
mentre lui rincorre Lily giù per le scale. Entrambi si portano dietro
i loro dolci.
Lo sguardo soddisfatto di Dawson parla da solo.
“Okay, hai ragione. Non dovrebbero essere niente che non possiamo fronteggiare
insieme” sospira Joey.
L’improvviso suono di vetri rotti la smentisce.
“Mi dispiace” dice Lily in lontananza “Ho solo visto una
fotografia di Pacey qui e aveva una buffa barba. Volevo solo vederla meglio”
“Basta che non tocchi niente altro” strilla Joey mentre Dawson
la supera “Penso sia meglio se prendo la scopa e la paletta”.
Un negozio di costumi, New York
Un piccolo, anzi minuscolo negozio di costumi nel centro di New York. Dawson
è in piedi al centro del negozio in attesa dei costumi che ha ordinato.
È un po’ spaventato dal tempo che la commessa sta impiegando per
trovarli.
“Dawson questo posto è piuttosto strano” dice Joey in piedi
accanto a lui, guardandosi intorno ad occhi aperti “Ed ha anche un curioso
odore”
Dawson ride piano all’espressione del viso di Joey “E’ il
miglior negozio di costumi di New York, Joey. Ho avuto l’indirizzo da
uno dei costumisti. E tu sai come sono ad Halloween: più strano è,
meglio è” le da un colpetto con il gomito.
“Ehi, Lily, guardami” Dawson e Joey si girano in tempo per vedere
Alex mettersi una maschera sulla faccia. Sembra più o meno quella di
un mostro marino. Joey e Dawson si guardano in modo complice e sorridono.
“Alex, è volgare. Mi piace di più questa” Lily si
mette in testa una tiara e prende in mano uno scettro.
“Lily, dovresti parlare con Joey per quel costume. Ho sentito che una
volta ha partecipato ad un concorso di bellezza” Dawson si allontana giusto
in tempo mentre lei cerca di dargli un pizzicotto sul braccio.
Joey sorride timidamente mentre abbassa gli occhi e poi li rialza. Una persona
nell’angolo del negozio attrae la sua attenzione “Quello è
Ethan” e cammina velocemente verso di lui aprendosi la strada nel mare
di costumi.
In un batter d’occhio lo ha trascinato verso Dawson “Dawson, dov’è
Samantha?” si guarda intorno rapidamente, localizzando Samantha, che si
è allontanata pochi minuti prima cercando di trovare il costume giusto.
“Rimani qui” fa segno a Ethan che le lancia uno sguardo piuttosto
confuso mentre lei insegue Samantha. Ethan guarda Dawson, che annuisce semplicemente.
Sono entrambi completamente confusi. Si voltano insieme per guardare le donne,
con espressione vuota.
Mentre tornano verso Ethan e Dawson, Joey sta sussurrando a bassa voce qualcosa
a Samantha. “Samantha, questo è Ethan”. Si salutano con un
cenno del capo. Samantha guarda Dawson con espressione perplessa e Ethan guarda
Joey, alzando gli occhi al cielo e scuotendo la testa.
“Umm Joey, posso parlarti un attimo?”
“Dawson, sono…” lui la spinge fuori dalla porta.
“Che cosa stai facendo?” le lascia andare il braccio.
“Ho pensato che forse dovevano incontrarsi” Joey gli sorride e
sembra piuttosto fiera di sé stessa. “Adesso tornerò dentro
e mi accerterò che quei due stiano parlando. Spostati” ride mentre
scivola dietro di lui. Lui sembra voler dire qualcos’altro ma rimane lì
in piedi per un attimo scuotendo la testa, poi si unisce ai tre.
“Mi dispiace. Allora, dove eravamo rimasti?” Joey guarda Ethan
e poi Samantha. Regna il silenzio.
“Beh, dato che dovete entrambi prepararvi per stasera, perché
non cercate e ve la spassate insieme? Ho un’idea…” Joey guarda
Dawson come avesse avuto la migliore idea di sempre. Samantha sbatte lentamente
le palpebre guardando Joey, cercando di decidere se sta davvero cercando di
fare la paraninfa. Ethan si limita a guardarla con espressione perplessa.
“Joey, che ti è preso?” dice Dawson, pensando che preferirebbe
sprofondare piuttosto che assistere a quel momento d’imbarazzo “Mi
scuso per tutto questo Sam. Non ho idea su cosa le sia successo oggi”
Dawson lancia a Joey un’occhiata che dice ‘ancora una sola parola
e la pagherai’ ma poi non può fare a meno di sorridere davanti
all’espressione innocente di lei. Figuriamoci.
“Signore, mi scusi…” la commessa chiama dal retro del negozio.
“Chi di noi desidera?” dice Dawson a voce piuttosto alta.
“L’altro gentiluomo” risponde la signora ed Ethan comincia
ad andare verso il retro, sollevato, ma la commessa gli va incontro a metà
strada.
Joey trova lo scambio tra Ethan e la commessa molto interessante. Lo osserva
sfoderare il proprio fascino e sorprende Samantha che lo osserva anche lei “Oh
per favore” mormora sottovoce, girandosi e andando a controllare altri
costumi.
Ethan ritorna con il suo costume in una scatola “Dawson, vuole che tu
vada sul retro e prenda il resto dei costumi” dice Ethan. “Grazie,
e … beh, di nuovo piacere di averti visto” risponde Dawson allontanandosi.
Ethan guarda la commessa andare nel retro e Dawson seguirla proprio mentre alcune
scatole stanno per cadere a terra. Poi si gira verso Joey “Bel tentativo”
dice, facendole l’occhiolino e agitando la mano in segno di saluto mentre
esce dal posto. Joey sembra leggermente delusa dal fallimento del proprio grande
piano. Poi sorride. Ci saranno altre occasioni.
“Joey, Lily, Alex venite a prendere i vostri costumi” Dawson grida
facendo smettere di giocare i ragazzini e affrettare Joey per aiutarlo.
Presto tutti loro, compresa Samantha, hanno i propri costumi e sono pronti
ad andare via.
Mentre lo fanno, Dawson tiene la porta aperta per far uscire Lily, Alex e Joey
dal negozio, lasciando Samantha per ultima. Parla a bassa voce “Mi dispiace
per tutto. Non so perché lo abbia fatto”
Rispondendo altrettanto piano “Andiamo, Dawson. Non riesci a immaginarlo?”
e con ciò Samantha accelera il passo e raggiunge gli altri. Dawson sembra
semplicemente pensieroso.
Un hotel a New York. Nello stesso momento
Due valigie giacciono sul pavimento, il letto è coperto di vestiti e
la TV è su una stazione sportiva locale. Jack e Doug sono in piedi spalla
contro spalla, provando i loro costumi da Men in Black, completi a tre pezzi,
firmati.
“Okay, non posso mettermi questa cosa” si lamenta scherzosamente
Jack, strappandosi la cravatta dal collo e tirandola sul cassettone di fronte.
“Dai, Jack, fai un profondo respiro e riprova” ride Doug, trovando
la frustrazione del suo compagno un po’ comica.
“Ti prego, tu ogni tanto porti la cravatta con l’ uniforme, hai
più pratica di me” Jack dice imbronciato, prendendosi il tempo
di osservare Doug che si prepara “Io sono un’insegnante. Le cravatte
non sono una delle voci richieste nel curriculum”
“Allora, lascia che ti aiuti, caro” ride Doug, afferrando la cravatta
e spostandosi dietro di lui per aiutarlo “Stai così bene con questo
completo però. Penso che dovrei parlare con il preside Peskin perché
applichi un codice di abbigliamento per i docenti”
“Oh davvero? Beh, con te che mi aiuti ogni mattina, potrei di sicuro
essere persuaso a portare la cravatta per lavoro più spesso” dice
Jack, alzando le sopracciglia, facendo fare una risata soffocata a Doug. Condividono
un momento di tenerezza.
“E’ piacevole cambiare scenario ogni tanto” dice Doug, abbracciando
Jack, che adesso ha la cravatta allacciata.
“Si, una parte di me è davvero felice di essere fuori da Capeside
per un po’, ma l’altra parte desidera veramente essere con Amy o
almeno averla portata a vedere tutti quanti” sospira Jack, appoggiando
il corpo all’indietro contro Doug.
“Lo so, anche per me è lo stesso. Ma godiamoci questo momento
da soli, è passato tanto tempo dall’ultima volta” dice Doug,
appoggiando il mento alla spalla di Jack.
“Stanotte sarà divertente comunque. Sarà un piacevole cambiamento
anche stare fra adulti o almeno che la maggioranza degli ospiti abbia più
di cinque anni” ride Jack mentre Doug annuisce.
“Si, sarà piacevole non doversi preoccupare che qualcuno stia
per sputare sul mio completo” ride Doug, sentendo Jack soffocare una risata.
“Beh, forse dovremo tenere d’occhio Joey, se c’è dell’alcol
in giro stasera. Lei è capace di sputare se Dawson la lascia bere troppo”
ride Jack, ricordando i racconti su Joey ubriaca di Dawson e Pacey.
“Oh dio, io sono fuori servizio stasera, quindi se le cose sfuggono di
mano… per lo meno alla festa…io non mi lascerò coinvolgere”
ride Doug, alzando un sopracciglio verso Jack che ripete il suo gesto.
“Oh davvero? E se le cose dovessero sfuggire di mano più tardi?”
Jack chiede con civetteria, osservando Doug che è leggermente imbarazzato.
“Beh, allora dovrò usare alcune delle mie tattiche di applicazione
della legge per occuparmi della situazione” dice, lanciandogli un’occhiata.
“Capisco, beh sceriffo Witter prometto completa cooperazione se necessario”
dice Jack avvicinandosi a Doug e abbracciandolo.
“Beh, a volte sedare una rissa non è tanto male” dice Doug
scherzosamente, abbracciandolo a sua volta, piegandosi a baciarlo.
“Ricordati, stanotte ci dobbiamo divertire” dice Doug, tirandosi
indietro proprio un attimo prima di baciarlo.
“Giusto, divertimento. Dimentica tutti il resto per ora” dice Jack
dolcemente e Doug annuisce, riavvicinandosi e finalmente baciandolo.
Casa di Ethan. Più tardi
Ethan si sta preparando per la festa. Joey lo ha invitato e non ha smesso di
parlarne per tutta la settimana, dicendo che questo suo amico faceva le migliori
feste di Halloween quando erano ragazzini. E finalmente Ethan aveva scoperto
il suo nome: Dawson. Lo aveva già incontrato prima di oggi: si era fermato
in ufficio una volta per portarla fuori a pranzo. “Da amici” gli
aveva detto Joey quando lui l’aveva stuzzicata. Sembrava un ragazzo simpatico,
Dawson: educato, silenzioso, dal sorriso facile (soprattutto con Joey nei paraggi).
Joey aveva detto d’impeto che era un famoso produttore televisivo e presto
un famoso regista e lui era più o meno arrossito, in un modo che Ethan
era sicuro gli aveva procurato più di uno sguardo di simpatia femminile.
Ethan controlla ancora l’orologio e torna a riflettere all’invito
di Joey. Si è sorpreso all’inizio, soprattutto perché tutte
le volte che aveva provato a passare del tempo con lei fuori dal lavoro, lei
aveva educatamente rifiutato. Era arrivato in città da poco più
di due mesi e sentiva davvero la mancanza di amici. A Filadelfia, era l’anima
della festa, piuttosto selvaggio a volte. Probabilmente perché aveva
bisogno di uno sfogo, a causa di…a causa di alcuni avvenimenti passati.
Poi però aveva deciso di trasferirsi a New York e da allora c’era
stato solo lavoro, lavoro, lavoro…e alcuni ossessionanti ricordi.
Dal soggiorno, pulito come uno specchio e in ordine, si dirige nella camera
da letto, pulita come il soggiorno. Appoggiato sul letto c’è il
suo costume e lui lo guarda divertito. Quando è stata l’ultima
volta che si è mascherato? Ok, domanda sbagliata. Si ricorda fin troppo
bene quando. Solennemente si siede sul letto, ed apre il primo cassetto del
suo comodino, quel ricordo gli riempie la mente. Tira fuori una busta piena
di fotografie e le scorre con una espressione addolorata.
Dio, erano così giovani. E non ce l’hanno fatta. Tuttavia, quello
che lo snerva di più è che suo padre abbia avuto ragione. Suo
padre. Pensa a lui fissando le fotografie, senza più vederle. Alto, scuro,
proprio come lui. Ben strutturato e disciplinato dopo aver speso tutta la vita
nell’esercito. L’esercito, questa era anche la sua strada finché
la vita non si era messa di mezzo e lui aveva dovuto fare una scelta. Una scelta
che gli era costata l’amore e l’orgoglio di suo padre. E non l’aveva
ancora riconquistato, neanche dopo quello che era successo l’anno precedente.
Piuttosto il contrario. In un modo o nell’altro sapeva che il suo padre
lo incolpava di tutto.
Il suo sguardo torna alle fotografie che tiene in mano. Per un momento, fissa
la prima e sorride, perso nei propri ricordi…poi si riprende, come fa
sempre, e mette via le foto.
Comincia a svestirsi per mettere il suo costume da supereroe. Non è
quello che sono la maggior parte delle persone, comunque? Facciamo un passo
falso, cadiamo e poi ci alziamo e ricominciamo da capo.
Dopo aver finito, osserva il riflesso nello specchio e non può fare
a meno di ridere, Joey gli ha promesso che sarebbe stato divertente se tutti
si fossero acchittati, per usare le sue parole (piuttosto un ordine: “Tutti
devono venire in costume!” dicendo che erano le istruzioni di Dawson).
È sicuro che lo sarà.
Lei ha detto anche che lui potrebbe incontrare qualcuno di interessante. Non
è sicuro su cosa esattamente intendesse ma non sarebbe male se lei avesse
ragione.
Con un ultimo sguardo allo specchio, esce dalla camera da letto.
Interno dell’appartamento di Dawson
“Non sapevo di dover portare una calzamaglia” piagnucola Alex mentre
Dawson e Joey aiutano lui e Lily ad indossare i loro costumi.
“Ma devi farlo Alex, altrimenti io non posso essere Campanellino”
lo prega Lily.
“Forse posso essere qualcun altro. La calzamaglia è una cosa da
ragazze. Posso essere un hippie come Dawson e Joey” dice guardandoli.
Sono vestiti in puro stile hippie. Joey ha persino delle margherite tra i capelli
e sul vestito.
“Non c’è Campanellino senza Peter Pan. E io voglio essere
Campanellino. Devo essere Campanellino”
“La calzamaglia non è una cosa da ragazze” Joey cerca di
rimediare alla situazione e si attiene alla strategia. Sono già in ritardo.
Dovevano essere già fuori da cinque minuti per sistemare la casa della
festa.
“I lottatori portano la calzamaglia e non sono ragazze” suggerisce
Dawson.
“Credo di no” Alex sembra persuaso per il momento “E posso
volare”
“Anche io” dice Lily con orgoglio “E ho le ali!”
“Siete tutti e due fantastici” Joey sorride alla scena “Perché
non vi mettete in piedi contro il muro perché Dawson vi possa fotografare?”
“E’ una grande idea” dice Dawson mentre tira fuori la macchina
fotografica da uno dei cassetti.
Alex e Lily si mettono orgogliosamente in posa alcune volte mentre Dawson scatta
felice.
“Non sono carini?” dice Joey mentre Alex e Lily fanno del loro
meglio per imitare Peter Pan e Campanellino in volo.
“Mi ricorda quella volta che tu, io e Pacey siamo diventati i Tre Moschettieri”
dice lui, continuando a scattare fotografie mentre Alex e Lily entrano sempre
più nella loro parte. Alex ha completamente dimenticato le sue precedenti
lamentele.
“Giusto. Mia madre ha impiegato quasi due mesi per fare quei costumi”
dice Joey con un sorriso. Ha persino dipinto un paio di baffi sul suo viso per
fare il paio con i ragazzi.
“E poi tu hai rotto la tua spada litigando con Pacey” Dawson ride
al ricordo “Eri quasi in lacrime”
“Ma tu mi hai dato la tua spada” Joey si lascia andare per un attimo
ai ricordi, guardando Dawson con dolcezza. Lui era andato verso di lei, le aveva
messo un braccio attorno e le aveva dato la propria spada senza dire una parola.
Questo era Dawson. Questo era sempre stato e questo sarebbe stato sempre.
“Dio, siamo vecchi. Diventiamo nostalgici della nostra giovinezza”
scherza Dawson mentre continua a fotografare Alex e Lily.
“Eravamo in quarta, giusto?” chiede Joey incerta sulla data esatta.
“No” dice Dawson scuotendo la testa “Terza”
“Oh, è vero” Joey sorride ancora mentre il ricordo si fa
più chiaro “La quarta è stato l’anno che tu sei venuto
mascherato da Elliot e nessuno ha riconosciuto il tuo costume”
“Si, era una felpa rossa con il cappuccio, molti pensavano che non avessi
fatto la fatica di mascherarmi”
“Perlomeno quest’anno il tuo è chiaramente un costume”
dice lei, guardando il proprio vestito e poi quello di Dawson.
“Non molto originale, lo so” ammette Dawson “Ho avuto così
tanto da fare con i piani concreti per la festa, il lavoro, e il trasloco in
città. Dovevo rinunciare a qualcosa”
“E questo qualcosa sono i nostri costumi per Halloween” risponde
lei lanciandogli quello che dovrebbe essere uno sguardo di derisione, anche
se veramente i costumi le piacciono. (Okay, lo adora…così carino
con tutte quelle margherite!). Ma non si lascia sfuggire l’occasione di
dargli il tormento per questo, almeno per un poco.
“Si trattava di trascurare i costumi o il pagamento dell’affitto
di questo mese. Non avevo tempo per tutto. E in un certo qual modo mi piace
la mia nuova casa”
“Solo in certo qual modo?” dice lei, sollevando le sopracciglia.
“Va bene, io assolutamente adoro il mio nuovo appartamento. Meglio?”
ammette.
“Molto meglio” risponde Joey con un enorme sorriso “E sai
che questi costumi non sono poi così insignificanti. In un certo senso
sono entrata nello spirito della cosa. Mi fanno venire voglia di ritirarmi,
rientrare in sintonia e tutte quelle cose come ‘Fate l’amore, non
fate la guerra’” dice facendo il segno della pace con le dita.
“Si, l’ultima parte mi piace” dice Dawson, abbassando finalmente
la macchina fotografica e ammiccando verso di lei, facendola ridere “E
sento quasi l’odore del patchouli”
La casa di Halloween
È ancora pomeriggio presto, ma è tutto pronto. Una casa grande
e antica è decorata per Halloween: zucche, scheletri…la casa stessa
sembra un poco tetra. Proprio come dovrebbe sembrare una casa ad Halloween.
“C’è nessuno?” l’ospite vestita da Catwoman
chiama a voce alta mentre prova ad aprire la porta d’ingresso. Si accorge
che è chiusa. Sospira.
“Salve” un altro ospite vestito da Batman arriva dal fianco della
casa. Samantha lo osserva.
“Batman?” chiede con un ghigno divertito, l’unica parte visibile
della sua faccia.
“Catwoman?” l’uomo vestito da Batman sembra altrettanto divertito
e nascosto alla vista “Ho appena controllato il retro e non c’è
ancora nessuno. Credo che siamo i primi arrivati”
“Bene, bene, bene” lei sorride di nuovo “Non so se dovrei
fidarmi della mia nemesi”
“Catwoman era uno degli eroi o dei cattivi? Non mi ricordo”
“Un po’ tutti e due. È parte del suo fascino. Sotto molti
aspetti, è proprio come Batman”
“Bene allora” Batman fa balenare un sorriso “Non so se dovrei
fidarmi della mia nemesi”
“Abbiamo Catwoman e Batman. Ti prego dimmi che non hai portato un amico
mascherato da Pinguino”
“No, sono solo stanotte. E tu?”
“Non sono venuta con un amico vestito da Pinguino o con nessun altro
se è per questo” dice lei e scrolla le spalle.
“Batman e Catwoman che vanno ad una festa senza accompagnatori. C’è
qualcosa di sbagliato in questa scena”
Stanno ridendo quando sento delle voci che provengono dal retro della casa.
“Salve”
“Hmmm” Catwoman contempla la scena davanti a sé mentre due
uomini li avvicinano “Il gatto, il pipistrello e…”
“Men in Black. Doug Witter” tendendo la mano “Piacere di
conoscervi”
“Jack McPhee” si presenta Jack.
Batman porge la mano anche lui “Bruce Wayne” dice con una risata,
non volendo abbandonare il misterioso gioco che lui e Catwoman stanno giocando.
“Selina Kyle” Catwoman compete con il suo largo sorriso e stringe
la mano a tutti.
“Dove sono tutti gli altri?” Doug dà un’occhiata alla
casa vuota “Sembra proprio una situazione sospetta”
“Beh, è Halloween. Tutto sembra sospetto” dice Jack scherzosamente
“ E comunque non sei fuori servizio?” gli ricorda.
“Non parliamo di lavoro” sentono una voce fluttuare dall’ingresso
“Esigo che lasciate i discorsi di bottega fuori di qui” dice Dawson
mentre si unisce al gruppo con Joey, Alex e Lily subito dietro di sé.
“Che cosa vi ha trattenuto tanto?” chiede Jack
“Fotografie” risponde Joey con un sorriso “Un mucchio di
fotografie”
“Bene” Dawson tira fuori una chiave e apre la porta d’ingresso.
“Che la festa cominci” Finge di non notare lo sguardo curioso che
Joey lancia nella sua direzione mentre entra in casa. Ha un asso nella manica.
Lei lo “sa”. Solo una riunione tra amici? Si, certo…
Poco dopo, in piena festa
È passato un certo tempo da quando sono arrivati tutti. Dopo aver visto
un film horror su uno schermo grande, stanno tutti mangiando quello che Dawson
ha preparato.
Lily comincia a chiedersi quando comincerà un po’ di azione. Hanno
sperimentato solo un lieve spavento nel bel mezzo del film, quando hanno sentito
uno strano rumore provenire dal retro, ma suo fratello è andato a controllare
ed è tornato dicendo che non era niente.
Lasciando il gruppo di adulti senza che loro se ne accorgano, sale le scale.
Il corridoio è buio, e le ombre sembrano quasi muoversi attraverso il
muro.
Prosegue a camminare esitante, cercando il suo amico con gli occhi. Improvvisamente,
senza preavviso, sente una mano afferrarle la spalla.
“Eeeee!!!” strilla.
Velocemente la persona invisibile la fa girare su sé stessa. È
Alex.
“Ehi, rilassati!” la rassicura “Sono solo io. Caspita, perché
sei così nervosa?”
“E’ buio qui” replica “ E mi fa rabbrividire. Per favore
non venirmi alle spalle così di soppiatto”
Alex ride. “Oh, smettila di comportarti come una bamboccia!” scherza
“Ehi, hai sentito? Zia Joey pensa di aver visto un fantasma” Lily
gli lancia un’occhiata.
“Quando?”
“Più o meno dieci minuti fa, quando è andata in cucina
per prendere un po’ d’acqua. È per questo che sto ispezionando
il posto”
“Allora pensi che l’abbia visto?” chiede lei, cominciando
ad entrare nello spirito di Halloween “Voglio dire, non credo che sia
una bugiarda, giusto?”
“C’è differenza fra essere bugiardi ed essere superstiziosi”
le dice Alex “Non esistono cose come i fantasmi. Sono solo giochi di luci
nei film. Halloween ci fa vedere cose che non ci sono veramente”
“Ma se ti sbagliassi?” Lily sospira “Se i fantasmi ci fossero
davvero? E ce ne fosse uno in questa casa?”
Alex sta per replicare, ma sente un gran fracasso. Rapidamente i due ragazzini
corrono verso il suono. Cioè verso il bagno.
La porta è stata lasciata aperta, il vapore filtra dall’interno.
“C’è qualcuno nella doccia…meglio chiamare Bill Murray!”
scherza Alex.
Lily apre la porta con attenzione, accendendo la luce e rimane a bocca aperta
alla vista che le si para davanti.
“Che cos’è?” chiede Alex sbirciando oltre la spalla
di lei.
Lei apre del tutto la porta. Sullo specchio, illuminate dalle luci della strada,
le parole “La pagherete tutti” sono scritte a grandi lettere.
I due gridano simultaneamente, correndo dabbasso più veloci che possono
proprio un attimo prima che le luci si spengano.
Fuori dalla casa. Più tardi
“Come ci sei riuscito?” Joey chiede a Dawson, mentre le loro torce
si muovono avanti e indietro sul prato “Calmarli come hai fatto. Credevo
che Lily stesse per cominciare a piangere da un momento all’altro”.
Dawson scrolla le spalle, orgoglioso della sorellina ma non può dire
questo a Joey.
“Un tizio giù allo studio quattro conduce uno show per bambini”
la informa Dawson “Gli ho chiesto qualche suggerimento. Ho pensato che
visto che vivo così lontano, posso sempre fare un buon lavoro come fratello
maggior nel poco tempo che passo con lei”
“Ah” asserisce lei, mentre arrivano sul lato della casa. Lì,
sul muro sporge la scatola dei fusibili “Beh?”
“Hmmm” Dawson borbotta “Non capisco…forse l’ha
colpito un fulmine o qualcosa del genere”
“Vuoi dire che non sei stato tu?” chiede Joey lanciandogli un’occhiata
“Andiamo…Halloween? La fissazione di spaventare i tuoi amici? Non
è la luce la prima ad andarsene di solito?” Dawson soffoca una
risata.
“Ti prego!” la prende in giro “Ero un ragazzino allora, Jo!
Ho smesso di farlo al liceo. Subito dopo che alcuni dei miei amici pensarono
che fosse divertente spaventarmi con un cadavere cosparso di sangue, un cadavere
troppo intelligente per il proprio bene”
“Lo giuri?” chiede, non credendogli affatto “Perché
oggi è stato tutto così strano!”
“Strano?” chiede Dawson “Che vuoi dire?”
“Beh”, sospira “ Prima quando sono tornata nel mio appartamento
per prendere alcune cose che avevo dimenticato, posso giurare che qualcuno mi
stava seguendo. Poi sulla strada quell’immondizia doveva proprio cadere
fuori davanti a me…”
Dawson la guarda molto intensamente, come se stesse soppesando le sue parole,
sprofondato nei propri pensieri.
“Molto interessante” afferma “ E hai sperimentato qualche
tipo di paranoia galoppante prima di oggi?” Joey gli lancia un’occhiata
fredda. Lui ride.
“Non è divertente, Dawson!” gli dice “Stai di nuovo
facendo i tuoi vecchi scherzi?”
“Vecchi scherzi?” indaga.
“Non fare lo scemo, Dawson” sospira “Ti ricordi? Sedute spiritiche?
Bambolotti morti? Dita mozzate nel mio cibo?”
“Ehi, quello era Venerdì 13, Jo!” le ricorda “Non
Halloween. Facilmente confuso con un film su una sega circolare dallo stesso
nome che è stato visto troppo spesso nelle notti del cinema ad Halloween!”
Joey fa un passo verso di lui, puntando un dito accusatore verso di lui, con
sguardo minaccioso.
“Ehi, non dare la colpa a me!” dice “Io odiavo quei film,
ti ricordi?”
“Perfettamente” risponde con un cenno della testa.
Joey lo guarda negli occhi, per assicurarsi di avere la sua completa attenzione.
“Giuri che non lo stai facendo tu?” gli chiede un’ultima
volta.
“Si” dice onestamente “Joey, ti giuro che non sono stato
io a seguirti cercando di spaventarti. Hai la mia parola”
Lei gli sorride.
“Adesso rilassati, okay?” la incoraggia “Divertiti un po’.
E’ questo lo scopo di questa festa, giusto?”
Dawson prova qualche altro interruttore, facendo accendere le luci nella casa.
“Ah-ha!” dice, girandosi orgoglioso verso di lei “Facilissimo!”
Joey alza gli occhi al cielo e poi gli sorride.
“Hai ragione però” Dawson accenna dopo un attimo “Tutta
questa nottata è un déjà vu. Un tipo che conosco a malapena
mostra interesse per la mia ex. Manca soltanto una seduta spiritica”
“O un serial killer che ha bisogno di indicazioni” aggiunge Joey.
“O Pacey con l’invitata che brandisce un coltello!” ride
Dawson.
“Altrimenti non si può chiamare festa” Joey ride insieme
a lui, ricordando quella donna tremenda.
“L’ho chiamato e gli ho chiesto se riusciva a venire alla riunione.
Mi ha detto che non poteva” accenna Dawson “Non sembra davvero la
stessa cosa. Niente Jen, niente Pacey”
“Lo so. È strano. Ma è questo che succede, credo. Siamo
destinati a perdere qualcuno lungo la strada”, dice, in tono serio.
“Non dev’essere per forza così, però. Cioè.
Guarda noi. Siamo ancora qui”
“Si, è vero” dice lei, guardandolo e sorridendo.
Improvvisamente il momento è rotto da un forte grido che viene dall’interno.
Dawson e Joey si fissano l’un l’altro sorpresi.
“Era Lily!” gli dice Joey
Velocemente, corrono dentro.
Seminterrato della casa.
Mentre Dawson e Joey cercano Lily ed Alex, Ethan e Samantha stanno per esplorare
il seminterrato. Sono entrambi ancora nei loro costumi, quindi continuano a
non avere idea di chi sia l’altro. Neanche un sospetto. Anche se si sono
già incontrati quel giorno, hanno entrambi cancellato dalla memoria quel
momento imbarazzante.
“Allora, dimmi ‘Bats’” scherza Samantha “Cosa
stiamo cercando?”
“Torce” risponde lui “O candele. Qualcosa che ci permetta
di vedere”
Lei gli rivolge un ghigno.
“Pensavo che i pipistrelli potessero vedere al buio” chiede
“Come i gatti” replica lui “Sfortunatamente, è solo
una diceria. Guarda qui. Questa gente è davvero amante dei pacchi!”
I due cominciano ad esaminare scrupolosamente le scatole. Continuano a cercare,
guardandosi furtivamente a vicenda. Alla fine Samantha lo coglie in flagrante.
“Cosa?” chiede “Che c’è?”
“Niente” replica lui scuotendo la testa. “E’ solo che
sembri avere qualcosa per la testa”
Lei sospira.
“Chi sei?” chiede lei “E’ tutta la notte che cerchi
di proteggermi e non so nemmeno il tuo nome. Non ho bisogno della tua protezione
comunque” dice, con tono tranquillo.
“Aw, la donna forte” scherza “Scusa, non posso dirlo”
risponde “Non posso abbandonare la mia identità segreta”
Samantha alza gli occhi al cielo.
“Inoltre, neanche io so il tuo nome, giusto?” le ricorda “Sono
un amico di Joey. Fermiamoci qui”
“Non sei il cameriere, vero?” chiede
Ethan ride.
“No, non sono Pacey!” fa una risata soffocata. Lei gli sorride,
con uno sguardo lungo e consapevole. “Cosa?” chiede lui “Ho
qualcosa fra i denti?”
Samantha scuote la testa.
“No, è solo che chiunque tu sia, stai davvero bene con questo
costume” dice lei, a voce bassa e seducente.
Ethan le sorride. Ad un tratto si accorgono con sorpresa di tenersi per mano.
Come è successo? Non lo sanno, ma è …eccitante. I loro visi
di avvicinano mentre chiudono gli occhi. Però, prima che possa accadere
qualcosa, sentono una voce gridare dalle scale.
“La corrente è tornata” urla Dawson “Tutti in cucina!
Abbiamo un problema!”
Samantha sospira, poi si dirige verso le scale. Ethan la segue velocemente.
Che cosa è successo?
Cucina della casa.
Poco dopo gli otto si ritrovano in cucina. Dawson tra passeggiando avanti e
indietro mentre Joey cerca di consolare Lily e Alex. Ethan è seduto al
tavolo come Jack e Samantha. Doug infine è in piedi a guardia della porta.
“Allora, le luci funzionano, giusto?” chiede Ethan, diventando
leggermente impaziente “Qual è il problema quindi?”
“C’è qualcun altro qui” risponde Joey “C’è
qualcun altro in casa. Oltre a noi otto”
“Questo è assurdo, Joey” la sfida Jack “chi?”
“E’ un fantasma!” sbotta Lily “C’è un
fantasma di sopra!”
Doug cerca di calmarla usando la logica.
“Un fantasma?” chiede, strofinandole i capelli “Mi stai dicendo
che tu hai visto una vera anomalia spettrale?”
Silenzio.
“Uh, non esattamente” risponde Alex “Era piuttosto una scritta.
Qualcuno ha scritto sullo specchio!”
“Oh, quindi ne deduco che solo i poltergeists possono farlo?” dice
Doug, cercando di trasformare il tutto in un buffo aneddoto.
“Fantasma o no, c’è qualcuno qui” risponde Samantha,
credendo a Lily “Potrebbe trattarsi di uno psicopatico!”
“Potrebbe trattarsi di Dawson!” brontola Jack, guardando accusatorio
il loro ospite. Prima che Dawson possa rispondere Joey scuote la testa.
“No” lo difende “Dawson era fuori con me quando è
successo”
“E allora?” chiede Jack “Stai dicendo che abbiamo un vero
fantasma qui?”
Uno sguardo severo attraversa il viso di Doug. Okay, se tutto tendono a credere
alla teoria del fantasma o a quella di un estraneo in casa, deve prendere la
cosa sul serio.
“Non lascerò niente di intentato” afferma “Se c’è
qualcuno qui, lo troverò. Voglio che rimaniate tutti qui, per ogni evenienza”
Ethan si alza rapidamente
“No, assolutamente no” protesta, andando verso Doug “Non
resterò qui ad aspettare per vedere quello che succede. Lo faremo insieme…”
Ma prima che possa dire qualsiasi altra cosa, sentono un forte rumore proveniente
dal soggiorno.
Tutto il gruppo si alza dalle sedie e si stringe, rivolto verso la direzione
da cui proveniva il rumore. Dopo un paio di secondi, Doug si riprende e si lancia
dentro
“FERMI TUTTI!”
Con sua grande sorpresa non c’è nessuno lì. L’unico
segno di vita è il leggero chiarore dello schermo televisivo. Sospirando
Doug si gira verso il gruppo.
“Va bene! Chi ha lasciato la televisione accesa?” chiede
Gli altri sette entrano nel soggiorno lentamente. Il film Halloween scorre
sullo schermo. Il volume è stato alzato al massimo e Dawson afferra il
telecomando e lo abbassa.
“Non era acceso quando siamo tornati” gli dice Samantha “C’è
un timer in questa cosa?”
Nessuno risponde.
“Okay…comincio a credere alla teoria del fantasma ogni momento
di più” sussurra.
“Andiamo…i fantasmi non esistono!” ribatte Jack, ma non suona
davvero convincente.
Proprio mentre Jack finisce la frase, la porta d’ingresso si spalanca.
Tutti fanno un salto.
“Devo supporre che sia soltanto il vento?” scatta Joey.
Dawson corre verso la porta, sbattendola e chiudendola.
“Niente panico” suggerisce “Qualsiasi cosa sia non riuscirà
ad entrare!”
“E se fosse già dentro?” geme Lily.
Joey si inginocchia accanto a lei mentre Dawson le mette le mani sulle spalle
ed Alex le resta vicino.
“Ssh, andrà tutto a posto” la rassicura Joey “Doug
è un poliziotto. Ti proteggerà. Giusto?”
Joey guarda Doug, che annuisce.
“Li porterò di sopra” guarda Dawson in cerca di approvazione
approvazione e lui annuisce “Poi scopriremo che cosa sta succedendo qui”.
“Stai attento!” lo avvisa Jack “Okay?”
Doug sorride, afferrando la mano di Jack per un attimo. Poi conduce Lily ed
Alex di sopra.
Pochi momenti dopo…
Dopo una discussione, il resto di loro decide di separarsi…nonostante
l’avvertimento di Dawson che è così che la gente viene uccisa
nei film horror. Joey va con Jack mentre Dawson resta con Samantha ed Ethan.
I tre stanno cercando fuori, nell’eventualità che qualsiasi cosa
sia uscito dalla porta sia ancora lì.
“Buon dio, sto tremando” mormora Samantha “Sto tremando sul
serio. Non mi sono mai sentita così scossa prima”
“E’ comprensibile” le dice Ethan con un sorriso “Fa
proprio freddo fuori. Io ci sono abituato, però”
Lei ride “Aw, abbiamo un vero uomo!” scherza.
“Un sorriso?” chiede lui “Guarda un po’…sono
riuscito davvero a farti sorridere”
“Solo per un attimo” replica lei.
Mentre la cosa continua, Dawson presta attenzione ad ogni dettaglio del loro
scambio. Uno sguardo divertito gli compare in viso mentre comincia ad accorgersi
che sono…attratti l’uno dall’altro.
“Vado a controllare il capanno” dice Ethan.
Immediatamente, Dawson vuole raggiungerlo
“Verrò con te!”
“Ehi!” Ethan lo ferma, sogghignando “Chi è il supereroe
qui, hu?”
Dawson alza gli occhi al cielo e borbotta “Come vuoi” mentre Ethan
si avvicina al capanno. Lui si gira verso Samantha.
“Guarda che tipo!” brontola, aspettando la reazione di Samantha
alle prossime parole “E’ rumoroso, concentrato su sé stesso,
invadente, uno porco vanaglorioso…”
“Coraggioso?” aggiunge Samantha “E carino, anche” con
un sorriso che le incurva le labbra.
Dawson sogghigna.
“Come fai a dirlo? Non hai ancora visto la sua faccia” ride “Ma
lui ti piace, vero?” chiede sorridendo.
Lei sogghigna in risposta, un luccichio sfacciato negli occhi
“Come fai a dirlo” indaga.
“Sono un tipo percettivo” replica, ridendo ancora una volta “Garantito,
non tanto percettivo quando si tratta di me stesso”
“Lo puoi ben dire” dice lei mentre guarda oltre , verso il punto
dove Ethan è scomparso “Ti ci sono volute tre settimane per capire
che volevo che mi chiedessi di uscire”
Dawson ride “Ho la sensazione che lui non ci metterà così
tanto. Buon per te. Stavo solo scherzando prima. Il ragazzo mi piace”
“Bene” dice lei con un sorriso “E giusto per la cronaca,
anche io non avrò nessun problema con qualsiasi ragazza ti capiti di
avere una cotta” aggiunge, con un gesto magnanimo.
“Ah” Dawson ride “Non credo che mi dovrò preoccupare
di questo per un po’, vero? Sono il peggior malato del lavoro, ricordi?”
Samantha incrocia le braccia, fissandolo dubbiosa
“Una volta lo pensavo, sai?” gli dice “Ma non lo sei Dawson.
È buffo come tu riesca sempre a trovare il tempo per stare con Joey”
Dawson reprime un sospiro con un’espressione che dice ‘Ancora la
solita discussione’ “Non guardarmi così, Dawson Leery, è
vero. E stanotte, più ti osservo insieme ai tuoi vecchi amici…è
come se tu diventassi un altro. Ti apri. Ti diverti. Ti diverti davvero, non
come a quelle feste a L.A. Questa tua festa di Halloween…a parte il possibile
elemento soprannaturale…è stata proprio una bella idea”
Dawson scrolla le spalle
“Averli intorno…” spiega “mi ricorda da dove vengo,
credo. Le mie responsabilità non mi pesano. È difficile credere
di aver passato cinque anni parlando a mala pena con tutti loro. Ma dopo quello
che è successo a Jen…forse ho solo capito quanto sono importanti
per me”
“Vuoi un consiglio?” chiede Samantha “Comportati così
al lavoro. Ti risparmierà un crollo nervoso”
Dawson ride. Un momento dopo Ethan esce dal capanno.
“Niente” annuncia “Ce ne dobbiamo andare?”
“Certo” dice Dawson con un ghigno in faccia “Credo di aver
visto qualcosa laggiù che ci potrebbe aiutare”
Nel frattempo, dentro la casa…
Di sopra, Doug avanza furtivamente e lentamente verso il bagno. Lily e Alex
lo seguono da vicino, nessuno dei due sa cosa aspettarsi. Entrambi pensano che,
da un momento all’altro, il fantasma ritornerà.
Doug, invece, non è minimamente superstizioso. Ha già cominciato
a capire che cosa sta succedendo e asseconda gli eventi.
“State vicino a me” istruisce i ragazzini mentre si avvicina al
bagno.
Li dentro, vede esattamente lo stesso messaggio che hanno visto Lily ed Alex.
“La pagherete tutti” compitato lettera per lettera sullo specchio.
Entra. Alex e Lily restano sulla porta, pietrificati.
“E’ tutto a posto” li rassicura Doug “Non c’è
nessuno”
Si inginocchia a ispezionare il pavimento. Qualcosa attira la sua attenzione,
e osserva più da vicino. Sporco sulle piastrelle.
“Oh mio dio…” sussurra
“Che cos’è?” chiede Lily.
“C’è qualcuno” annuncia lui “C’è
sicuramente qualcuno qui!”
Proprio mentre lo dice, la tenda della doccia si muove e vedono una silhoutte.
Con un gesto protettivo Doug mette un braccio davanti ai ragazzini mentre Lily
prende la mano di Alex.
Di nuovo nel seminterrato, poco dopo…
Un paio di occhi osserva silenziosamente Jack e Joey scendere le scale.
“Non capisco perché sono tutti così agitati per questo”
dice Jack “E’ solo Dawson che sta di nuovo facendo i suoi vecchi
trucchi”
“Non ne sono così sicura” risponde Joey “E se fosse
davvero un fantasma? Non pensi che sia possibile?”
“Ha importanza?” chiede Jack “Fantasmi? Dawson? Tutto quello
che so è che vedrò il mio uomo in azione” dice, lanciando
un’occhiata a Joey con una risata soffocata “Capeside ha il tasso
di criminalità più basso che conosca”
“Oh, che vergogna!” risponde sarcastica Joey “Preferiresti
che vivesse nella Grande Mela, dove la polizia è coinvolta quotidianamente
nelle sparatorie?”
“Ehi, almeno ti vedremmo più spesso, giusto?” lui scrolla
le spalle “A volte ho bisogno di avere vicino i miei amici” dice,
la mente alla questione della custodia di Amy.
Joey se ne accorge e si abbracciano brevemente.
Però, un momento dopo, un barattolo cade da uno scaffale. Mettendosi
davanti a Joey, Jack va ad indagare.
“Aspetta qui!” le ordina.
“Oh, andiamo Jack” lei prova a discutere, ma lui non gliene dà
modo.
Joey guarda impotente mentre Jack gira l’angolo. Sparisce e non parla
per qualche minuto.
“Jack?” Joey lo chiama “Va tutto bene?”
La risposta è un gran fracasso. La lampadina che pende dal soffitto
si fulmina, lasciando il seminterrato completamente al buio.
Joey rimane senza fiato, girando rapidamente su sé stessa.
“Jack?” lo chiama di nuovo “Ti prego dimmi che sta…”
Prima che riesca a finire la domanda, una mano le stringe la spalla da dietro.
“Nooooo!” grida, spingendo via rudemente il suo assalitore.
Poi corre su per le scale più veloce che può, sentendo il rumore
di passi che corrono dietro di lei. Non ha il coraggio di guardarsi alle spalle,
spaventata da quello che potrebbe vedere.
Finalmente raggiunge la porta, spalancandola. Prima che riesca ad allontanarsi
finisce contro qualcun altro…qualcuno che la afferra per le spalle.
Grida ancora, prima di accorgersi che si tratta di Dawson.
“Joey, calmati, sono solo io!” le dice “Che succede? Che
c’è che non va?”
“Ha preso Jack!” grida lei “Oh dio, è proprio dietro
di me. Le luci si sono spente e…”
In quel momento una mano la afferra da dietro. Joey si gira e vede una persona
con una felpa scura con il cappuccio che appare dietro di lei.
Allora urla ancora…
Casa di Halloween, il portico d’ingresso
Il tempo sembra fermarsi nei secondi che servono a Joey per capire di chi si
tratta.
“Audrey?” chiede incredula “Sei proprio tu?”
“Chi credevi che fossi, Bunny?” Audrey esce dall’ombra e
si svela del tutto, continuando a ridere tenendosi lo stomaco “Il fantasma
del Natale, ops di Halloween, passato. Avresti dovuto vedere la tua faccia!”
Joey si accorge che sono tutti lì e che stanno tutti ridendo o sorridendo.
“Grandioso! Quindi posso immaginare che tutti quanti sapevano tranne
me?” dice, fingendo di essere arrabbiata, le mani sui fianchi.
“No” dice Lily ridacchiando “Ma io lo sapevo dall’inizio.
Mio fratello ha chiesto il mio aiuto. Credi davvero che io mi spaventi tanto
facilmente? Oh per favore” dice, alzando gli occhi al cielo e facendo
ridere Dawson mentre battono il cinque.
“Tu lo sapevi e non me l’hai detto?” dice Alex, guardandola
incredulo.
“Beh, se lo avessi fatto, dove sarebbe stato il divertimento?”
Alex si limita a fissarla e Lily scrolla le spalle.
“Io l’ho scoperto solo quando eravamo di sopra” dice Doug
a propria discolpa.
“E io quando eravamo nel seminterrato ma Audrey mi ha pregato di non
dirtelo” le spiega Jack ridendo.
“Dawson ce lo ha detto quando stavamo cercando fuori” aggiunge
Ethan, e Samantha annuisce.
L’attenzione di Joey torna su Audrey “Non me lo aspettavo! Sai
che mi hai praticamente spaventato a morte, vero?” dice, mentre un largo
sorriso le compare sul volto e finalmente si slancia ad abbracciarla.
“Non solo io” dice Audrey orgogliosa “Anche Dawson. Mi ha
specificamente chiesto che tu fossi l’ultima a saperlo”
“Tu” Joey si gira verso Dawson con uno sguardo quasi minaccioso
negli occhi “Avrei dovuto saperlo che avresti ricominciato con i tuoi
vecchi trucchi”
Dawson può solo sorridere imbarazzato “E ovviamente, tu sei sempre
stata il mio bersaglio preferito” dice mentre cammina verso la porta e
la apre facendo segno agli altri di rientrare in casa.
“Come vuoi” dice, mentre prende Audrey sottobraccio ed entra. Tutti
gli altri le seguono, ancora divertiti.
“Quand’è che voi due avete preparato il piano?” chiede
ad Audrey, mentre entrano in soggiorno e Dawson appare al fianco di Audrey “Credevo
che fossi in Europa”
“Avrei dovuto chiamarti prima” si scusa Audrey “Ma ho chiamato
Dawson la settimana scorsa quando sono tornata nei cari vecchi Stati Uniti d’America
perché pensavo fosse ancora a L.A.” dice, sorridendo a Dawson che
ricambia il sorriso. “Beh, è venuto fuori che il ragazzo aveva
preso e si era trasferito dall’altro lato del paese e io non sapevo niente.
Una ragazza si perde parecchie chicche galoppando per l’Europa. Comunque,
dopo aver chiamato Dawson la settimana scorsa lui mi ha richiamato e mi ha chiesto
di aiutarlo a farvi uno scherzo. E fatemelo dire, avete davvero bisogno di lasciarvi
andare. So che probabilmente è difficile per voi divertirmi quando io
sono così lontana ma…”
“Posso parlare adesso?” Joey interrompe quello che sta rapidamente
diventando uno degli incoerenti soliloqui di Audrey e Dawson ride mentre Audrey
ha un’espressione impassibile.
“Se proprio devi”
“Quando ti ho chiamato qualche giorno fa hai detto di essere ad Amsterdam”
“Si. Dovrei proprio smettere di cantare e diventare attrice”
“Quindi non eri dall’altra parte del mondo…”
“Ero dall’altra parte del paese. Dawson non voleva che la copertura
saltasse. E mi hai mai visto perdermi un imbroglio?”
Poco dopo…
Dentro la casa, le identità non sono ancora state rivelate. Mentre il
gruppo di vecchi amici continua a ricordare i vecchi tempi, Ethan è rimasto
a osservare la donna con il costume da Catwoman. La guarda attraverso la maschera
con apprezzamento. Lei gli lancia un’occhiata e allora lui gira la testa
ancora una volta. ‘Lo sta facendo da quando siamo rientrati’ pensa
fra sé. La osserva uscire dalla stanza ed è indeciso. Poi si alza
e la segue.
Si guarda intorno nell’ingresso quando sente un suono curioso, come delle
fusa. Si gira e si trova faccia a faccia con la figura sensuale che ha ammirato
tutta la notte.
“Bene, ho catturato la tua attenzione” dice avvicinandosi a lui
“La domanda è, chi sei?”
“Toglierò la mia se tu farai lo stesso” dice lui vedendo
le sue labbra curvarsi in un sorriso.
“Okay, ce le toglieremo al tre” allunga la mano verso la propria
maschera. Lui fa lo stesso.
Contano insieme “Uno…due…tre” Si sfilano entrambi la
maschera e si guardano con sguardo interrogativo e poi si fissano intensamente.
“Samantha, giusto?” Ethan fa uno sforzo per ricomporsi continuando
a fissarla “La ragazza del negozio di costumi?”
“Incredibile” dice lei ridendo, gli occhi che lo fissano intensamente
“E tu sei l’amico di Joey giusto?” ora lo guarda dritto negli
occhi. Riesce solo a pensare ‘I suoi occhi brillano’.
“Si Ethan” le porge la mano da stringere, un tantino formale forse,
ma sempre educato.
“Sembra che siamo destinati ad essere una coppia che ci piaccia o no”
dice divertito, ma incapace di nascondere che l’idea gli piace comunque.
“Si, così sembra” risponde lei e lui giurerebbe di aver
visto uno guizzo pericoloso e seducente negli occhi di lei. Lui sorride.
“Bene, per quanto ami condividere questo piccolo interludio con te, penso
che faremmo meglio a tornare prima che tutti quanti comincino a cercarci”.
Mentre rientrano, attirano l’attenzione di Dawson, che sorride complice
mentre si versa un drink dal minibar.
“Te lo dicevo” Joey gli arriva alle spalle solleticandolo un pochino
sulla vita. Dawson sospira. “Okay, okay, quindi avevi ragione. Ti fa sentire
meglio?” scherza lui.
“Si” risponde lei seriamente e Dawson ride.
Lei rimane accanto a lui, il bicchiere in mano osservando Samantha ed Ethan
parlare mentre il resto del gruppo è ora ipnotizzato da un altro film
horror. Lui sente Lily reprimere un rantolo ed Alex prenderla in giro per questo
“Come lo sapevi?” e la guarda rapidamente con la coda dell’occhio.
“Una donna sa queste cose” lui le lancia un’occhiata perplessa,
che si trasforma in un sorriso e in una risatina soffocata di sorpresa che gli
sfugge dalle labbra.
Joey si allontana e i suoi occhi la seguono mentre un sorriso gli aleggia sulle
labbra.
Più o meno un’ora dopo
“Bene, la festa è ufficialmente conclusa” dice Dawson alzandosi
e spegnendo il lettore DVD con il telecomando. Tutti brontolano.
Jack e Doug si stanno dividendo un contenitore di pop corn, come Alex e Lily,
che sono spaparanzati sul divano accanto a Doug. Samantha mangia una mela caramellata
seduta sul pavimento ed Ethan legge una rivista, seguendo il film con scarsa
attenzione. Joey ed Audrey sono sedute insieme in un piccolo divano e alle parole
di Dawson, Joey alza le mani e sorride.
“Oh” dice sorridendo “Non sei l’unico ad avere delle
sorprese, Dawson”
Mentre tutti la guardano con anticipazione, lei va verso la sua borsa e vi
pesca un involto.
“Empire State Building?” dice, agitando l’involto che ha
in mano “Pensavo che una visita notturna lassù sarebbe il modo
perfetto di concludere la giornata”.
La sua proposta riceve molti sorrisi e cenni di approvazione. Tutti sono contenti
di prolungare un pochino la serata.
“Okay allora, prendete tutti le vostre cose e andiamo!” dice allegramente.
E mentre gli altri si preparano Audrey le si avvicina.
“Mi sei mancata sul serio” dice mentre la abbraccia ancora e poi
si scosta appena.
“Anche tu” risponde Joey, sorridendo. È vero.
“Ma ti ricordi quello che ho detto prima, che ero sulla costa occidentale?”
“Si?” chiede Joey, il sospetto riacceso dal tono di Audrey. È
il suo tono da ‘Devo dirti qualcosa e non so davvero come’.
“Beh, ho fatto una sosta ai box nel frattempo”
“Si?” chiede ancora Joey
Audrey fa un pausa, cercando di trovare le parole giuste.
“Sono andata a trovare Pacey”
“Oh” ora ha la completa attenzione di Joey “E…”
“E sta bene. Più che bene, Joey”
“Quindi è sempre a New Orleans, giusto?”
“Giusto. Jo, era completamente rilassato e felice, proprio nel suo elemento”
“Hai visto il suo nuovo ristorante?”
“Mi ha fatto da guida. Non ci crederai, il posto è grande”
“Quindi lui stava…bene?”
“Si. È davvero felice”
“Allora sono felice per lui” Joey non riesce a trattenere un piccolo
sorriso.
“Si, lo sei, vero Bunny?”
“Si. Ho pensato di chiamarlo o qualcosa del genere ma non voglio fargli
pressioni. Lo sai? Sono sicura che ha bisogno di spazio e io glielo lascerò.
Ma spero che presto riuscirò a prendere il telefono, o che lo farà
lui, e che saremo capaci di comportarci di nuovo da amici. È davvero
tutto quello che voglio. E spero che lo voglia anche lui”
Audrey le sorride “Sono sicura che lo vuole anche lui. Come hai appena
detto,penso che abbia solo bisogno di un po’ di spazio per risolvere alcune
cose. Ma alla fine lo vorrà, non preoccuparti” dice, mettendole
un braccio attorno alle spalle e dandole una leggera stretta.
“Dio, dico davvero, mi sei mancata” ripete Joey mentre Audrey ride
e si abbracciano di nuovo.
“Zia Joey” Alex si avvicina con un gran sorriso “Siamo pronti”
“Andiamo allora!” dice allegramente.
New York. Notte
Nove persone in piedi su un marciapiede. I loro occhi percorrono la struttura
dell’Empire State Building. Lo scheletro d’acciaio incombe sulle
strade di New York. In questo periodo dell’anno è illuminato in
arancio, blu e bianco.
“Andremo lassù, zia Joey?” Alex indica il cielo sentendosi
leggermente a disagio al pensiero.
“Alex, un viaggio a New York non è tale finché non si sale
in cima all’Empire State Building. Andiamo” Joey fa segno con il
braccio mentre comincia ad attraversare la strada velocemente schivando le auto.
Grida agli altri “Dobbiamo muoverci se vogliamo essere sicuri di arrivare
in cima prima della chiusura”. Si volta continuando a camminare, osservando
tutti gli altri seguirla a fatica. Dawson e Audrey camminano a braccetto. Lily
ed Alex, vicino a loro ancora nei loro costumi, fanno oscillare le braccia e
si spingono a vicenda a intervalli regolari.
Jack e Doug camminano vicini e Jack sfiora gentilmente la mano di Doug. Getta
uno sguardo ad Ethan e Samantha che sembrano profondamente immersi in una conversazione.
Aspetta tutti gli altri, sorridendo sicura che sarà un’esperienza
magica per ognuno di loro.
“Zia Joey, è un edificio spaventosamente alto” Alex guarda
di nuovo in su, ora che è più vicino alla struttura “Pensavo
che fossi una fifona” e guarda verso Joey che sogghigna.
Joey alza le mani quando la raggiungono tutti “Okay, ho già preso
i biglietti per tutti. Ci farà risparmiare tempo e non dovremo fare la
fila”
“Beh, ecco Miss Organizzazione” Audrey lascia il braccio di Dawson
e prende quello di Joey “Ma Joey, non c’è nessuna fila”
guarda dentro e vede le guardie notturne e alcune persone che stanno uscendo
dall’edificio.
“Prendetene uno ciascuno” dice Joey a voce alta, ignorando il commento
di Audrey. Lei afferra un biglietto dalla mano di Joey e le due si scambiano
uno sguardo. Audrey le fa l’occhiolino e Joey ride. Quindi, come da istruzioni,
va verso l’ingresso.
Dawson è il successivo e cerca di prendere il biglietto dalla mano di
Joey, ma lei glielo sfila via “No, tu ed io entriamo per ultimi”
Dawson si limita a sollevare un sopracciglio e si toglie di mezzo mentre lei
porge i biglietti a Lily ed Alex. “Seguite Audrey e rimanete con lei,
ok?” entrambi annuiscono e cominciano a correre dentro “E niente
corse” grida Joey da fuori. “Vale anche per te Lily” aggiunge
Dawson.
Jack, Doug, Ethan e Samantha prendono i loro biglietti da Joey ed entrano nell’edificio
lasciando indietro Joey e Dawson sul marciapiede.
“Sai una cosa? È stata una idea magnifica. Come hai detto, è
il modo perfetto per finire Halloween. Penso che siamo una grande squadra”
dice lui sorridendo.
Joey gli sorride in risposta “Certo che lo siamo. Ovviamente quando uno
di noi non sta nascondendo informazioni all’altro” Dawson fa un
colpo di tosse e poi entrambi scoppiano a ridere.
“Sono stato a New York varie volte ma non ho mai visitato l’Empire
State Building” dice infine Dawson e si scambiano uno sguardo.
“Beh, sai Dawson, dicono che un sacco di magie sono avvenute in cima
a questo edificio” Joey sorride e poi abbassa lo sguardo a terra. In qualche
modo, parlare di magia la manda in confusione. Ha un amico che le sta sempre
accanto. Pura magia, ricorda. Le succede di continuo ultimamente – piccoli
ricordi, piccoli momenti che la colgono di sorpresa nelle situazioni più
inaspettate.
Ancora con lo sguardo abbassato vede che Dawson sposta i piedi e solleva gli
occhi “Possiamo?” Dawson tiene la porta aperta per lei e insieme
entrano nell’atrio. E’ vuota. Ne deducono che sono già saliti
tutti.
Dopo qualche minuto Dawson e Joey escono dall’ascensore e vanno sulla
terrazza panoramica. Dawson si dirige a sinistra mentre Joey va a destra per
assicurarsi che ci siano tutti e che tutto sia a posto.
Cammina verso Doug e Jack. Doug ha la mano sulla schiena di Jack e lo accarezza
leggermente. Si girano sentendo qualcuno avvicinarsi “Vado là a
parlare un momento con Dawson” dice Doug andando via, e lanciando uno
sguardo a Jack.
“A Jen sarebbe piaciuta questa notte” Jack sospira, pensando a
quando lui e Jen studiavano a New York.
Joey lo abbraccia e poi si scosta “Mi piace pensare che lei sia qui con
noi” sussurra.
Jack annuisce e guarda fuori le luci di New York “Sono contenta che tu
e Doug siate venuti” dice Joey mentre tocca gentilmente la schiena di
lui e poi lo lascia solo con i suoi pensieri.
Cammina verso Dawson ma prima si ferma a guardare Audrey con Alex e Lily.
“Voglio guardare in quella cosa” Alex indica il cannocchiale.
Audrey si avvicina al cannocchiale e guarda il prezzo “Questa è
praticamente una rapina, solo per appoggiare gli occhi ad un pezzo di vetro
e guardare cosa…luci?” Audrey cerca nella borsa nel tentativo di
trovare degli spicci per Alex.
“Stai per oltrepassare il bordo?” Lily guarda Alex con uno sguardo
piuttosto apprensivo.
“Ecco” Audrey porge ad Alex alcuni spicci “Ma non prendertela
con me se tutto quello che vedrai saranno delle luci” Alex guarda Lily
che ha ancora un’espressione piuttosto sofferente. Comincia a muoversi
ma fa un passo indietro per prendere la mano di Lily e vanno insieme verso il
cannocchiale. Inserisce le monete e la lascia andare per prima.
Ethan e Samantha sono in piedi sulla sinistra dei cannocchiali. “Nottata
divertente, hu?” Ethan lancia un’occhiata in tralice a Samantha
che continua ad aggiustare gli occhi sulle luci della città.
“Dawson mi ha detto che Halloween è sempre stato un momento interessante
per questo gruppo”. Si gira attorno a guardare tutti quanti.
Anche Ethan si gira “Sembra che ci siamo imbattuti in un gruppo di persone
interessanti”
“Questo è sicuro”. Si sorridono e poi si girano entrambi
a guardare di nuovo le luci.
Joey cammina verso Dawson proprio mentre Doug si allontana. Lui si sta sporgendo
dalla ringhiera. Sembra rilassato ma pensieroso. Lei si chiede cosa stia pensando.
“Ciao” dice. Dawson si gira verso di lei, sorridendo.
“Ciao” le fa eco.
Joey resta in piedi proprio accanto a lui “Wow, guarda queste luci”.
Fa un profondo respiro e appoggia la fronte alla ringhiera, imitando Dawson.
Le loro braccia si sfiorano.
Dawson guarda le luci “Non sono qui da molto ma questa città mi
comunica così tanta energia e tanto potenziale”. Fissa lo sguardo
su Joey e la vede sorride e poi chiudere gli occhi.
“Quando mi sono trasferita a New York, questa è stata una delle
prime cose che ho fatto. Sono salita qui migliaia di volte ma sempre di giorno.
Mi piace vedere la vita della città sotto di me”
“E’ una sensazione potente no?” dice lui. Mette le mani sulla
ringhiera vicino a quelle di Joey “Ho capito bene,non sei mai stata quassù
di notte?”
Joey scuote la testa e poi risponde “Si, ci sono stata. Con Jen, al liceo,
quello volta che ti ho detto, quando siamo venute insieme, ti ricordi?”
Dawson annuisce “Stavo in un certo qual modo aspettando un’occasione
speciale per farlo di nuovo. E poi, dopo la morte di Jen…non volevo venirci
da sola, sapendo che avrei pensato a lei” lo guarda e sorride apertamente
mentre lui appoggia con dolcezza la mano sulle sue. Con un gesto naturale, istintivo
le loro dita si intrecciano sotto lo sguardo di Joey
“Sono felice che tu abbia aspettato” lui le sorride dolcemente
quando lei lo guarda. Lei osserva le loro mani intrecciate e un dolce sorriso
le spunta in viso.
“Sono contenta anch’io di aver aspettato” dice, mentre si
girano verso la città, fianco contro fianco.
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